Al Sachsenring è capolavoro Marquez-Honda. Premio alla stupidità per Rossi e DoviMotoGP news 

Al Sachsenring è capolavoro Marquez-Honda. Premio alla stupidità per Rossi e Dovi

Al Sachsenring è capolavoro Marquez-Honda. Premio alla stupidità per Rossi e Dovi

Un grande pilota è colui che riesce a tirare fuori il meglio di sé e della moto in ogni situazione, specialmente quelle più impervie, dove il rischio di fallire o di cadere è alto. Ma un grande pilota non può essere tale se alle spalle non ha anche una grande squadra, che dal box lo guida proprio in quelle situazioni in cui per chi è in gara, ad affrontare già certe complicate dinamiche, non riesce a concentrarsi anche su tutto ciò che gli sta attorno. Ma un grande pilota è anche colui che si fida e si lascia guidare da chi al box guarda e, con più razionalità, può fare la miglior scelta per l’interesse del pilota stesso.

Questo in sostanza è il significato della meravigliosa vittoria di Marc Marquez al Sachsenring, il quale, dopo notevoli difficoltà quando la pista era ancora allagata e (forse) la sua RC213-V non digeriva al meglio il bagnato ed il comportamento delle Rain, si è fidato del proprio box che l’ha richiamato per consegnarli la seconda moto gommata slick, quando la pista iniziava a dare i primi segni di asciutto. Una scelta azzardata, perché gli altri piloti che stavano rientrando uscivano poi dalla pit-lane con ai “piedi” le più conservative Intermedie; ma una scelta che alla fine dei giochi ha saputo eccome ripagare pilota e team, perché passati alcuni giri, il Campione di Cervera viaggiava ad una velocità “quadrupla” rispetto a tutti gli altri piloti, recuperando 6/7 secondi al giro ai piloti in testa alla gara. Sfruttando quindi in pieno le potenzialità del pacchetto pilota-moto-slick, Marc Marquez è tornato alla vittoria, una vittoria importantissima in chiave Mondiale perché il suo vantaggio, nei confronti di Lorenzo e Rossi, inizia ad essere veramente molto marcato, e già possiamo affermare che una grandissima ipoteca è stata posta proprio sul circuito tanto amato dalla Honda, che ancora una volta infatti si è confermato territorio delle moto di Tokyo.

Ma se da una parte abbiamo assistito ad una delle gare più intelligenti mai costruite dalla Honda, dall’altra parte la bandiera a scacchi è andata a consegnare il “Trofeo per la Stupidità” a Valentino Rossi ed Andrea Dovizioso: i due italiani, infatti, leader indiscussi del Gran Premio di Germania per quasi tutta la durata della gara, a differenza di Marquez non hanno ascoltato le continue segnalazioni dai rispettivi muretti che richiamavano ai box i propri piloti per il cambio moto, perché la pista era ormai asciutta, le gomme Rain finite e Marquez – che accusava oltre 40 secondi di ritardo – gli stava recuperando tutto il gap giro dopo giro. Entrambi però hanno decretato che era giunto il momento di rientrare quando ormai era già troppo tardi, perché nessuno dei due sarebbe mai stato in grado, a quel punto, di recuperare su Marquez che arrivava letteralmente “a cannone” con le slick ormai in piena temperatura su un asfalto in condizioni di totale asciutto. Una scelta sconsiderata quella dei due italiani – e non solo loro – che, tuttavia, adesso rende (quasi) impossibile un recupero da parte di Valentino Rossi nei confronti di Marquez nella lotta al Titolo Mondiale.

Nonostante ciò, però, la gara del Sachsenring ha saputo regalare grandissime emozioni anche all’epilogo di questo Gran Premio così simile ad un terno al lotto: a chiudere in seconda posizione è stato l’inglese del team di Lucio Cecchinello, Cal Crutchlow, autore di un sorpasso estremamente aggressivo quanto emozionante nei confronti di Scott Redding, e così anche il Dovi, che proprio ad un paio di curve dal termin forza una traiettoria all’esteno dei confronti del ducatista di Pramac e rubandogli così di forza il terzo gradino del podio. Alle loro spalle, Scott Redding chiude quindi in 4° posizione, mentre più indietro Andrea Iannone (5°) è riuscito a tenersi a debita distanza dallo scatenato gruppetto di piloti in bagarre, capitanato alla fine da Dani Pedrosa, che conclude in 6° posizione davanti a Jack Miller (7°) ed autore di un sorpasso all’ultimo giro ai danni di Valentino Rossi, quest’ultimo 8° al traguardo, ed infine Hector Barbera 9°. Chiude la Top-10, invece, un buon Alvaro Bautista, che riporta a punti la sua Aprilia RS-GP.

Si classifica in 11° posizione Eugene Laverty, seguito perciò da un deludente Maverick Vinales, solo 12° e mai realmente competitivo quest’oggi in sella alla Suzuki GSX-RR, poi Bradley Smith (13°), Aleix Espargarò (14°), ed un vergongoso Jorge Lorenzo (15°) che scivola in fondo al gruppone fin dalle prime battute della gara e lì rimane plafonato per tutti i restanti giri previsti. Lorenzo, poi, è stato graziato infatti anche dalle cadute di Pol Espargarò (scivolato forse a causa di una gomma Intermedia non completamente in temperatura) e di Danilo Petrucci: il ternano, cuor di leone, dopo uno splendido avvio di gara, si era reso protagonista di una bellissima quanto serrata battaglia contro Marc Marquez, fino ad arrivare a passare sia Valentino ed anche Dovizioso, prendendosi così la testa della gara. Poi sfortunatamente, l’asfalto umido della Germania lo ha tradito, vanificando così una gara che poteva realmente vederlo festeggiare sul gradino più alto del podio.

Umberto Moioli

Sono nato a Monza il 9 gennaio 1993, ed ho iniziato a frequentare il paddock fin dalla più tenera età grazie a mio padre, ex pilota e team manager. Amo le corse, scrivere, e guidare tutto ciò che è scomodo, rumoroso e soprattutto veloce. Sono appassionato di roba Old-School e ho una visione parecchio romantica delle Corse.

Related posts

Leave a Comment