Deni Pedrosa chiude in testa le FP1 di Le Mans, ma è Lorenzo il riferimentoMotoGP news 

Deni Pedrosa chiude in testa le FP1 di Le Mans, ma è Lorenzo il riferimento

Deni Pedrosa chiude in testa le FP1 di Le Mans, ma è Lorenzo il riferimento

Dopo le recenti voci di mercato che hanno investito ieri il “piccoletto” spagnolo, è proprio da Pedrosa che si apre il week-end francese di Le Mans. Allo scadere del tempo a disposizione per le Prove Libere 1, Dani Pedrosa, montato un treno di gomme nuove, è riuscito infatti non soltanto a risalire la classifica cronometrica, ma anche a firmare il passaggio più veloce della mattinata, completato in 1’34”032. Un risultato che gli ha appunto permesso di scavalcare quello che era stato il pilota di riferimento di tutta la mattinata Jorge Lorenzo: il maiorchino, infatti, ha chiuso le FP1 in 2° posizione, ma ciò che più importa è il velocissimo passo che ha fin da subito messo in mostra e che la dice lunga su quanto Le Mans sia una pista che ama e sulla quale vuole assolutamente rifarsi dello smacco subito – e dei punti persi – a Jerez.

Terza posizione quindi per Marc Marquez, anche quest’ultimo riuscito a risalire la classifica soltando dopo aver montato un set di gomme nuovo, che è stato autore del proprio miglior giro in 1’34”323, ovvero poco meno di 3 decimi di ritardo dal proprio compagno di squadra; mentre sono appena 20 i millesimi che separano la Honda RC213-V #93 dalla Ducati GP16 di Andrea Dovizioso (4°). La compagine di Borgo Panigale è infatti di ritorno da una sessione importante di test privati al Mugello, durante la quale è stata testata una nuova soluzione aerodinamica (in pista oggi a Le Mans) e si è ricercato maggiormente il giusto setting tra meccanica ed elettronica per migliorare il comportamento della Desmosedici con le Michelin ed avere anche una base migliore di partenza per le caratteristiche delle piste europee.

Dopo la vittoria di Jerez, Valentino Rossi riparte dalla 5° posizione il nuovo week-end stagionale, ma per l’italiano, a 4 decimi di ritardo da Pedrosa (ma senza aver effettuato il cambio gomme), il lavoro si è subito concentrato sulla ricerca del passo gara, chiudendo quindi una prima sessione con ottimi riscontri. Subito alle spalle di Rossi, quindi, si è fermato Andrea Iannone, 6° ad un nulla dal connazionale, mentre torna a farsi vedere una delle due Yamaha Tech3, alle prese con il tanto atteso Gran Premio di casa: Pol Espargarò, infatti, grazie al proprio miglior tempo in 1’34”597 è riuscito a tornare ai box con in tasca la 7° posizione e la soddisfazione di essersi messo alle spalle la Suzuki di Maverick Vinales, 8°.

Scivolata innocua a tempo ormai scaduto per il pilota di casa Loris Baz, tornato in sella senza conseguenza alcuna, che chiude le FP1 in 9° posizione a +0.685 e per soli 5 millesimi riesce a beffare l’inglese Cal Crutchlow, ultimo della Top10 delle prime libere di giornata. In 11° posizione si classifica quindi Bradley Smith, il quale riesce ad avere ragione dello spagnolo Aleix Espargarò, autore del proprio miglior giro in 1’34”799. Alle spalle della GSX-RR di Espargarò, però, a fare capolino ci son ben quattro Ducati: a fare da capogruppo è stato infatti l’iberico Hector Barbera, che si assicura così la 13° piazza della classifica cronometri, quindi le due Ducati Pramac con Scott Redding 14° davanti al proprio compagno di squadra Danilo Petrucci, quest’ultimo rientrante dopo un lungo periodo di tranquillità e riabiliazione alla mano fratturata per la seconda volta durante le Prove Libere del Qatar. Per il “Petrux” infatti non sarà un week-end semplicissimo: già 4 sono i decimi che lo separano dalla moto gemella di Redding, ma lo stress fisico alla mano causato dalla guida di una MotoGP renderà infatti le prime sessioni del week-end più dure per il pilota ternano che deve ritrovare il ritmo giusto.

Deciso passo in avanti per l’Aprilia RS-GP di Stefan Bradl: il pilota tedesco, infatti, che chiude alle spalle di Yonny Hernandez (16°), ha sì il 17° tempo, ma questa volta la moto di Noale paga soltanto un secondo e tre dalla RC213-V di Pedrosa, specialmente su una pista dal lay-out molto particolare che richiede ottime doti in ogni punto del tracciato, perché ad alternarsi ci sono infatti sezioni molto guidate, staccate importanti, accelerazioni notevoli e percorrenze.

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