news WEC & Endurance 

24 Ore di Le Mans, al via la gara: seguila con noi!

Con la R18 in testa nel Prologo si arriva a Le Mans: ecco tutti gli orari

La guerra tra le due Porsche, due Toyota e due Audi in LMP1; la lotta tra le Oreca e le Alpine in LMP2; la battaglia tra Ferrari, Ford e Corvette per il dominio della GTE-Pro dopo il nuovo cambiamento al BOP; la sfida per il trionfo nella GTE-Am tra Aston Martin, Ferrari e Corvette. C’è tutto questo e molto di più nell’edizione 2016 della 24 Ore di Le Mans. Non volete perdervi nemmeno un momento saliente della Gara più affascinante e mistica del mondo? Allora non vi resta che seguire questo articolo, nel quale troveranno posto gli aggiornamenti fatti ora per ora (o quasi…) in modo tale da non farvi perdere nulla di questo momento magico nella stagione Motoristica mondiale. Buona 24 Ore di Le Mans a tutti!

START:
Con i 13 Km di Le Mans completamente bagnati, la gara più attesa dell’anno incomincia (purtroppo) in regime di Safety Car, con la 919 Hybrid di Neel Jani davanti alla vettura gemella di Timo Bernhard, seguite quindi dalle nipponiche TS050 Conway e Buemi e quindi le R18 di Lotterer e Duval in sesta posizione.

Primi 20 minuti quindi che scorrono con le vetture accodate alla R8 dei commissari, mentre le temperature di freni e gomme delle auto da competizione che precipitano vertiginosamente e la visibilità in pista estremamente bassa. Problemi fin da subito invece per la Ford di Ganassi, tornata immediatamente ai box e tornata in pista con due giri di ritardo.

13450028_528801057328444_1951802684001219253_n

Superata la prima mezzora di gara, le condizioni della pista rimangono ancora proibitive per far sì che la Safety Car faccia il proprio rientro in pit-lane, lasciando così il via libera alla competizione. Nel frattempo molte sono le vetture che fanno il proprio ritorno ai box per effettuare dei cambi di gomme preventivi, perché dopo 35 minuti la pista inizia ad asciugarsi leggermente e un tenero spiraglio di sole fa capolino tra le nuvole che sovrastano la pista francese.

Dopo quasi un’ora di attesa, finalmente la 24 Ore ha realmente inizio e con essa immediatamente una lotta serrata per la prima posizione in cui a battagliare sono le vetture di tutte e tre le Case principali, mentre in GTE Pro grande prestazione della Ferrari di Calado che sorpassa la Ford di Westbrook e si mette in 2° posizione.

In testa alla gara, entrati nella seconda ora di gara, è la Toyota di Conway che fa strada in prima posizione, seguita quindi dalle Porsche di Jani e Bernhard, mentre in quarta e quinta posizione inseguono le Audi di Lotterer e Duval. Leggermente più attardata la Toyota TS050 di Buemi. Nella GTE Pro invece risale con prepotenza la Porsche 911 RSR di Makoviecki, che riesce a mettersi alle spalle la 488 GTE di Calado, che scivola così in 3° posizione.

Quando mancano 22 ore e 54 minuti alla fine, clamoroso rientro dell’Audi di Lotterer ai box che azzarda le gomme slick e gioca una grande scommessa nei confronti delle avversarie. Tempo un giro e rientra anche la Porsche di Bernhard, che dà il cambio ad Hartley, con le Rain ormai finite, optando così per le Slick vista ormai una pista più che parzialmente asciutta. Mantiene invece la leadership la Toyota di Conway che conduce così la gara con 10 secondi di vantaggio sulla TS050 gemella di Buemi, risalito in 2° posizione.

A 22 ore e 35 minuti dal termine bellissima battaglia tra la Porsche 919 di Hartley e l’Audi R18 di Duval che, tra un doppiaggio e l’altro, procedono sostanzialmente appaiate, con Duval che prova il sorpasso e ci riesce, prendendo così la testa della gara. Problemi invece per la seconda delle R18, costretta ai box da un problema all’impianto di raffreddamento che sta significamente posticipando il suo rientro in pista, accumulando così parecchi giri di ritardo nei confronti delle avversarie.

