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F1, GP Silverstone: ecco le Pagelle di tutti i protagonisti

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Un GP pieno di polemiche e strascichi. La partenza sotto regime di Safety Car, la penalità comminata a Vettel, quella data a Rosberg…di tematiche il Gran Premio di Silverstone ne ha avute davvero parecchie, ma probabilmente sarà il caso di analizzarle a parte. Qui, oggi, è il momento come al solito di dare i voti a tutti i protagonisti del GP.

LEWIS HAMILTON – 10. Domina il weekend senza se e senza ma. Primo in tutte le FP, si prende la Pole e non appena rientra la Safety Car fa il vuoto, accumulando un vantaggio tale da permettergli di tenere a debita distanza tutti gli avversari, siano essi Verstappen sulle Intermedie o Rosberg sulle Medium. Dopo un inizio di Mondiale disastroso, si ritrova a -1 dalla vetta della Classifica Piloti. La cosa che deve preoccupare Rosberg, però, è che non sembra essere finita qui.

MAX VERSTAPPEN – 10. Lo scrissi dopo il GP d’Austria che è forse l’unico che riesce a dare davvero fastidio al duo Mercedes, ed a Silverstone conferma questa impressione. Sul piano della guida pura non sembra avere nulla da invidiare a più blasonati ed esperti piloti, togliendosi anche lo sfizio di sverniciare Rosberg all’esterno della Chapel. Arriva 3°, ma sufficientemente vicino al #6 per sfruttare la penalità di 10″ che gli viene comminata. Se nel 2017 la RB sarà al livello della Mercedes, Hamilton deve seriamente iniziare a preoccuparsi.

NICO ROSBERG – 7. I suoi limiti vengono fuori in condizioni di pista bagnata e grip precario, quando il talento puro fa la differenza. A parità di macchina è molto più lento di Hamilton, ed è quasi impietoso il modo in cui la RB12 di Verstappen lo sopravanza. Bravo comunque sia a non perdersi d’animo, e ad aspettare con la pazienza di chi sa che non può perdere troppi punti il momento più adatto per riprendersi la posizione sull’olandese, sfruttando anche la superiorità della sua Mercedes. La penalità di 10″ è balsamo se confrontata ad un possibile ritiro per motivi tecnici, ma comunque nonostante un bottino di 100 punti nelle prime 4 gare si ritrova con una sola lunghezza di vantaggio su Hamilton. Ed il dubbio che il Mondiale gli stia sfuggendo nuovamente dalle mani.

DANIEL RICCIARDO – 6. Verstappen in Inghilterra lo sovrasta sia in Qualifica che in Gara, dalla quale è clamorosamente assente, con un ritmo inferiore di circa mezzo secondo al giro. La sufficienza è stiracchiata perché comunque chiude con un 4° posto tutto sommato buono, ma da qualche gara sembra quasi di rivedere la situazione in Casa RedBull nel 2014, quando il suo compagno di squadra era Vettel.

KIMI RAIKKONEN – 8. La Ferrari in Inghilterra proprio non ne aveva, ma Iceman fa quello che può, stando anche davanti – e con merito – a Sebastian Vettel. Sfortunato come tanti nel rientrare ai Box subito dopo il rientro della SC, con i primi che rientrando sotto regime di VSC guadagnano un’enormità sin dalle prime fasi di Gara. Il fatto che la SF16-H impieghi parecchi giri per liberarsi della Force India di un Perez in netta crisi con le gomme posteriori è la cartina al tornasole delle difficoltà Ferrari in questo weekend, e in tutto questo Raikkonen si riprende il terzo posto nella Classifica Piloti. Giusto per zittire chi criticava la scelta di tenerlo anche nel 2017.

SERGIO PEREZ – 8. Lui il momento giusto per rientrare ai Box lo centra in pieno, e riesce così a riportarsi addirittura avanti ad Hulkenberg che gli partiva davanti. La sua gara è tutta in gestione delle gomme, una sua qualità che abbiamo imparato a conoscere nel corso dell’anno. E porta a casa punti importantissimi per la Force India, che per assurdo potrebbe anche avere la pazza idea di puntare alla Williams in Classifica Costruttori.

