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Tutto da rifare a Barcellona: Vinales apre la nuova Barcellona, Honda e Yamaha a ruoli invertiti MotoGP news 

Tutto da rifare in Spagna: Vinales apre la nuova Barcellona, Honda e Yamaha a ruoli invertiti

Tutto da rifare a Barcellona: Vinales apre la nuova Barcellona, Honda e Yamaha a ruoli invertiti

Dopo la tragedia che ha colpito il paddock del Motomondiale nel pomeriggio di ieri, con la scomparsa del 24enne Luis Salom in seguito ad uno schianto contro le barriere della curva-12, Safety Commission, team e piloti hanno deciso quindi di utilizzare il lay-out della F1 che prevede la chicane finale al posto del curvone “12-13”. Tutto da rifare quindi per quanto riguarda assetti, scelte di gomme e soprattutto l’ordine di accesso alla Q1 e Q2, cosa che ha fatto sì che i turni di FP3 delle tre classi salissero ad un’ora di tempo.

Dopo quindi aver preso confidenza con la nuova configurazione del tracciato, i piloti, dopo aver comparato diversi assetti, presenza o meno delle alette aerodinamiche, cupolini diversi e differenti combinazioni di gommatura, si sono infine cimentati in un time-attack finale per assicurarsi l’accesso diretto alla Q2 e molti sono stati infatti i cambiamenti dei valori in campo che si sono potuti osservare.

Ciò però che non è cambiato è stata la velocità con cui Maverick Vinales è riuscito a percorrere il circuito di Barcellona in sella alla sua Suzuki GSX-RR, assicurandosi ancora una volta la prima posizione della classifica cronometrica dopo aver tagliato il traguardo in appena 1’44″727. Lo spagnolo quindi si conferma sempre competitivo anche con la nuova configurazione del T4, che riesce a passare con estrema pulizia di guida e senza la minima incertezza da parte della sua moto. Valori decisamente diversi invece sono stati registrati nel confronto tra la Yamaha e la Honda: se infatti in tutta la giornata di ieri le M1 si erano dimostrate molto più competitive delle RC213V, specialmente nel T4 dove le Yamaha sfruttavano a pieno le proprie doti di percorrenza nel curvone “12-13”, la nuova chicane da fare in 2° e 1° marcia “violentando” la moto nei cambi di direzione, ha fatto emergere un notevole vantaggio dei prototipi di Tokyo, che hanno fatto registrare quindi a Marc Marquez e a Dani Pedrosa rispettivamente un 2° ed un 3° posto, con Dani attardato da Vinales per appena 224 millesimi.

Risale invece Valentino Rossi proprio nell’ultimo giro a disposizione, quando la bandiera a scacchi già era stata esposta. Per Rossi, infatti, uscito con le Soft sia all’anteriore che al posteriore, il nuovo T4 rappresenta un passaggio parecchio ostico, tanto che prima dell’ultimo passaggio si trovava in 10° posizione ad un nulla dalla “retrocessione” in Q1. Al termine però del tempo a disposizione, il pesarese è riuscito a trovare una migliore interpretazione della variante finale, chiudendo così il proprio miglior giro in 1’45″071, crono che gli regala la 4° posizione dello schieramento virtuale e soprattutto risultando la prima delle Yamaha in pista.

Alle spalle quindi del #46 si fermano quindi altre due Yamaha: in 5° posizione si classifica lo spagnolo di Tech3, Pol Espargarò, riuscito infatti a precedere Jorge Lorenzo, “solo” 6° con un ritardo da Vinales di poco più di mezzo secondo. Ottima prestazione per entrambe le due Ducati Pramac, che riescono ad azzeccare un miglior assetto rispetto le Desmosedici ufficiali, precedendole quindi nella classifica cronometrica. A vincere il confronto interno – sul filo del rasoio – è stato quindi Scott Redding (7°), riuscito a tenersi alle spalle Danilo Petrucci (8°) per appena 16 millesimi. Chiudono invece la Top10 l’inglese di LCR Cal Crutchlow (9°) e l’abruzzese Andrea Iannone, che si salva dalla Q1 proprio alla fine.

Beffato proprio sul finale da Valentino Rossi, Yonny Hernandez si è visto sfuggire di mano l’accesso alla Q2 ad un giro dal termine, ritrovandosi così in 11° posizione, davanti infatti ad Andrea Dovizioso (12°) ed Hector Barbera (13°), mentre alle loro spalle chiudono Aleix Espargarò (14°), un risalito Jack Miller (15°), il pilota Aprilia Alvaro Bautista (16°), Michele Pirro (17°), Stefan Bradl (18°), Tito Rabat (19°) ed ancora una volta ultimo della classifica cronometrica Bradley Smith (20°).

Umberto Moioli
Sono nato a Monza il 9 gennaio 1993, ed ho iniziato a frequentare il paddock fin dalla più tenera età grazie a mio padre, ex pilota e team manager. Amo le corse, scrivere, e guidare tutto ciò che è scomodo, rumoroso e soprattutto veloce. Sono appassionato di roba Old-School e ho una visione parecchio romantica delle Corse.

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