Aggiornamento CLASSIFICA dopo un’ora e mezza
LMP1: 1° Hartley (Porsche), 2° Duval (Audi), 3° Conway (Toyota)
LMP2: 1° Merhi
(Oreca 05), 2° Beche (Oreca 05), 3° Kane (Gibson 015S)
GTE PRO: 1° Makowiecki
(Porsche), 2° Westbrook (Ford), 3° Calado (Ferrari)
GTE AM: 1° Long
(Porsche), 2° Keen (Porsche), 3° Hanzler (Porsche)

Dopo 6 giri di ritardo ed un turbo cambiato in soli 20 minuti, riparte anche l’Audi #7 con Lotterer che dà il cambio a Treluyer, mentre in testa alla gara Hartley conduce con solo 7 decimi di vantaggio sull’Audi di Duval. Grandissima prestazione invece di Conway, che al volante della Toyota TS050 Hybrid tiene giù tutto e si avvicina velocemente all’Audi che lo precede.

Toyota TS050 Hybrid 24 Ore di Le Mans 2016

Per quanto riguarda la LMP2, la BR01-Nissan di Petrov passa la Oreca 05 di Rast, ora 2° dopo aver effettuato un pit-stop, e quindi la Ligier JS P2 – Nissan di Albuquerque si trova in 3° posizione. Prosegue invece saldamente in testa Makowiecki in GTE Pro, con 7 secondi di vantaggio sulla Ford GT di Westbrook che però gira quasi due secondi più veloce del leader di classe. Terza posizione quindi per la Ferrari di Calado, seguito dal compagno di marca Giancarlo Fisichella, in 4° posizione. Prosegue invece il dominio Porsche in GTE AM, con la 911 RSR di Long in prima posizione davanti ad Henzler (2°) e Keen, che chiude il podio virtuale. Siamo a quasi due ore dall’inizio della gara.

A 21 ore e mezza alla bandiera a scacchi tutte le LMP1 hanno già effettuato due soste e a mantenere la testa della gara è la Porsche 919 di Hartley, che conduce con 2 secondi e mezzo di vantaggio sulla Toyota TS050 di Conway e quindi l’Audi R18 di Duval, che dopo aver effettuato gli ultimi doppiaggi si ritrova sempre più vicino alla Toyota. Più lontana è invece la Toyota di Buemi, attualmente 4° a 25 secondi di ritardo da Hartley, mentre alle sue spalle c’è la Porsche di Dumas, con quasi 40 secondi di gap dal proprio compagno di squadra.

In LMP2 invece continua il dominio delle Oreca 05, con la leadership di Rast, che precede rispettivamente Bradley e Merhi. In GTE PRO, invece, la Ford GT di Westbrook prosegue al comando della propria classe, mentre alle sue spalle bellissima battaglia tra le Ferrari 488 GTE di Calado e Fisichella, rispettivamente 2° e 3°. Invariata invece la situazione in GTE AM.

Clamoroso rientro, a tre ore dall’inizio, della Ferrari di Gimmi Bruni, sulla quale hanno incominciato a lavorare.

Aggiornamento CLASSIFICA dopo tre ore
LMP1: 1° Hartley (Porsche), 2° Conway (Toyota), 3° Duval (Audi)
LMP2: 1° Merhi
(Oreca 05), 2° Beche (Oreca 05), 3° Bradley (Gibson 015S)
GTE PRO: 1° Fisichella
(Ferrari), 2° Briscoe (Ford), 3° Muller (Ford)
GTE AM: 1° Hanzler
(Porsche), 2° Long (Porsche), 3° Barker (Porsche)