NICO HULKENBERG – 7,5. Arriva dietro al compagno di Team pur partendogli davanti, ma quest’anno con le Strategie davvero il suo muretto non riesce ad azzeccarne una, sia per sfortuna sia per azzardo. Si rende partecipe di un gran bel duello con Massa, Bottas ed Alonso, fatto di controsterzi e staccate in derapata. Dimostra comunque di aver voglia di far bene, cosa che nelle ultime Gare era sembrata invece un po’ mancare.

CARLOS SAINZ – 7,5. Uno di quei piloti che forse vengono incensati troppo poco. Si qualifica bene, poi in Gara conferma quanto di buono fatto vedere nel weekend. Peccato per quel testacoda in Curva 1 che gli fa perdere tempo e posizioni, altrimenti forse avrebbe anche potuto insidiare Hulkenberg. Resta comunque un po’ di amaro in bocca per il fatto di non vederlo in un Top Team neppure l’anno prossimo.

SEBASTIAN VETTEL – 5. Ok, la partenza dalla undicesima casella non è colpa sua perché cosa può farci lui se i suoi cambi durano giusto il tempo di inserire la prima. Però il weekend di Sebastian è decisamente sotto tono: in Qualifica sciupa entrambi i giri buoni, ed in Gara non riesce né a trovare ritmo con pista umida – situazione nella quale siamo stati abituati a vederlo in gran spolvero – né a capitalizzare una buona strategia del muretto Ferrari a causa di svariati errori, e mentre Hamilton in una settimana porta a casa 50 punti lui ne incamera solamente 2, che a causa di una penalità – assurda – sarebbero potuti diventare addirittura 1. Se la Ferrari è la prima grande assente di giornata, lui è indubbiamente il secondo.

DANIIL KVYAT – 6,5. Dopo tante delusioni inanellate una dietro l’altra, Silverstone per il pilota russo si rivela una gara tutto sommato positiva. Ultimo a prendere punti ed ultimo dei piloti a pieni giri, non commette errori e termina di poco dietro al compagno di Team, alle cui spalle si era anche qualificato. Fa tremare tutta Italia nel suo duello ruota a ruota con Vettel, ma stavolta il contatto è scampato. Segno forse di una maggiore maturità anche da questo punto di vista?

FELIPE MASSA – 6. Il Team di Grove era arrivato in Inghilterra con ben altre aspettative, e torna invece con due macchine fuori dai punti, con Massa addirittura eliminato in Q2. Felipe fa quello che può, difendendosi sia nei confronti di Alonso (con una manovra forse un po’ al limite del regolamento) sia nei confronti di Hulkenberg, ma in condizioni dove serve carico aerodinamico la sua Williams proprio non va. Se poi si aggiunge una sosta in più rispetto alla diretta concorrenza il cerchio è completo. Forse il fatto di aver portato per il 2016 una monoposto così simile a quella del 2015 sta inesorabilmente limitando le aree in cui può essere sviluppata la vettura. E la Force India nel Costruttori si avvicina…

JENSON BUTTON – 7. Visto com’era iniziato il suo weekend, con un problema al fondo piatto della sua McLaren che lo aveva portato all’eliminazione addirittura nella Q1, arrivare 12°, davanti ad Alonso che invece la Q3 l’aveva fatta, è quasi un’impresa. Le condizioni di pista umida lo favoriscono, è uno dei pochi piloti che non commette neppure un errore e guadagna posizioni a spron battuto fino ad arrivare ai margini della zona punti. Resta il rimpianto di non essere partito davanti.

