Il crash tra Buemi e Di GrassiFormula E news 

London ePrix 2: Di Grassi tampona Buemi, lo svizzero trionfa col giro veloce

Il crash tra Buemi e Di Grassi

Alla fine ha vinto il migliore. Un grosso incidente ha compromesso la gara di Sebastien Buemi e Lucas Di Grassi, e i due si sono trovati a giocarsi il titolo a suon di giri veloci. E dal London ePrix è l’elvetico a uscire vincitore, portandosi a casa una coppa che sembrava scivolargli via dalle mani. Una corsa che è riuscita a regalare emozioni anche grazie ad altri duelli nelle posizioni di rincalzo.

Tutto comincia al primo giro: Buemi ha chiuso il suo gap di 3 punti dal rivale impostando la pole position. Ma, a causa di un terzo posto in meno, in classifica è il brasiliano a essere più avanti. I semafori si spengono e Nicolas Prost, 2° in griglia, difende bene la posizione rallentando proprio Di Grassi, che però al primo varco si inserisce. Andando a tamponare Buemi.

L’incidente manda i due contendenti per il titolo nella via di fuga, con le macchine compromesse. I giudici decideranno dopo la gara: Buemi si lamenta per essere stato tamponato, mentre Di Grassi ritiene che sia lo svizzero ad aver frenato troppo presto. Argomentazione curiosa, visto che Buemi era 1° mentre Di Grassi era 3° e impegnato a sorpassare Prost: a mio giudizio, la maggior parte della colpa deve ricadere sul carioca, che è andato troppo lungo nel sorpasso della vita. Ma in assenza di telemetria, tutto può essere: c’è da aspettare un verdetto dei giudici, che probabilmente si risolverà in un no further action.

Sì, perché la gara tra i due c’è stata comunque. Riusciti entrambi a ripartire, i contendenti hanno raggiunto il box tra mille difficoltà (era entrata inoltre in pista la Safety Car) e, balzati nella seconda vettura, si sono sfidati a colpi di giro veloce. Una sfida entusiasmante, perché entrambi erano a pari punti e il fastest lap in Formula E pesa ben 2 lunghezze.

Buemi campione FE

La gara è stata intanto guidata da Nicolas Prost, autore di un dominio incontrastato che gli ha fruttato una seconda vittoria nelle strade di Londra. Dietro di lui è infuriata la battaglia, specie attorno alla vettura di Nick Heidfeld, fin da subito insidiato da Daniel Abt. Sam Bird è stato costretto al ritiro alla 7^ tornata, riportando in pista la Safety Car, che ha liberato la muta al 10° giro. Dopodiché i duelli si sono concentrati attorno a Robin Frijns. Abt ha fatto appena in tempo a sorpassare Heidfeld che il pilota olandese ha rotto e ha riportato in pista la vettura di sicurezza.

Intanto Di Grassi aveva segnato il giro veloce, impostando il tabellone in un 155 punti a 153 a suo favore nella sfida contro Buemi. E sull’elvetico la cattiva sorte continuava ad accanirsi: un po’ le safety car, un po’ gli altri piloti, non riusciva a trovare il ritmo. Anzi, al 16° giro sbotta contro i box. Vedendo Di Grassi davanti a sé, teme che il brasiliano voglia rallentarlo nel corso del giro veloce per impedirgli di migliorarsi. La tensione è salita alle stelle proprio in questa fase della gara.

Ma subito dopo le cose sono cambiate. Un passaggio per i box ha riconsegnato pista libera a Sebastien Buemi, che ha impostato un primo giro veloce nonostante l’ostacolo di Qing Ma in pistadilettante!» lo ha definito nel team radio). E mentre le Dragon Racing scavalcavano Piquet, Buemi ha insistito, abbassando il tempo a un formidabile 1’24”5, ben due secondi e mezzo più veloce del record del rivale.

Mentre Piquet calava a picco e le Dragon se le suonavano di santa ragione, però, Di Grassi è rientrato in pista e ha abbassato il proprio tempo fino a 1’24”6, segnato alla fine del 29° giro: un centesimo dal giro veloce di Buemi. Ed è proprio qui che il pilota svizzero rientra un’ultima volta in pista e fa impazzire la platea con un inavvicinabile 1’24”1, un record assoluto che costringe Lucas Di Grassi a dare forfait e ritirarsi dalla corsa. Mentre i francesi esultano, Nick Heidfeld si ritira (per la gioia dei piloti Dragon).

Una stagione che si conclude nella concitazione e (diciamolo) nel peggiore dei modi. Non fa bene alla Formula E un incidente del genere al primo giro dell’ultima gara. Ha un sapore che ricorda troppo certi incidenti del passato a Suzuka – sperando però che la botta di Di Grassi non sia volontaria. Il pilota carioca ha scontato sulla sua pelle una manovra azzardata, che ha spostato l’equilibrio dalla parte della Renault: un team molto più forte in prestazione pura, che è riuscito a minimizzare le chances di vittoria iridata dei rivali con giri sempre più veloci. Fa male alla Formula E anche la polemica del «vuole rallentarmi», perché il comportamento del brasiliano sarebbe inconcepibile mentre, d’altra parte, in caso di sterile minaccia, sarebbe Buemi a farci una magra figura.

Detto questo, ha vinto il migliore, e adesso abbiamo solo pochi mesi – un’estate, in pratica – per rimuginare sull’accaduto e sperare in un 2016/17 migliore. Onore a Sebastien Buemi, campione del mondo in carica, e alla Renault e.dams, trionfatrice nella classifica costruttori.

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