Dopo tre ore e mezza di gara, e le avvisaglie di un ritorno della pioggia ormai scongiurate, i due prototipi nipponici sono saldamente in testa alla gara, con la TS050 di Conway, autore del giro più veloce della gara in 3’22”155, che conduce con un 25 secondi di vantaggio su Buemi. Terza posizione per la Porsche 919 Hybrid guidata adesso da Mark Webber, che accusa un giro di ritardo dalla vettura leader della corsa, mentre alle sue spalle l’Audi R18 #8, con al volante Oliver Jarvis, è 4°. Rincomincia nel mentre il valzer dei pit-stop tra le vetture della LMP1, con Kobayashi che prende il posto di Conway alla guida della Toyota #6, Davidson si avvicenda a Buemi mentre in Porsche è Lieb a subentrare al posto di Dumas. Ad avvantaggiarsi è quindi Mark Webber, ora al comando della 24 Ore di Le Mans, che gira fortissimo e guadagna diversi secondi al giro nei confronti del pilota giapponese della Toyota. Situazione invece invariata nelle categorie inferiori, dove però, specialmente in GTE PRO, i piloti non si risparmiano nelle bagarre più serrate.

Porsche 919 Hybrid Mark Webber 24 Ore di Le Mans 2016

Dopo aver messo tra sé e Kobayashi oltre 30 secondi di gap, la Porsche #1 guidata da Mark Webber fa il proprio ritorno ai box per un pit-stop, riuscendo però a tornare in pista ancora al comando della gara con ancora 17 secondi di margine sulla Toyota in seconda posizione. In GTE PRO, invece, continua la leadership della Ferrari 488 GTE che vede ora al volante Vilandi al posto di Fisichella, mentre è serratissimo il confronto tra le due Ford GT in 2° e 3° posizione, con Briscoe in vantaggio su Hand (subentrato al posto di Muller). Ford che piazza anche un’altra GT subito dietro, perché in 4° posizione c’è Stefan Mucke. Ma le Ford sono riuscite a farsi sotto alla Ferrari di Vilander, con Hard che apre le ostilità e costringe la vettura del pilota finlandese ad una bagarre al limite. Nell’arco di pochi minuti prima Hand e poi anche Briscoe riescono ad avere ragione della vettura italiana, mettendo in mostra anche (e soprattutto) le grandi doti motoristiche della Ford GT e portando così le macchine americane a monopolizzare la Top-2

Continua ad incrementare il proprio vantaggio, Mark Webber, che interpone fra sé e la Toyota TS050 di Kamui Kobayashi ben 40 secondi di gap, girando infatti sotto i 3’23”. Torna ai box invece l’Audi guidata da Jarvis, che si trovava in 3° posizione: sfortunatamente, per la vettura #8 è stato molto il tempo perso durante la sosta perché un problema alla portiera ha rallentato notevolmente le procedure, cosa che infatti l’ha fatta tornare in pista alle spalle sia della Porsche di Lieb che della Toyota di Davidson.

Quando mancano 18 ore e 40 minuti, il binomio nipponico Toyota-Kobayashi continua a crederci e, volendo creare un gran margine di vantaggio per difendere la prima posizione prima di tornare ai box, non alza mai il piede dall’acceleratore, rifilando infatti nell’ultimo giro ben 8 secondi alla Porsche di Mark Webber, ora 2° in classifica, e siglando il nuovo giro più veloce in 3’21”445.

Nel mentre si prepara a fare il proprio ritorno in pista il Campione morale di questa 24 Ore di Le Mans, Frédéric Sausset: senza tutti e quattro gli arti, il pilota francese ha avverato il suo più grande sogno, correre a Le Mans, con un prototipo in cui il volante è imbullonato alla protesi al braccio destro mentre i pedali del freno e dell’acceleratore sono posti sotto le cosce (e Sausset non ha più neppure le ginocchia), riuscendo addirittura ad andare forte e a prendere appena due secondi dal suo compagno di squadra professionista.

Vicini allo scadere della sesta ora di gara, Kamui Kobayashi mantiene la testa della gara, imponendo la leadership della sua Toyota davanti alle due Porsche 919 Hybrid, che vedono invece Bernhard davanti e Liber, che chiude così il podio virtuale. I tempi del pilota giapponese si sono infatti alzati, con l’ultimo passaggio in 3’29” basso, ma non girano tanto più veloci i prototipi di Stoccarda. La gara quindi procede e le luci delle macchine iniziano ad accendersi perché a Le Mans ormai si corre al crepuscolo e ci si avvicina sempre di più alla fase forse più emozionante dell’intera corsa. Per quanto riguarda le Audi, Lucas Di Grassi è ora al volante della R18 #8 ma ci sono quasi tre minuti da recuperare sulla Toyota in cima alla classifica.