FERNANDO ALONSO – 6. Voto che è una media tra il 5 della sua Gara vista solamente in termini “di Classifica” (parte in Top Ten e ne finisce ampiamente fuori) ed un 7 che gli va dato di diritto perché quando ha tra le mani una macchina che gli permette di combattere, mette il coltello tra i denti e dà tutto, come il tentativo di sorpasso con due ruote sull’erba nei confronti di Massa dimostra. Uno degli errori più gravi in Curva 1, in termini di tempo perduto, è il suo, ed è un peccato perché probabilmente Kvyat sarebbe riuscito a prenderlo.

VALTTERI BOTTAS – 5. La sua Williams sul bagnato non va, ma lui come nel 2015 con pista umida va in seria difficoltà. L’errore che commette quando Hulkenberg lo mette sotto pressione lo relega in fondo allo schieramento, e da lì non ne esce più. Il risultato è che passa la Gara a lottare con le Sauber, e sono pronto a scommettere che non fosse proprio questa la sua aspirazione.

FELIPE NASR – 7. Si tiene dietro una Haas, una Renault e si toglie addirittura lo sfizio di duellare per un po’ con Bottas: con la C34 attuale, cosa altro può fare?. L’affare con la Tetra Pak sembra essere concluso, e questo dovrebbe portare nuova linfa alla Sauber. La sua speranza è che dopo un anno di sofferenze sportive come questo 2016, il sedile per l’anno prossimo ce l’abbia garantito. Grazie al Banco do Brasil, certo, ma a lui poco importa.

ESTEBAN GUTIERREZ – 5. Conclude mestamente la propria Gara finendo davanti al solo Kevin Magnussen, che ha però la scusante di aver effettuato una sosta in più di lui. Ma la Haas, ancora una volta, torna a mancare, mettendo in mostra un andamento parecchio altalenante. Li si può perdonare, sono i classici problemi di gioventù di una stagione d’esordio che è comunque al di sopra delle aspettative.

KEVIN MAGNUSSEN – 5. Per carità, lui di colpe vere e proprie ne ha davvero poche stavolta. La Renault RS16 è un disastro, e a Silverstone vengono fuori tutti i suoi difetti che la portano, a parità di motore, a prendere una vita dalla RedBull su una pista che esalta tutt’altre doti. Come per Nasr, la speranza è che per lui la Scuderia trovi un posto anche per il 2017, anno in cui la competitività della Casa di Viry-Chatillon dovrebbe aumentare.

JOLYON PALMER – 5. Stesso discorso di Magnussen, con l’ulteriore scusante che i suoi meccanici gli fanno prima perdere un’eternità e poi gli “regalano” 5″ di penalità facendolo partire dal Pit con 3 gomme montate su 4. La macchina non ingrana, il Team sbaglia e il talento di Palmer è quello che è. Che fare di più?

RIO HARYANTO – 6. Fino a quando ha potuto, è stato davanti all’eroe d’Austria Wehrlein. Poi l’aquaplaning in Curva 1 che ha mietuto vittime ben più illustri lo spedisce contro le barriere, concludendo una Gara non eccezionale ma quantomeno dignitosa.

ROMAIN GROSJEAN – 6. Solo poco più di 20 giri per il pilota francese, che non se la stava cavando malissimo. Poi però la sua Haas si ammutolisce all’improvviso e le sue velleità si spengono inesorabilmente.

MARCUS ERICSSON – 6,5. Voto sopra la sufficienza per lo stoicismo con cui, nonostante sappia di avere tra le mani una monoposto che definire “lenta” è un eufemismo, fa di tutto per essere in pista la domenica dopo il botto di cui si rende protagonista durante le FP3.

PASCAL WEHRLEIN – 4,5. Brusco risveglio per il giovane Pascal dopo il sogno austriaco. E’ dietro Haryanto in Qualifica ed è il primo a dare il “La” alla serie di errori in Curva 1, con l’aggravante che è l’unico ad insabbiarsi per aquaplaning con gomme Intermedie, salutando la compagnia nel corso del primo vero giro di Gara. Una prestazione sottotono, che comunque non è sufficiente per oscurare il recente ricordo dello Spielberg.
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