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Nelle Qualifiche 1 le 919 Hybrid sono imprendibili. E oggi potrebbe arrivare la pioggia…

Ci si aspettava forse qualcosa di diverso. A fronte di una Toyota in netta crescita prestazionale, di un’Audi che aveva ben impressionato nel corso del Prologo e di una Porsche che aveva optato per rimontare la batterie agli ioni di litio del 2015 sacrificando la potenza sull’altare dell’affidabilità, in molti (me compreso) avevano ipotizzato che le Qualifiche della 24 Ore di Le Mans avrebbero potuto palesare dei valori in campo diversi rispetto a quelli visti fino ad ora.

Ma non è stato affatto così, perché Porsche non ha la minima intenzione di abdicare così in fretta. Lo ha dimostrato in maniera netta anche ieri, durante la prima delle 3 sessioni di Qualifica previste per decretare la griglia di partenza della 24 Ore, nella quale c’è stato l’uno-due perentorio da parte delle 919 Hybrid, apparse ancora una volta nettamente più veloci rispetto alla concorrenza per quel che riguarda la prestazione sul giro secco. La Porsche #2, quella di Jani-Lieb-Dumas, si è infatti presa indisturbata la Pole provvisoria in 3’19”733, rifilando 470 decimi di distacco alla vettura gemella con il #1, quella di Webber-Hartley-Bernhard che ha invece chiuso in 3’20”203. Sono tempi parecchio più alti sia della Pole Position dello scorso anno sia dell’attuale record in gara della 24 Ore di Le Mans, il tutto a causa della moltitudine di bandiere gialle (e anche qualcuna rossa) che hanno caratterizzato queste Qualifiche 1, impedendo a tanti piloti non solo di prendere ritmo ma anche di riuscire ad effettuare più di un semplice giro senza incappare in qualche Slow-zone.

Dietro le 919 Hybrid, che a questo punto si riprendono con forza il ruolo di favorite, si piazzano le due Toyota TS050 Hybrid-Hybrid: la #6 di Sarrazin-Conway-Kobayashi è lontana 1″004 dal tempo della 919 H #2 grazie al crono di 3’20”737, mentre la #5 di Davidson-Buemi-Nakajima ha pagato ben 1″166 dal tempo fatto segnare dalla vettura gemella. Nonostante questa differenza in termini puramente velocistici, le Toyota hanno dato l’impressione di poter disporre di un buon passo-gara, con il quale potrebbero provare a mettere pressione sulle due LMP1 di Stoccarda. Pressione che invece è già altissima in casa Audi, dove le due R18 e-Tron Quattro prima ancora che essere carenti in termini di velocità pura lo sono in termini di affidabilità: se infatti la #7 di Fassler-Lotterer-Treluyer è forse una delle vetture che hanno maggiormente risentito dell’impossibilità di inanellare più di due giri senza incontrare una Slow-zone non riuscendo ad andare oltre i 3’22”780 che l’hanno consegnata al 6° posto, la #8 di Duval-Di Grassi-Jarvis solamente nella fase finale è riuscita ad issarsi quinta grazie al suo crono in 3’22”466 (a 2″7 dalla prima delle Porsche) dopo aver trascorso gran parte della sessione addirittura dietro le LMP1 private e dentro il garage per risolvere i problemi di affidabilità che l’avevano fermata già nel corso delle Prove Libere. La LMP1 di Audi ha fatto vedere crono molto interessanti nel primo e nel terzo settore, ma in quello centrale la R18 paga ancora parecchio rispetto alle “cugine” di Stoccarda. Come se non bastasse poi, a turbare ancora di più gli animi della squadra di Ingolstadt, ci si è messo il meteo: se infatti la Casa dei Quattro Anelli si fosse messa in testa di provare ad attaccare la Pole oggi, probabilmente dovrà desistere a causa della pioggia che dovrebbe bagnare il circuito de La Sarthe in entrambe le Qualifiche odierne. Prima delle LMP1 private, infine, è la Rebellion #13 di Tuscher-Kraihamer-Imperatori, che paga 6″8 dal tempo della 919 Hybrid #2.

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2016-24-Heures-du-Mans-Adrenal-Media-GT7D7085_hdIn LMP2 la Pole Position provvisoria è andata invece a René Rast, che con la sua Oreca #26 motorizzata Nissan ha chiuso in 3’36”605, in linea con i tempi che questa Classe aveva messo in mostra già nel corso del Prologo. A quasi 6 decimi di ritardo insegue poi la Alpine-Nissan #35 di Panciatici, che a sua volta ha staccato di soli 50 millesimi la vettura gemella #36 di Lapierre. Buon 4° posto provvisorio poi per la Oreca del Team Manor, che con Roberto Merhi ha chiuso in 3’38”037.

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E’ nella Classe GTE-Pro che tuttavia si sono avute le maggiori sorprese. Dando probabilmente ragione a chi riteneva che le Ford GT si fossero nascoste nei primi due appuntamenti stagionali del WEC per sfruttare un BOP favorevole in occasione di Le Mans, lo squadrone dell’Ovale Blu nelle prime Qualifiche di questa 24 Ore ha scoperto le carte in maniera perentoria, cogliendo forse un po’ di sorpresa anche Ferrari. ford_gt_lemans_test_800-(9)Nelle prime 5 posizioni di categoria, infatti, 4 vetture sono Ford GT: davanti a tutti si è piazzata la #68 di Dirk Muller con il crono di 3’51”185, subito dietro è arrivata la Ford GT #69 di Briscoe che ha girato 3’51”497, in quarta posizione si è messa la #67 di Franchitti grazie al suo 3’51”590 ed in quinta piazza c’è la #66 di Mucke in 3’52”038. L’armata Ford puntava forse addirittura al clamoroso quattro su quattro, ma non ha fatto i conti con Gimmi Bruni, che si è preso la terza posizione al volante della Ferrari 488 GTE #51 di AF Corse girando in 3’51”568, staccando di poco meno di un secondo la vettura gemella #71 di Calado, giunta in sesta posizione, proprio davanti all’altra 488 GTE (quella di Risi Competizione) che nonostante un prematuro insabbiamento di Fisichella ha chiuso in 3’53”176. In difficoltà invece, almeno in queste Qualifiche 1, le Corvette C7R che avevano ben impressionato nel Prologo, le due Porsche 911 RSR che pagano ormai l’avanzata età del progetto ma che forse potrebbero dire ancora la loro soprattutto in caso di pioggia e le Aston Martin, che fanno mostra di non essere ancora riuscite a trovare la quadratura del cerchio con i nuovi pneumatici Dunlop.

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Il Cavallino Rampante si è comunque però tolto una soddisfazione chiudendo in testa, con la 458 Italia GTE #61 di Bell, nella classe GTE-Am grazie al crono di 3’56”827. Dietro di loro si è piazzata la Aston Martin Vantage #98 di Pedro Lamy, staccata di quasi 4 decimi, a precedere a sua volta le 458 Italia #55 ed #83 di Griffin e Perrodo.

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