13450255_10154139233418820_711424112231694105_n

Procede in testa alla classe LMP2, invece, il giapponese Ryo Hirakawa, che al volante della sua Oreca 05 si tiene alle spalle con un discreto vantaggio l’Alpine di Richelmi (2°) e Hoswon, al volante del prototipo #47, subentrato infatti all’inglese Bradley. Tornata invece in testa della GTE PRO la Ferrari 488 GTE che vede ora al volante il pilota italiano Malucelli, alle cui spalle sono ben tre le Ford GT che gli danno la caccia. Della compagine americana, è Bourdais a detenere la 2° posizione, precedendo così Dixon (3°) e Johnson (4°).

Aggiornamento CLASSIFICA dopo sei ore e quarantacinque minuti

LMP1: 1° Serrazin (Toyota), 2° Bernhard (Porsche), 3° Nakajima (Toyota)

LMP2: 1° Richelmi (Alpine), 2° Thiriet (Oreca 05), 3° Matsuda (Oreca 05)

GTE PRO: 1° Bourdais (Ford), 2° Dixon (Ford), 3° Malucelli (Ferrari)

GTE AM: 1° Al Qulaisi (Porsche), 2° Lamy (Aston Martin), 3° Ried (Porsche)

Mancano ancora 17 ore nette al termine della gara e a Le Mans la luce del sole è quasi completamente calata; molti team si preparano a montare gomme più morbide che risulteranno più performanti con le temperature più basse previste per la notte. Nel mentre la Toyota TS050 #6, guidata adesso da Sarrazin, subentrato al giapponese Kobayashi, è saldamente in prima posizione con un vantaggio di oltre un minuto sulla Porsche di Timo Bernhard, quest’ultimo chiuso a sandwich dalla seconda delle Toyota TS050, perché in terza posizione c’è Nakajima, attardato di soli 15 secondi dalla vettura tedesca, della quale gira leggermente più veloce e si potrebbe preparare ad un clamoroso recupero per consegnare la Top-2 al costruttore del Sol Levante. Quarta posizione invece per la Porsche del rientrato Jani (ad oltre due minuti di gap da Sarrazin), che precede infatti l’Audi R18 con al volante Lucas Di Grassi, 5° con poco meno di un giro da recuperare sulla Toyota leader.

Le ombre si allungano sul circuito de La Sarthe, ed inesorabile arriva la notte. Le posizioni di testa rimangono invariate quasi fino al termine della 16esima ora, poi di nuovo l’Audi R18 e-Tron Quattro #7 prosegue il suo calvario venendo costretta nuovamente ai Box per tentare di risolvere quello che sembra un problema ai LED laterali, che trascorsi pochi giri inizia ad affliggere anche la vettura gemella #8 costringendola allo stesso modo ad una sosta aggiuntiva in corsia Box. Sembra una gara che in LMP1 sia destinata a concentrarsi attorno alla lotta tra le due Toyota e le due Porsche, ma poco dopo le 23:00 avviene il vero colpo di scena: la 919 Hybrid #1 di Hartley-Webber-Bernhard rientra ai Box, ed il problema stavolta è serio. La LMP1 di Stoccarda viene infatti sollevata addirittura sul ponte, con la parte anteriore e posteriore che vengono smontate alacremente dai meccanici della Casa tedesca alla disperata ricerca di un problema che sembra riguardare una perdita d’acqua sul propulsore della 919. Per qualche giro la tensione sembra poi ulteriormente crescere nel Box Porsche, visto che si temeva – allarme poi rientrato – che il guasto occorso alla #1 potesse in qualche modo riguardare anche la vettura gemella. 

