Nelle prime libere di Assen le Ducati volano, fuori dalla Top10 entrambe le HRCMotoGP news 

Nelle prime libere di Assen le Ducati volano, fuori dalla Top10 entrambe le HRC

Nelle prime libere di Assen le Ducati volano, fuori dalla Top10 entrambe le HRC

Su una pista un po’ sporca ed un po’ umidiccia, ad aprire le danze del Gran Premio d’Olanda è stato il ducatista Andrea Iannone, veloce fin da subito e capace di bloccare il cronometro in 1’34”349. Soddisfazione però che in Casa Ducati oggi si raddoppia, perché anche Andrea Dovizioso ha messo in mostra un buon ritmo, completando 17 giri (uno in meno del suo compagno di squadra) e fermandosi al 16esimo passaggio in 1’34”575, conquistando in questo modo la 2° posizione della prima classifica cronometrica del week-end ed accusando dalla GP16 gemella solamente 226 millesimi di ritardo.

Ottimo salto in avanti, poi, per la Yamaha M1 Tech3 di Pol Espargarò che, portando a termine ben 19 tornate, è riuscito ad assicurarsi il terzo tempo della mattinata, con un gap da Iannone di appena tre decimi. FP1 però che, ad eccezione dello spagnolo di Tech3, premia la compagine di Borgo Panigale, perché a chiudere la Top-5 sono state entrambe le GP15 del Team Pramac, con Scott Redding e Danilo Petrucci che firmano lo stesso identico tempo, ovvero 1’34”660. Ma ad accaparrarsi la formale 4° posizione è stato Scott Redding, avendo infatti l’inglese raggiunto questa prestazione appena un giro prima del ternano.

La sesta e la settima posizione sono andate, invece, alle due M1 ufficiali di Jorge Lorenzo e Valentino Rossi, con il pilota spagnolo che vince il confronto interno con il pesarese per appena 36 millesimi. Lavoro tecnico nel box di Iwata con Rossi che ha provato il nuovo telaio per cui ha riscontrato un buon feeling, e che soprattutto riesce a rientrare nella Top-10 a bandiera a scacchi già esposta, posizionandosi così esattamente davanti al suo futuro compagno di squadra, Maverick Vinales, 8° e primo tra le due Suzuki GSX-RR.

Chiudono perciò la lista dei primi dieci piloti l’inglese Bradley Smith (9°) e quindi Hector Barbera. Grande sorpresa invece nel vedere entrambe le HRC ufficiali fuori dalla Top-10: i piloti del box Repsol, infatti, si sono molto concentrati sulla prova del nuovo telaio (più simile a quello di Barcellona per Dani Pedrosa, più modificato quello di Marquez), ma nel momento in cui bisognava dare l’attacco al tempo, nessuna delle RC213-V è riuscita ad emergere. Si ferma così in 11° posizione Marc Marquez, beffato proprio all’ultimo da Valentino Rossi, mentre Dani Pedrosa è 13°, alle spalle di Cal Crutchlow, con quest’ultimo che si trova ad appena 54 millesimi da Marquez e poco più di sei decimi però dalla vetta della classifica cronometrica.

Male Aleix Espargarò, che in sella alla sua GSX-RR non va oltre il 14° tempo, ma alle cui spalle concludono però rispettivamente Michele Pirro, sulla Ducati di Avintia, poi le due Desmodesici di Aspar, con Hernandez (15°) davanti a Laverty (16°), poi Jack Miller con la Honda del Marc VDS, le due Aprilia di Bautista (18°) e Bradl (19°), entrambe sotto i due secondi di ritardo, ed infine la Honda di Tito Rabat, ancora una volta ultimo ed in evidente difficoltà, perché il suo gap da Iannone si attesta addirittura sui 3 secondi e mezzo.

Umberto Moioli

Sono nato a Monza il 9 gennaio 1993, ed ho iniziato a frequentare il paddock fin dalla più tenera età grazie a mio padre, ex pilota e team manager. Amo le corse, scrivere, e guidare tutto ciò che è scomodo, rumoroso e soprattutto veloce. Sono appassionato di roba Old-School e ho una visione parecchio romantica delle Corse.

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