A 37 anni Valentino Rossi torna in Pole e beffa Lorenzo e MarquezMotoGP news 

A 37 anni Valentino Rossi torna in Pole e beffa Lorenzo e Marquez

A 37 anni Valentino Rossi torna in Pole e beffa Lorenzo e Marquez

Trentasette anni e non sentirli. A Jerez, infatti, una pista estremamente più stressante non solo per le gomme ma anche per i fisici dei piloti, continuamente sollecitati dai tantissimi cambi di direzione, Valentino Rossi riconquista la Pole Position a tempo ormai scaduto, portando la sua Yamaha M1 a bloccare il cronometro in 1’38”736, tempo di ben 122 millesimi più rapido del primo degli inseguitori. Risultato quindi straordinario che acquista ancor più valore visto l’alto livello di competitività dei due principali rivali, Jorge Lorenzo e Marc Marquez: il maiorchino, infatti, che si è visto sfumare all’ultimo la sua 6 pole-position sul tracciato spagnolo, completa la doppietta di Iwata, scattando infatti domani dalla 2° casella dello schieramente. Alle loro spalle invece, tra una derapata e l’altra, si classifica quindi il pupillo della Honda, che non riuscendo a concretizzare nell’ultimo passaggio a sua disposizione, si deve accontentare della 3° posizione, conquistata con 155 millesimi di ritardo dal pilota italiano.

Apre quindi la seconda fila Andrea Dovizioso, bravo a trovare con la sua squadra il giusto setting della GP16 in accordo con il taglio di potenza del motore desmodromico, anche se il ritardo dai primi tre è ancora elevato: sul giro secco, infatti, il Dovi si è visto rifilare da Rossi addirittura 844 millesimi di differenza, ma quello che preoccupa di più il forlivese è la velocità generale sulla lunghezza di gara e che attualmente rappresenta ancora un po’ un’incognita. Quel che è certo è che Jerez rappresenta un po’ il primo punto di un capitolo interno a questo campionato, in cui, a differenza dello scorso anno, sarà fondamentale per Ducati trovare subito la soluzione ottimale per non accusare il dominio delle nipponiche sui tracciati in cui si necessita di meno potenza.

In 5° e 6° posizione, quindi, chiudono le due Suzuki GSX-RR, con Maverick Vinales che riesce a beffare il proprio compagno di squadra, Aleix Espargarò (tornato competitivo dopo il passo indietro verso il telaio 2015), quando la bandiera a scacchi già sventolava sul traguardo di Jerez. Alle loro spalle si classifica in 7° posizione Dani Pedrosa, anche questo week-end in netto ritardo nei confronti dei primi e soprattutto del proprio compagno, Marc Marquez, poichè a dividere il piccolo spagnolo dalla cima della classifica ci sono ben 9 decimi e mezzo. Decisamente troppo. A seguire, quindi, 8° posizione per Pol Espargarò, che ritrova un discreto ritmo con la M1 di Tech3; lo spagnolo riesce così a precedere la Ducati di un buonissimo Hector Barbera (9°) e la Honda LCR del britannico Cal Crutchlow, che completa la Top10. Soltanto 11° posto invece per Andrea Iannone, che riesce a mettere le proprie ruote davanti unicamente alla Ducati del francese Loris Baz, 12° dopo aver passato la QP1.

Da segnalare la grande prestazione di Alvaro Bautista che, con il suo 13° posto, sottolinea il grande passo in avanti che l’Aprilia RS-GP ha fatto nel suo lungo lavoro di sviluppo. Per Bautista infatti il cronometro ha registrato un 1’40”239, un gap di circa un secondo e mezzo che la dice lunga su quanto la moto veneta sia migliorata anche nel guidato, tanto da mettersi alle spalle la Yamaha semi-ufficiale di Bradley Smith, che oggi non è andato oltre il 14° tempo.  Chiude invece in 15° posizione la Ducati Aspar di Eugene Laverty, seguito perciò da Hernandez, Redding e Stefan Bradl, quest’ultimo 18°. Chiudono infine la griglia di partenza rispettivamente Jack Miller, Michele Pirro (in difficoltà questa volta con le gomme Michelin) e Tito Rabat, che fatica non poco a trovare il giusto feeling con la MotoGP.

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