A questo punto della corsa, cambiano in maniera clamorosa gli equilibri: la compagine tedesca infatti, all’improvviso, si ritrova in inferiorità numerica nella lotta per la vittoria, con le due Toyota TS050 Hybrid-Hybrid che continuano a stringere “a panino” la 919 Hybrid #2, ora priva della copertura offertagli dalla #1 che viaggiava in quarta posizione alle spalle della seconda delle LMP1 nipponiche. E la situazione si aggrava ulteriormente quando la R18 #8 rientra ai Box per un’ulteriore sosta aggiuntiva a causa di una foratura occorsa alla posteriore destra del prototipo di Ingolstadt, che perde ancora più terreno rispetto ai primi. Il tempo scorre inesorabile, e dopo le bandiere gialle esposte a causa della Aston Martin #98 di Lauda-Lamy-Dalla Lana che finisce contro le barriere, la 919 Hybrid #1 sembra essere pronta a rientrare in pista, dopo un intervento complicato durato praticamente un’ora: ma i guai non sembrano essere finiti qui, perché Hartley nel giro di rientro procede molto lentamente, venendo costretto addirittura a fermarsi in una via di fuga mentre la sua 919 H si muoveva facendo affidamento solamente al sistema ibrido del suo Powertrain. Si soffre in Porsche, ma alla fine anche stavolta la #1 riesce a raggiungere i Box: la gara è però ormai totalmente compromessa, visto che persino l’Audi #7 sembra essere irraggiungibile. Attorno all’una di notte viene poi nuovamente chiamata in causa la Safety Car: la LMP2 di Pizzitolla è andata infatti a muro vicino alle Curve Porsche, a causa di una chiazza d’olio lasciata dalla 911 RSR #91 di Estre, e mentre i Commissari riempiono la pista di filler c’è tempo per fare un riepilogo delle Classifiche quando mancano 14 ore alla bandiera a scacchi di questa 24 Ore di Le Mans.

Aggiornamento CLASSIFICA dopo 10 ore di Gara:

LMP1: 1° Conway (Toyota) 2° Dumas (Porsche) 3° Buemi (Toyota)

LMP2: 1° Lapierre (Alpine) 2° Rast (Oreca) 3°Beche (Oreca)

GTE-Pro: 1° Vilander (Ferrari) 2° Muller (Ford) 3° Westbrook (Ford)

GTE-Am: 1° Heinemeier (Porsche) 2° Sweedler (Ferrari) 3° Bell (Ferrari)

All’una e mezza rientra ai Box la Safety Car, e con lo sventolio della bandiera verde la gara può riprendere. Alla ripartenza infuria la lotta tra la Porsche di Dumas e la Toyota di Buemi, mentre dopo poco meno di 10 giri rientra ai Box l’Audi #8, ma stavolta si tratta solamente di una sosta canonica. La tegola arriva invece per AF Corse, in quello che è un weekend difficilissimo: dopo il problema elettrico alla #51 ed alle altre noie occorse alla #71, è proprio quest’ultima vettura ad andare lunga nella ghiaia della via di fuga dopo il Ponte Dunlop a causa di quella che sembra essere un problema ad uno pneumatico posteriore della 488 GTE, costringendo Davide Rigon ad abbandonare vettura e gara. Nel frattempo, una volta tornata di nuovo in pista, la 919 Hybrid #1 con Hartley inizia a martellare tempi sul giro velocissimi, ma sono più di rabbia e frustrazione che non funzionali a qualcosa, visti i giri di ritardo che la separano dalla vetta. Arriva poi una Slow-Zone poco prima delle 03:00, causata dalla Oreca Nissan #34 di Leutwiler che arriva lungo ad Arnage, ma è quella subito successiva a dimostrare come per Audi questa sia davvero una Le Mans stregata: la #7, con alla guida Fassler, si ferma infatti nella via di fuga delle “Esse” dopo il ponte Dunlop, e dopo un reset non propriamente rapido alla R18 rimane solamente il motore elettrico, costringendola a riguadagnare la via dei Box molto lentamente. Box dai quale la stessa #7 esce però subito, senza nemmeno essere riportata nel garage, con al volante Lotterer, segno quindi che il reset sembra aver sortito i suoi frutti. Solidamente in testa, nel frattempo, la Toyota #6 del Gazoo Racing.

