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IndyCar, Long Beach: Pagenaud vince tagliando la pit-lane

Pagenaud contro Dixon

Simon Pagenaud la fa in barba a Castroneves e (soprattutto) a Scott Dixon. Il francese ha vinto la gara IndyCar che si è corsa ieri sera a Long Beach, grazie a un undercut mostruoso e a un taglio molto discusso della linea d’uscita dalla pit-lane.

Il pilota francese si è dimostrato particolarmente combattivo in questo appuntamento e la sua vittoria gli ha permesso di incrementare il vantaggio sul suo diretto inseguitore, proprio Dixon. Ma siccome ha tagliato la corsia d’uscita dalla pit-lane, è scoppiata la polemica sulla decisione degli stewards di assegnargli solo un warning (in pratica, un cartellino giallo).

Pagenaud però ha tagliato soltanto gli ultimi metri, anche se la manovra gli ha facilitato di molto il lavoro nel conservare la leadership sul ritorno di Dixon. Ma la direzione corsa non aveva preso provvedimenti su manovre simili di molti altri piloti (ho documentato foto di Chilton, Bourdais, Newgarden, Hunter-Reay e Aleshin) e perciò, a mio avviso, non c’è nessun margine di critica per la decisione degli steward.

A parte questo lato piccante della vicenda, Pagenaud ha impresso una prova di forza e cattiveria a questa corsa, candidandosi seriamente al titolo. Ne sono usciti ridimensionati sia gli altri piloti di Penske e Ganassi, sia, soprattutto, i motorizzati Honda. La Casa giapponese ha incontrato difficoltà per tutta la prima parte di gara, dimostrandosi più competitiva negli ultimissimi giri (quando sia Sato sia Hinchcliffe hanno messo pressione a Montoya e Power). Che abbia consumato di meno degli Chevy, e si sia potuta sfogare alla fine?

La gara per le strade di Long Beach è partita in modo molto scoppiettante, con un attacco di Kanaan a Pagenaud finito male. Il francese è poi riuscito a passare Dixon e si è avvicinato al leader Castroneves, senza riuscire ad insidiarlo. Nelle posizioni di rincalzo, Filippi urta Carlos Munoz dell’Andretti e scivola dalla sua discreta 12^ piazza alla 16^, compromettendo la sua corsa.

Pagenaud a Long Beach

La gara poi si cristallizza (da notare che è stato un GP tutto green, senza che mai ci fossero safety car in pista). Le gomme dure si sono dimostrate poco competitive, inducendo Kimball, Hawksworth e Chilton a rientrare ai box in anticipo. Ma gli altri tendono a rispettare il programma: il grosso dei pit-stop si è tenuto tra il 25° e il 27° giro, con alcuni che hanno anticipato alla spicciolata nei giri precedenti e i big che hanno ritardato l’ingresso ai box fino all’ultimo momento. Montoya dà il la al gruppetto di testa al 27° giro, e così Castroneves, Pagenaud e Kanaan gli rispondono al 28° giro, con Dixon che aspetta la 29^ tornata e inanella un gran giro.

Castroneves ha continuato a mantenere saldamente la leadership davanti a Dixon, che ha passato ai box Pagenaud, adesso terzo. Power ha scavalcato Kanaan, inseguito da Montoya. Fino alla seconda sosta la gara prosegue noiosamente, con il solo sorpasso di Kimball ai danni di Munoz e il pit-stop “speciale” di Chilton, unico ad andare sulle tre soste.

Le danze dei pit-stop si riaprono al 49° giro con la sosta di Rahal (il più precoce di tutti in entrambe le soste). Alla 51^ tornata, mentre Castroneves arranca dietro i doppiati, Scott Dixon rientra a sorpresa ai box e si impossessa così della prima posizione. Il pilota neozelandese ha cambiato così la sua strategia: dopo essere stato l’ultimo dei big a tornare ai box la prima volta, decide di giocare d’anticipo imbarcando pochi litri in meno di etanolo. Castroneves è preso in contropiede, e rientra ai box al 53° giro.

In questo modo cede la leadership a Pagenaud che, con strada libera davanti, fa il giro della vita e riesce a mettere il suo muso tra la curva e la vettura di Dixon al rientro in pista. Il transalpino ha però tagliato la corsia di immissione in pista, cosa che gli costerà qualche polemica, ma nessuna penalità. Quei metri gli hanno permesso di resistere all’attacco in staccata che Dixon gli stava lanciando e così ha conservato la leadership.

Proprio sulla possibile penalità Dixon si è giocato i primi giri del secondo stint: rallenta, sperando che gli steward puniscano il francese. Quando però è ufficiale che Pagenaud non avrà penalità, il neozelandese prova a chiudere il gap e a riprendersi la testa della gara. Ma è tutto vano: da adesso in poi, il transalpino potrà proseguire indisturbato verso la vittoria.

Filippi a Long Beach

Si chiude così una gara nel complesso noiosa, ma che ha confermato alcuni punti fermi di questo inizio stagione. Anzitutto, è un chiaro momento favorevole al giovane pilota del Team Penske, che sembra finalmente aver compiuto grandi progressi. In secondo luogo, la Honda paga ancora un bel debito alla Chevrolet, che ha portato al traguardo la Top 4 ed è saldamente in testa alla classifica costruttori. In difficoltà rimangono anche gli altri alfieri del Team Penske, e ancor di più quelli del Chip Ganassi Racing (tranne, per certi versi, la gara di Kanaan: molto competitivo nelle prime fasi, ma arrendevole a Takuma Sato negli ultimi giri). Ryan Hunter-Reay crolla a meno della metà dei punti di Pagenaud, il che non significa che sia tagliato fuori dalla lotta per l’iride, ma aggrava la situazione della sua candidatura.

Long Beach è invece una macchia per la stagione di Filippi: nonostante la buona qualifica (12° al debutto), l’italiano ha perso posizioni da subito, non ha reso con le dure e non si è riscattato con le morbide. In più, è parso addirittura troppo timido nell’avvicinarsi ai muretti dello street circuit (probabilmente abituato ai tracciati stradali europei). Terminare al 17° posto non è abbastanza e lui lo sa, anche se (forse) le colpe vanno ripartite tra lui e la macchina, gestita dal team più piccolo del Circus a stelle e strisce.

La prossima corsa, che si terrà questo fine settimana in Alabama al Barber Motorsport Park, ci offrirà un quadro della situazione più chiaro. Specie sul duello temporaneo tra Pagenaud e Dixon, e sullo spazio di manovra che Helio Castroneves (mai iridato nonostante la lunga esperienza) e Juan Pablo Montoya hanno per reinserirsi nella lotta per il titolo.

Attualmente il francese guida la classifica a quota 134 punti, seguito da Scott Dixon a quota 120, Juan Pablo Montoya a 104, Helio Castroneves a 92, Tony Kanaan a 82 e Takuma Sato a 73. Di seguito i risultati della gara.

Classifica Indy Long Beach

Marco Di Geronimo

Nato a Potenza il 30 giugno 1997, sono un appassionato di Formula 1 e automobilismo sportivo in generale – di cui mi piace “scoprire” le serie più particolari. Per Italian Wheels seguo la IndyCar e la Formula E. Scrivo di motori anche su Talenti Lucani.

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