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Indy Road America: l’enigma del weekend. Info e orari TV

Rahal a Road America

Il ritorno in pista delle IndyCar dopo il GP abortito in Texas emoziona. Ed emoziona perché le colorate automobili americane tornano a sfrecciare all’Elkhart Lake, sul tracciato di Road America, dopo diversi anni di assenza. Una prova che vedrà protagonisti non solo le stelle più blasonate della stagione ma anche i piloti di rincalzo: il tracciato è quasi sconosciuto. Tutto è possibile.

DATA E ORARI TV. La corsa si terrà domenica 26 giugno, questo fine settimana. Mentre gli americani potranno godersela dalla NBCSN, nel Belpaese andrà in diretta su Sky Sport 3 a partire dalle 19.05. I canali della pay-tv sono così ingolfati da europei e Wimbledon che l’unica sintesi “abbordabile” andrà in onda su Sky Sport Plus all’1.00 di martedì.

IL TRACCIATO. Road America è un tracciato che non si vedeva da un pezzo nel calendario IndyCar. Agli scorsi test di settembre (di cui vi avevamo già parlato) Takuma Sato la descrisse così: «Una pista molto classica, stretta e sconnessa, con curvoni veloci e pieghe anche di 90°». Una pista ormai velocissima grazie anche agli alti livelli di aderenza delle vetture. Pare vanti anche uno dei carichi aerodinamici più bassi della stagione.

Pagenaud al Glen

IL PUNTO DEL CAMPIONATO. I rapporti tra Honda e Chevrolet sono in continua evoluzione, complice anche la varietà delle piste che abbiamo incontrato nel giro delle ultime settimane. A Road America i giapponesi rischiano di rimediare il terzo schiaffo di fila dalla Chevy dopo la doppia vittoria a Detroit, perdendo punti preziosi non solo nella classifica marche ma anche nella graduatoria dei piloti. I nipponici hanno pochi piloti in posizioni strategiche della classifica e nessuno di loro è considerato un serio pretendente per l’iride. D’altro canto, la fuga mondiale di Simon Pagenaud inizia a scricchiolare, ma dietro di lui non è emerso un unico avversario. Anzi, tutti i suoi rivali sembrano volersi ricompattare nello spazio di poche decine di punti…

TEST AL WATKINS-GLEN. Con la cancellazione della gara di Boston l’IndyCar ha assoldato il circuito di Watkins-Glen come undicesima tappa della stagione. Non lo si poteva affrontare impreparati, ed è per questo che la Firestone ha organizzato dei test cui hanno partecipato diversi team. E i piloti americani hanno trovato la pista «fisicamente impegnativa». Dato che influirà molto sul risultato della gara, e dovuto alla sua conformazione. «Sarà incredibilmente fisica. Ci sono lunghi rettilinei dove puoi riposarti e questo aiuta, ma ci sono curve con una forza G incredibilmente alta!»: queste le parole di James Hinchcliffe.

PRONOSTICO. Davvero difficile questa volta tirare fuori una previsione. Se è indiscutibile che le Honda vadano molto forte sulle grandi velocità degli ovali, mentre le Chevy la facciano da padrone sui tortuosi cittadini, la situazione sugli stradali è sempre incerta. E su un tracciato atipico come questo, si fa addirittura enigmatica. Si può però rilevare che, essendo le velocità molto più basse che sugli ovali, le macchine giapponesi dovrebbero soffrire più di quelle americane. Con tanta accelerazione laterale sulle spalle, le Honda potrebbero soffrire la mancanza di aderenza, mentre tra gli Chevy parte avvantaggiato (di nuovo) il Team Penske con tutto il suo bagaglio di tecnici e meccanici. Peccato però che Scott Dixon su questa pista abbia vinto per ultimo. Che sia la sua prima occasione per partire alla rincorsa di Pagenaud?

Marco Di Geronimo

Nato a Potenza il 30 giugno 1997, sono un appassionato di Formula 1 e automobilismo sportivo in generale – di cui mi piace “scoprire” le serie più particolari. Per Italian Wheels seguo la IndyCar e la Formula E. Scrivo di motori anche su Talenti Lucani.

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