ClSF3fAWIAAtpbf

Ulteriore colpo di scena a 10 ore dal termine della gara quando, ancora nel pieno dell’affascinante fase notturna di questa 24 Ore di Le Mans, la Rebellion R-One-EAR guidata dal 19enne Mathéo Tuscher, mentre si trovava in 5° posizione, accusa un problema tecnico costringendo così il pilota svizzero ad affiancare la macchina a fianco del guard-rail, vanificando così una gara condotta fino adesso in maniera impeccabile. Nel mentre, invece, la testa della classifica vede la Porsche 919 guidata da Marc Lieb che, nonostante i suoi 16 pit-stop a confronto con i 15 della Toyota TS050 di Kamui Kobayashi, conduce con ben 25 secondi di vantaggio sul prototipo giapponese, il quale è seguito a sua volta dalla seconda delle vetture del Gazoo Racing, ora condotta da Anthony Davidson. Sempre più vicina invece la R18 di Lucas Di Grassi, portatosi infatti a soli 2 giri di ritardo nei confronti della Porsche leader della classifica. Non muta invece la prima posizione della classe LMP2, che deve ancora in testa la Alpina del team Signatech, dentro la quale c’è ancora Lapierre. Si invertono invece le due Oreca che completano il podio virtuale: il pilota giapponese Ryo Hirakawa, infatti, è ora in 2° posizione davanti alla vettura #26 condotta da Will Stevens, che rispetto però al prototipo del team Thiriet vanta due soste ai box  in più.

Momento storico dopo 13 ore e 45 minuti di gara, quando Marc Lieb fa ritorno ai box per la 17° sosta, lasciando così pista libera ai prototipi nipponici che ora conducono infatti in doppietta questa 24 Ore! Kobayashi torna quindi in prima posizione, con ben 17 secondi di vantaggio sulla vettura gemella guidata da Davison. Ritorna quindi in pista la Porsche 919 con quasi un minuto di ritardo, mentre la Rebellion #12 di Piquet Jr. è ferma ai box per, forse, l’intera sostituzione del cambio.

A 9 ore e 40 dal termine si invertono anche le posizioni in cima alla classifica della classe LMP1, perché anche Kobayashi torna ai box per lasciare la TS050 #6 alle cure di Sarrazin, tornato così in pista alle spalle di un risalito Marc Lieb, che conduce con ben 47 secondi di vantaggio. In GTE PRO, invece, è Fisichella che detiene la prima posizione di classe, proseguendo al volante della sua Ferrari 488 GTE davanti alle due Ford GT di Bourdais e Dixon, con il pilota della vettura #68 che rampa alle spalle della macchina italiana con appena 30 secondi di ritardo.

A poco più di 9 ore dal termine, la Porsche di Lieb è vittima di una foratura che lo costringe a fare ritorno nuovamente ai box: le Toyota tornano a monopolizzare la Top-2, ma sono solamente 11 i secondi che separano la Porsche 919 #2 dalla TS050 di Sarrazin e ci si prepara quindi ad assistere ad una grande battaglia proprio mentre a Le Mans incomincia ad albeggiare. Stabile invece sui 2 giri da gap la R18 di Lucas Di Grassi, che mantiene la 4° posizione davanti al proprio compagno di squadra Treluyer, il quale accusa invece 11 giri di tirardo.

Il sole mattutino bacia il circuito de La Sarthe quando ormai mancano appena 6 ore alla bandiera a scacchi, ma la situazione nelle posizioni di testa delle diverse classi è rimasta sostanzialmente invariata, con le due Toyota che in LMP1 procedono velocissime e facendo propria la top-2. A comandare la gara è infatti la TS050 #5, guidata adesso da Sébastien Buemi, mentre la Porsche 919 di Marc Lieb insegue dalla 3° posizione, ma accusando ben 45 secondi e più dal missile nipponico. Non variano neppure né le posizioni né tantomeno il gap di ritardo delle due Audi R18, con Duval 4° seguito con 12 giri di ritardo da Fassler. Così, poi, come nella classe regina, anche in LMP2 la classifica è abbastanza plafonata se non che René Rast si sta rendendo protagonista di una serie di giri veloci in 3’38” grazie ai quali si fa sempre più vicino all’Alpine leader della classifica di classe. Grande colpo di scena invece in GTE PRO, perché la Ford GT di Bourdais, che dava la caccia alla Ferrari 488 GTE di Matteo Malucelli, ha effettuato il rifornimento con il motore acceso, rimediando così un gravissimo drive-through che ha regalato una notevole boccata d’aria fresca all’equipaggio della Ferrari, che ora comanda con 25 secondi di vantaggio. Si mescolano invece le carte in GTE AM, categoria nella quale c’è ora la Ferrari 458 Italia del team Scuderia Corse che comanda la gara, avendo infatti preso il posto della Porsche 911 RSR di Al Qubaisi e quindi la Ferrari 458 Italia di Perrodo. Le “vecchie” 458 Italia, infatti, hanno completamente cambiato ritmo in GTE AM, facendo ciò che facevano le Porsche nella prima parte di gara, e monopolizzando – ad esclusione di Al Qubaisi – la Top-5. Botto invece alla curva Porsche per la Corvette #50 del pilota giapponese Yamagishi, che si mette così fuori dai giochi.

