Pagenaud vs RahalIndyCar Series news 

Indy Alabama: i doppiati alzano e abbattono Rahal, vince Pagenaud

Pagenaud vs Rahal

Era destino: Simon Pagenaud vince di nuovo, dominando il GP di Alabama al Barber Motorsports Park. Graham Rahal gli aveva soffiato la leadership a otto giri dalla fine, ma dopo quattro giri ha dovuto cedere, complice un contatto col doppiato Hawksworth che gli ha reso la vettura inguidabile.

Farà di certo discutere questa seconda vittoria del francese, ottenuta sempre in condizioni border-line ma assolutamente in sintonia con lo spirito battagliero americano. Il pilota transalpino ha dominato la corsa finché Conor Daly non l’ha rallentato, facendogli perdere tutto il vantaggio acquisito: a questo punto i piloti di dietro si sono avvicinati, e nel doppiare Aleshin l’arrembante Rahal gli ha sfilato la prima posizione. Peccato che Pagenaud gli abbia ricambiato il favore all’84° giro, quando il figlio d’arte ha danneggiato la macchina mentre doppiava Hawksworth.

Con questi 54 punti (50 di vittoria più 4 di bonus), Simon Pagenaud ha scavato un solco di 48 lunghezze con Scott Dixon. L’alfiere del Chip Ganassi ha perso terreno partendo dal fondo, e non è riuscito a salire oltre la decima posizione. E nessuno è riuscito a scalzarlo dalla seconda piazza in classifica: Montoya, Castroneves e Kanaan arrancano, complici anche le ottime performances di Rahal e Newgarden, mentre Power non riesce a salire sul podio.

Tutto sembra cospirare per avvantaggiare il francese, che con questo tesoretto può puntare a un buon risultato sullo stradale di Indianapolis per ammortizzare eventuali debacle sulla 500 miglia più famosa del mondo di fine maggio (in cui i punti assegnati saranno raddoppiati). Anche la splendida corsa di Graham Rahal si conclude amaramente con un secondo posto molto più che meritato, per colpa di un Jack Hawksworth troppo spesso tra le scatole. Ma passiamo alla gara.

Partenza abortita

Un contatto innescato da Munoz manda fuori pista sia Hawksworth sia Aleshin proprio alla partenza, abortendo lo start e mandando la gara in freezer per due giri. Al terzo giro Sebastien Bourdais si lancia spericolato sull’erba per avvicinarsi a Dixon, mandandolo in testacoda. Il pilota di Ganassi rovina così la sua gara in Alabama: primo colpo di fortuna di Pagenaud.

Frattanto, è proprio il transalpino, che aveva fatto la pole sabato scorso, a guidare la gara indisturbato. Dietro di lui continuando Josef Newgarden, autore di un ottimo sorpasso ai danni di Will Power, e Graham Rahal. Pagenaud impone fin da subito il suo ritmo, risultando inavvicinabile a tutti i suoi inseguitori. Nelle retrovie si perfezionano le rimonte di Montoya e Ryan Hunter-Reay, mentre Chilton affonda negli strati più bassi del gruppo.

Luca Filippi inaugura al 14° giro il valzer dei pit-stop: si rivelerà una scelta sbagliata per l’italiano, costretto ad allungare di molto il secondo stint, corso con più carburante e con meno velocità. Nonostante un buono spunto al 17° giro (in cui abbatte il muro dell’1’10”), Filippi sconterà anche questa volta una gara opaca, martoriata anche dalle soste ai box più lunghe degli altri.

Al 19° giro, Will Power tenta l’undercut ai danni di Josef Newgarden, che rientra nel 20°. La mossa gli riesce, e guadagna così la seconda posizione dietro l’imprendibile Pagenaud (abbastanza davanti da poter sacrificare qualche secondo per allungare lo stint).

Daly fa da tappo

Tra il primo e il secondo stop la gara prosegue tranquilla, vivacizzata solo da qualche pilota Honda in vena di sorpassi. Hinchcliffe mette pressione a Kanaan, mentre Hunter-Reay sorpassa i compagni Andretti e Rossi. Subito prima della sost ai box, Graham Rahal cuce il distacco che lo separa da Newgarden e, dopo un primo e aggressivo tentativo, lo sorpassa alla tornata numero 39. Il pilota dell’Ed Carpenter Racing prova a rispondere entrando un giro prima ai box, ma Rahal mantiene la terza posizione. Anche questa volta Pagenaud decide di rientrare per ultimo: Power, dietro di lui, ne approfitta per mangiarsi due secondi rientrando prima, ma di nuovo non c’è nulla da fare. Simon è troppo veloce, e si fabbrica subito un varco di sicurezza.

