Pagelle Formula EFormula E 

Formula E 2015/16, le Pagelle di fine anno per tutti i piloti

Pagelle Formula E

È tempo di bilanci in Formula E. La seconda stagione della serie elettrica si è conclusa, e Italian Wheels tira le somme di un anno complicato e spesso illeggibile, con piloti che sono entrati e usciti come da porte girevoli e rapporti di forza tecnici sempre in evoluzione a causa della grande distanza tra un ePrix e l’altro. Ma è luglio, e chi la vuole ritirare ha pur diritto alla sua Pagella!

SEBASTIEN BUEMI – 8.5. Il pilota svizzero non è mai riuscito a imporre quel dominio che da lui ci si aspettava. La foga con cui ha gettato a mare le sue chances di mantenere un alto gap lo penalizza molto – brucia ancora l’incidente a Long Beach con Robin Frijns. Detto questo però, l’elvetico ha saputo vincere un Campionato che attendeva da più di un anno e in condizioni molto stressanti, imponendosi all’ultimo ePrix con un giro veloce inarrivabile. Va premiato per la grande prestazione velocistica, dimostrata in ogni pista, al di là della costanza prestazionale.

LUCAS DI GRASSI – 8.5. Il fantasma dell’antisportività a Londra gli ha tolto mezzo voto, perché altrimenti la sua stagione meritava davvero un riconoscimento superiore a quella del rivale per il titolo. Il pilota brasiliano ha corso con un mezzo più solido ma meno prestazionale, e nonostante questo è stato sempre pronto ad approfittare di ogni possibilità. Un uomo intelligente e dalla grande forza tecnica, capace di sbriciolare il compagno di squadra e tenere aperta fino all’ultimo la lotta per la Coppa. Con una gestione magistrale del corpo a corpo col rivale nel primo ePrix di Londra.

NICOLAS PROST – 7–. Il figlio d’arte quest’anno ha deluso parecchio, nonostante si pensasse che avrebbe potuto rendere molto bene grazie alle maggiori prestazioni della Renault e.dams. La sua terza posizione finale è frutto dell’ultimo weekend di gara, ovvero di due vittorie che sono state conquistate per meriti non del tutto suoi (avversari indietro nella griglia per la pioggia al sabato, crash tra Di Grassi e Buemi la domenica). Il francese ha però portato a casa punti importantissimi per il titolo costruttori, il che lo rende di certo meno raccomandato di Daniel Abt.

SAM BIRD – 9. La stagione dell’inglese è stata influenzata dalle prestazioni della DS Virgin, meno performante all’inizio e molto più in palla alla fine. È tutto merito suo però se con la terza vettura della griglia è riuscito a issarsi fino alla quarta posizione, e gli va dato atto che meriterebbe certo il secondo volante di uno dei due top team. Per non parlare del fatto che ha demolito Vergne…

JEROME D’AMBROSIO – 9. Anche D’Ambrosio è riuscito in un miracolo simile a quello di Bird, dimostrando grande talento e scalando la classifica con una vettura meno performante del solito. Dalla sua ha avuto un mezzo meno schizofrenico e davvero veloce nella finestra di rendimento, ma sopravanzare Duval e (soprattutto) Abt è soltanto farina del suo sacco.

STEPHANE SARRAZIN – 8. La Venturi deve a Sarrazin tutto il bene di quest’anno, dopo una difficile relazione con Jacques Villeneuve. Il team monegasco si è fatto sopravanzare in classifica marche dal team cliente Dragon Racing, e vede nel suo alfiere francese l’unica punta capace di risultati di rilievo – specie a fine stagione, a quadra trovata.

DANIEL ABT – 5. La delusione è stata la cifra della stagione di Daniel Abt, che a maggior ragione può dirsi l’autore della disfatta di Di Grassi nella lotta per il titolo. Se fosse riuscito ad essere più performante proprio nelle gare in cui il compagno carioca vinceva probabilmente le sorti dei due campionati sarebbero state diverse – e certamente non sarebbe precipitato in 7^ posizione generale.

LOIC DUVAL – 7. Il pilota francese non ha dimostrato lo smalto del compagno belga D’Ambrosio ma è stato comunque un buon scudiero, autore di sprizzi prestazionali molto interessanti e, soprattutto, portatore di punti importantissimi in classifica marche. È chiamato a un riscatto l’anno prossimo, ma può comunque godersi l’ottava posizione.