ClTAUO2UgAAVAv4
Quando rimangono meno di 5 ore al termine, a causa di una sosta, la Toyota #6 di Mike Conway si trova ora a 22 secondi dalla vettura gemella, ma soprattutto a solo +1 dalla Porsche di Marc Lieb che lo ha messo ormai nel mirino, aprendo così una bagarre serrata per la seconda posizione della LMP1. Ma Conway lascia momentaneamente la partita e torna ai box, per consegnare la TS050 al giapponese Kobayashi, grandissimo protagonista per tutta la durata della gara. Si assottiglia invece il gap che divide la Ferrari 488 GTE di Malucelli che conduce con appena 6 secondi sulla Ford GT di Hand, la quale invece sta risalendo girando dal mezzo secondo al secondo netto più veloce al giro.

Passata quindi un’altra mezzora, la Ford di Hand si trova ora ad appena un secondo dalla Ferrari di Malucelli! Ancora un paio di passaggi ed il pilota americano riesce a concretizzare quanto capitalizzato nei giri precedenti, conquistando così la prima posizione della GTE PRO.
Disastro invece per la compagine di Ingolstadt, perché la R18 #8 ha accusato un problema al cambio
, rimanendo bloccata in 4a marcia e costretta a tornare al box abbandonando sostanzialmente una buona gara mentre si trovava in 4° posizione. Nel reparto corse della casa dei quattro anelli dovranno rivedere attentamente l’affidabilità delle sue vetture.

Quando mancano ormai meno di 4 ore, momento di panico quando Kobayashi si gira e finisce nella ghiaia, rischiando di vanificare una gara perfetta che potrebbe regalare alla Toyota una storica doppietta. Fortunatalmente però il pilota nipponico è riuscito a ripartire senza accusare alcun tipo di problema, lasciando ad un respiro di sollievo tutto il suo box. Grande botto invece per la Manor in LMP2 che, dopo essere ripartita, subisce la rottura della carrozzeria sinistra anteriore che finendo sotto la ruota toglie grip e direzionalità alla macchina, che si schianta così contro le barriere, mettendo così la parola fine sulla gara di Rao. In GTE PRO invece, Vilander, che si stava rendendo protagonista di una bellissima rimonta nei confronti della Ford GT, perde il controllo della sua Ferrari andando in testacoda. Fortunatamente, però, Vilander è riuscito a riaccendere la 488 GTE per poi ripartire, ma ha perso davvero tanto tempo nei confronti dall’avversaria americana.

Ora infatti mancano poco più di tre ore dal termine e in testa alla LMP1 c’è la Toyota di Davidson che, raggiunto il 330° giro, si tiene alle spalle la Porsche 919 di Marc Liber per oltre 45 secondi, mentre a causa dell’escursione nella ghiaia, la Toyota di Kobayashi è 3° ad oltre un minuti di ritardo. Ma il tempo a disposizione prima dell’esposizione della bandiera a scacchi è ancora tantissimo e la gara è più aperta che mai.