Ma la gara assume un’altra piega al 53° giro. Simon Pagenaud ha raggiunto il primo dei doppiati, Conor Daly. Ma in America la bandiera blu non impone di lasciarsi sorpassare: e quindi il francese impazzisce dietro la prima guida del Dale Coyne Racing, facendosi raggiungere prima da Power e poi da Rahal. Anche Dario Franchitti, via Twitter, esprime la sua solidarietà a Pagenaud: per i due inseguitori c’è tutto da guadagnare.

Il terzo e ultimo valzer dei pit-stop si svolge tra il 65° e il 67° giro. Anche qui Pagenaud rientra per ultimo, riuscendo però ad uscire davanti Daly. Grazie a una sosta più lenta per Power, Graham Rahal si impossessa della seconda posizione, ma si trova dietro Conor Daly. Pagenaud gli rifila quindi 4 secondi e mezzo prima che il figlio d’arte sorpassi il doppiato. Servirà a poco.

Il francese infatti incappa in un poker di doppiandi: Bourdais, Filippi, Hawksworth e Aleshin. Il che permette a Rahal di riavvicinarsi al leader della corsa mentre questi è alle prese con Mikhail Aleshin. All’82° giro gli succhia la scia e si getta all’interno: Pagenaud stringe ma Rahal è ormai troppo vicino. I piloti si toccano e il francese ha la peggio, perdendo la macchina e finendo prima sull’erba e poi quasi sulla ghiaia. Ma per sua fortuna riesce a rientrare in pista prima di Sebastien Bourdais, ricucendo subito lo svantaggio da Rahal (intanto arenatosi dietro Jack Hawksworth). [Di seguito il video della fase successiva].

Pagenaud ne aveva semplicemente i più: all’86° giro sferra due attacchi molto aggressivi su Rahal, mandandolo in crisi. I due piloti si attaccano al doppiato Hawksworth, e Pagenaud ne approfitta per gettarsi all’esterno bloccando la traiettoria. Guadagna quindi in trazione e affianca Rahal, che scarta all’improvviso verso di lui quando si accorge che Hawksworth va troppo piano. Ma è tardi: l’americano fa volare via un pezzo del suo alettone toccando il doppiato, anche se riesce a spingere più in là Pagenaud. È questione di curve, però: senza più carico sull’anteriore, Rahal è costretto a cedere la vittoria al francese, che in pochi giri gli rifila 14 secondi. All’89° giro poi Newgarden scassina la terza posizione ai danni di Will Power.

Una gara effervescente, ancora tutta green, ma comunque simpatica anche agli occhi di un telespettatore americano. Simon Pagenaud consolida il suo vantaggio in testa alla classifica, ma dovrà confermarsi sullo stradale di Indianapolis se vuole stare tranquillo per la 500 miglia di maggio. Anche perché, come spesso è accaduto negli ultimi anni, non sempre il «Campione di primavera» ha portato a casa il titolo a fine stagione…

CLASSIFICA PILOTI. 1. Simon Pagenaud (188); 2. Scott Dixon (140); 3. Juan Pablo Montoya (136); 4. Helio Castroneves (118); 5. Tony Kanaan (106); 6. Graham Rahal (100); 7. Will Power (94); 8. Josef Newgarden (91); 9. Takuma Sato (90); 10. Ryan Hunter-Reay (87); 11. Charie Kimball (80); 12. James Hinchcliffe (75); 13. Mikhail Aleshin (70); 14. Sebastien Bourdais (69); 15. Carlos Munoz (66); 16. Max Chilton (64); 17. Marco Andretti (61); 18. Alexander Rossi (59); 20. Jack Hawksworth (50); 21. Luca Filippi (45); altri.

CLASSIFICA COSTRUTTORI. Si compila considerando i risultati dei migliori tre piloti per motorista in ciascuna corsa. Fonte: Wikipedia. 1. Chevrolet (500); 2. Honda (319).

Classifica Alabama

Related posts

Leave a Comment