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A SPA nelle FP si è girato piano, ma Porsche è in fuga. Bene le Ferrari e le Aston

Ci sono volute 3 Sessioni di Prove Libere per vedere qualche crono interessante tra le Ardenne: a SPA-Francorchamps infatti, teatro del secondo atto del Mondiale Endurance, complice una pista molto sporca nel corso di FP1 ed FP2, si è girato su tempi parecchio più lenti rispetto all’anno passato in tutte le Categorie. Dal combinato delle 3 Sessioni, tuttavia, è emerso un risultato che conferma quanto già visto a Silverstone: le Porsche sono in fuga, con Toyota ed Audi ad inseguire. E proprio in quest’ordine, ed è questa forse la novità più rilevante rispetto al round inglese del WEC.

Per farvi capire però quanto si sia girati più lenti, mi basterà dire che la Pole del 2015 – fatta registrare da Timo Bernhard in 1’54”767 – è stata distante circa 2″ dal miglior crono di queste Sessioni di Prove Libere, quando invece nel corso della FP2 a Silverstone la Porsche #1 frantumò la Pole dell’anno precedente. Il giro più veloce finora visto sulle Ardenne appartiene comunque alla Porsche 919 Hybrid #1 che, con Brendon Hartley al volante, ha chiuso FP3 in 1’56”465: lavori di fino sulla vettura Campione del Mondo, che già in FP2 aveva fatto segnare i parziali migliori senza però cercare il giro veloce “completo”. Gli uomini di Weissach – che per l’occasione sulle 919 H hanno sfoggiato una nuova fanaleria anteriore a LED – hanno infatti cercato di perfezionare settore per settore la vettura, lavorando per parecchi giri sui settaggi relativi ad ogni intermedio del tracciato di SPA. I risultati si sono visti, dato che la vettura gemella #2 non è andata oltre l’1’58”163 di Neel Jani: qualche problema di troppo ha rallentato i lavori nelle FP per la Porsche attualmente leader del Mondiale Piloti, visto che nel corso di FP1 gli è stata esposta anche bandiera nera con il cerchio arancione per un guasto alla batteria che impediva alla FIA di rilevare i suoi passaggi davanti alle fotocellule e la rendeva invisibile alla telemetria. Un guasto di poco conto, ma che ha comunque tenuto impegnati gli uomini Porsche per diverso tempo nel corso delle FP2.

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FP2 che le Toyota TS050 Hybrid-Hybrid avevano chiuso con un incoraggiante 1-2. Le LMP1 giapponesi, tuttavia, nella FP3 non sono andate oltre l’1’58”327 della vettura #6 di Kobayashi, che ha staccato di 1”1 la gemella #5 di Nakajima. Tra i due prototipi giapponesi, apparsi agguerriti a SPA, si è inserita la prima Audi R18 e-Tron Quattro, la #7 di Lotterer, che ha chiuso FP3 in 1’58”976: la novità più interessante di Casa Audi è che la R18 sembra approdata a SPA con un pacchetto aerodinamico “medio”, più scarico rispetto a quanto visto a Silverstone ma non scarico come quello provato qualche settimana fa a Monza. Problemi invece per la R18 #8 nel corso delle FP: in FP2 infatti la LMP1 di Ingolstadt è stata bloccata da un problema all’avantreno – molto probabilmente legato al sistema di recupero dell’energia cinetica in frenata – simile a quello che ne aveva causato il ritiro a Silverstone, che ha impegnato non poco gli uomini della Casa dei 4 Anelli. FP3 che è stata poi resa più difficile da un contatto tra la R18 ed una 911 RSR GTE-AM nella staccata dell’ultima chicane, che ha lievemente danneggiato la sofisticatissima aerodinamica del prototipo di Ingolstadt, attestatasi sul miglior tempo di 2’00”295.

In LMP2 la Oreca di Rast-Berthon-Rusinov ha chiuse invece FP3 con il crono di 2’07″341, quattro decimi più rapida della Alpine di Panciatici, che era però rimasta per parecchio tempo al comando della sessione. Terza la seconda Alpine di Richelmi-Menezes-Lapierre.

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In GTE-Pro, dopo qualche tentennamento nelle prime FP, si ripiazzano davanti a tutti le Ferrari 488 GTE. La #51 di Bruni-Calado ha chiuso in 2’17”874, mentre la #71 di Bird-Rigon in 2’18”203: le due GT di Maranello sono cresciute con il gommarsi della pista, che non ha invece giovato alle Aston Martin Vantage, partite fortissimo in FP1 – grazie al nuovo BOP (il Balance Of Performance) che ha consentito loro di alleggerire la vettura di circa 30 kg – con il primo tempo di Classe grazie alla vettura di Stanaway-Rees-Adam, che al termine della terza sessione ha girato in 2’19”255, dietro di 4 decimi alla Aston gemella di Thiim-Sorensen-Turner. Continuano – anche se sono in miglioramento – le difficoltà per le esordienti Ford GT, che con la #67 di Franchitti-Priaulx-Tincknell chiudono le FP3 in 2’19”858 ma che con la #66 di Pla-Johnson-Mucke sono dietro a 3 vetture della Classe GTE-Am a causa del loro 2’20”941. Classe GTE-Am che invece si chiude con l’Aston Martin Vantage di Lauda-Lamy-Dalla Lana davanti a tutti in 2’19”860 – che si piazza davanti alla Porsche 911 RSR dei Campioni della GTE-Pro Lietz-Christensen -, un crono che gli consente di staccare di 6 decimi la Corvette C7 #50 di Ruberti-Yamagishi-Ragues e di 9 decimi la 911 RSR di Ried-Camathias-Henzler.

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