Aggiornamento CLASSIFICA dopo 21 ore di Gara:

LMP1: 1° Davidson (Toyota), 2° Jani (Porsche), 3° Sarrazin (Toyota)

LMP2: 1° Richelmi (Alpine), 2° Stevens (Oreca), 3° Shayrta (BR01)

GTE-Pro: 1° Hand (Ford), 2° Vilande (Ferrari), 3° Briscoe (Ford)

GTE-Am: 1° Bell (Ferrari), 2° Long (Porsche), 3° Aguas (Ferrari)


Colpo di scena per la Toyota TS050 #6 che rientra dentro al box e sulla quale i meccanici iniziano a lavorare sul posteriore.
Lo svantaggio però è già salito a due giri nei confronti della Toyota in cima alla classifica, condotta da Davidson. Risolto quindi il problema al retrotreno, causato dal testacoda subito in precedenza da Kobayashi, la Toyota #6 è tornata in pista con appena 3 giri dalla Porsche di Jani che la precede e con Sarrazin che, girando in 3’21” basso, ha già deciso di metterla nel mirino, perché sa bene di poter riuscire a riportare al Gazoo Racing la possibilità di una doppietta. E, adesso, mancano ancora poco più di due ore e venti.

La gara in questa fase scorre via tranquilla: i distacchi sono piuttosto evidenti, e qualcuno forse smette di pensare alla prestazione vera e propria nel tentativo invece di preservare le componenti meccaniche della propria vettura. Trema però ancora la Toyota #6, che nel doppiaggio di una LMP2 del G-Drive Racing mette addirittura due ruote sull’erba rischiando di finire in testacoda, segno questo che i piloti nipponici sono forse gli unici a spingere come ossessi per cercare di recuperare sulla 919 H #2 per realizzare un uno-due Toyota che avrebbe qualcosa di clamoroso. Nel frattempo, mentre in GTE-Am si registra un problema ai cestelli dei freni della 458 GTE di Bell e la Aston Martin #98 si ritira definitivamente a causa di problemi tecnici, in GTE-Pro continua la lotta tra la Ford GT #68 e la Ferrari 488 GTE #82, che per l’ultimo stint decidono di mettere in pista rispettivamente Dirk Muller e Giancarlo Fisichella, che rientrano in pista dopo i rispettivi – e contemporanei – Pit Stop con 36″ di distacco l’uno dall’altro. Davanti a tutti, nel frattempo, continua la lotta sul filo dei secondi tra la Toyota #5, con al volante in questa fase Nakajima, e la Porsche #2 con al volante Jani, divisi da circa 33″ l’uno dall’altro dopo ben 23 ore di gara. Arriva poi un’altra Slow-Zone: la Morgan-Nissan della Pegasus Racing dopo essere infatti andata lunga ad Arnage, rientra in pista con il posteriore già fumante, e non passano molti metri prima che la vettura inizi a prendere letteralmente fuoco. Vettura parcheggiata fuori traiettoria, ma il fumo che invade la pista costringe la Direzione Gara a decretare una Sloz-Zone, che termina però dopo pochi minuti.

Mancano meno di 10 minuti alla fine, dopo che sono trascorse quasi 24 emozionanti quanto dure ed avvincenti ore di gara, ed in testa Kazuki Nakajima continua nella sua cavalcata ma senza smettere di spingere ad ogni singolo passaggio, continuando a battere sui 3’28”, mentre alle sue spalle la Porsche è rientrata ai box per un velocissimo cambio cambio gomme, per tentare il tutto per tutto. Si fa sempre invece più lontana la possibilità di una doppietta della Toyota, perché sono sempre 4 i giri di ritardo accusati dalla TS050 di Sarrazin.

Colpo di scena a 4 minuti dalla fine: calo netto di potenza della Toyota in testa alla gara che rischia adesso di perdere a vantaggio della Porsche che sta completamente recuperando il gap. Ammutoliti gli uomini nei box sia della Porsche sia ovviamente della Toyota. La Toyota si ferma sul traguardo ad un giro dalla fine! Vince la Porsche!

Umberto Moioli

Sono nato a Monza il 9 gennaio 1993, ed ho iniziato a frequentare il paddock fin dalla più tenera età grazie a mio padre, ex pilota e team manager. Amo le corse, scrivere, e guidare tutto ciò che è scomodo, rumoroso e soprattutto veloce. Sono appassionato di roba Old-School e ho una visione parecchio romantica delle Corse.

Related posts

Leave a Comment