JEAN-ERIC VERGNE  – 6. L’ex Toro Rosso in F1 non ha trovato mai il feeling con le vetture di Formula E, ed è stato anche centrato da alcuni incidenti sfortunati. Tuttavia, è innegabile che questa prestazione non rispecchia le intenzioni della sua permanenza nella serie elettrica, e anche se a fine anno è riuscito finalmente a migliorarsi, è certamente per questo che la DS lo sostituirà.

NICK HEIDFELD – 7. Nick the Quick riesce a rientrare nella Top 10 nonostante la sua vettura non sia proprio da Top 10, il che gli permette di agguantare un voto forse insperato, ma non immeritato. La sua determinazione e la sua velocità lo hanno premiato a fine anno con una bella soddisfazione.

BRUNO SENNA – 6,5. Farsi battere dal proprio compagno di squadra non è l’ideale. Ecco la ragione per cui un risultato simile viene svalutato a danno del nipote di Ayrton, un ragazzo che sta ricostruendo la carriera. Più costante di Nick, ma con meno gare e meno vette prestazionali.

ROBIN FRIJNS – 8. Il pilota olandese è stato un autentico outsider quest’anno: a dispetto della sua vettura, che monta il motore dell’anno passato, Frijns ha saputo issarsi in 12^ posizione con delle gare splendide, sempre pronto a sfruttare ogni chances. Peccato per alcuni sfortunati incidenti.

ANTONIO FELIX DA COSTA – 7,5. Il pilota portoghese ha corso con il Team Aguri raccogliendo i pochi risultati che poteva avere da una delle squadre più piccole del campionato. Spesso piagato dai ritiri, è però riuscito a dimostrare il valore sufficiente a guadagnarsi la promozione in Andretti.

OLIVER TURVEY – 7. Battere il compagno di squadra e campione del mondo in carica avrebbe significato grandi risultati in altri tempi, ma la NEXTEV impedisce a questo giovane talento inglese di aspirare a più del «sette». Speriamo che riesca a giocare bene le sue carte nel mercato estivo.

NELSON PIQUET – 5. Un campione completamente sbiadito nel corso del 2016. Il commentatore tv Gafforio l’ha spesso definito «irriconoscibile» e per l’ex F1, evidentemente, gestire tutti i problemi che hanno afflitto il team cinese è stato molto complicato. A dispetto dell’esperienza.

MIKE CONWAY – 6,5. Arrivato all’ultimo momento come gran salvatore della Venturi, è stato un buon pilota ma non è riuscito a cavare dalla macchina quanto invece è riuscito a Stephane Sarrazin. Certo l’inesperienza con queste vetture conta, ma il suo bottino, con così poche gare, è interessante.

NATHANAEL BERTHON – 6. Si era appoggiato sul Team Aguri riuscendo a cogliere solo un ottavo posto, ma la sua prestazione è tutt’altro che da buttare. Ha sempre detto di voler rientrare nella serie, vedremo se riuscirà ad accasarsi per la prossima stagione.

SIMONA DE SILVESTRO – 5. L’unica donna presente nella serie elettrica ha dovuto pagare non soltanto una vettura tremendamente instabile e un compagno di squadra molto scomodo, ma è stata anche silurata a fine anno. Con così poche carte in mano, però, ha poche chances di esserci a settembre.

QING HUA MA – 4. Cosa ci sia salito a fare, sulla seconda vettura del Team Aguri, è un enigma che deve ancora essere sciolto. A meno che un sacchetto di denaro sonante non possa rappresentare la risposta ad ogni dubbio.

JACQUES VILLENEUVE – 4. Per quanto non sia del tutto corretto mettergli un voto così basso, visto che ha corso solo due gare e ha fatto «zero» in entrambe, il fatto che abbia lasciato il team perché non sia riuscito a trovare il feeling con la squadra è indicativo di un impegno piuttosto scarso.

OLIVER ROWLAND – 6. Chiamato per un’unica gara a sostituire Nick Heidfeld, non porta punti a casa ma non delude: di certo, non è stata una cattiva idea chiamarlo a bordo della macchina elettrica.

SALVADOR DURAND – s.v. Un’unica corsa conclusa con un ritiro. Non abbastanza per poterlo premiare, non sufficiente per poter infierire. Vediamo se rientrerà a settembre.

RENE’ RAST – s.v. Vedi sopra: una gara, un ritiro. Cosa valutare?

Marco Di Geronimo

Nato a Potenza il 30 giugno 1997, sono un appassionato di Formula 1 e automobilismo sportivo in generale – di cui mi piace “scoprire” le serie più particolari. Per Italian Wheels seguo la IndyCar e la Formula E. Scrivo di motori anche su Talenti Lucani.

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