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F1, GP Cina: ecco le Pagelle di tutti i protagonisti

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In Cina, nonostante la domenica non sia arrivata la tanto temuta pioggia, è andata in scena una delle gare più pazze degli ultimi anni, con 66 Pit Stop ed un numero indefinito di sorpassi. Vediamo chi si è meritato un voto alto e chi invece ha gettato alle ortiche un’occasione per fare bene.

NICO ROSBERG – 9,5. E non 10, perchè in partenza si fa uccellare da Daniel Ricciardo. La calma derivante dalla consapevolezza di avere Hamilton a debita distanza lo rende però infallibile: non si fa prendere dalla fretta, attende il 4° giro per staccare gli adesivi in rettilineo alla RedBull e poi si invola verso una vittoria perentoria, che neppure la SC mette in dubbio. Se continua a correre così sono dolori per tutti.

SEBASTIAN VETTEL – 7. Opinione personale, lo premetto, ma per me la colpa dell’incidente in Curva 1 è sua. Kvyat entra sì troppo veloce, ma perde la corda solamente nel momento di “richiamo” della curva, riuscendo invece in percorrenza a rimanere ben stretto al cordolo. Se Vettel avesse rallentato di più, avrebbe infilato nuovamente Kvyat all’interno nell'”uncino”: invece Seb allarga la propria traiettoria per evitare il russo, che lui forse aveva giudicato più veloce della realtà, e centra in pieno Raikkonen, rovinando la gara di entrambi. Poi si prende dei rischi enormi e la rimonta è da antologia – il doppio sorpasso in Corsia Box ne è la prova -, ma già le Mercedes sono forti di per sé, se gli si offrono anche questi assist, sempre nei primi metri della corsa peraltro, il Mondiale è pura utopia.

DANIIL KVYAT – 8,5. Qualche voto in meno per l’entrata forse un po’ troppo arrembante, ma probabilmente – da ferrarista – penso che se a farne le spese fossero state le due Mercedes oggi staremmo a parlare di un sorpasso capolavoro da parte del russo. Nonostante qualche pezzo in meno sulla sua RedBull corre bene, mantenendo i ritmi alti. Perde la seconda posizione quando decidono di montargli le Medium mentre Vettel calza le Soft. E’ comunque in crescita dopo un inizio di Mondiale complicato.

DANIEL RICCIARDO – 8,5. Parte bene, prende la testa della corsa e abdica soltanto alla PU di Rosberg. Poi la foratura, che per sua fortuna arriva praticamente a giro concluso, gli fa perdere del tempo e lo costringe a rivedere la sua strategia, ma Ricciardo non è uno che si abbatte facilmente. Risale la Classifica a suon di sorpassi, annichilendo in frenata Hamilton, uno che secondo i dati della Brembo stacca fortissimo. E Ricciardo allora?

KIMI RAIKKONEN – 8. Sembrava addirittura più in palla di Vettel, ma la sua gara viene rovinata in Curva 1 quando dopo il contatto finisce addirittura penultimo, con ala rotta e foratura annessa. La sua rimonta tentenna nelle fasi iniziali, ma non appena monta il treno di Medium torna ad essere il pilota “martellante” dei tempi Lotus. I sorpassi finali su Hamilton e Massa, quando dal Box gli montano la gomma Soft, sono la ciliegina sulla torta. Peccato.

FELIPE MASSA – 7,5. Il suo merito più grande è quello di riuscire a gestire le Medium molto meglio di quanto non faccia Bottas. Corre bene, nelle prime fasi di gara è addirittura in zona podio prima che risalgano Ferrari e RedBull, mentre in quelle finali si tiene dietro Hamilton con autorità approfittando del fatto che l’inglese ha la vettura danneggiata e le Medium alla frutta. Demolisce nel confronto il compagno di Team.

LEWIS HAMILTON – 5,5. Probabilmente l’unica cosa da fare in Curva 1 in Cina quando si parte ultimi è rimanere a distanza di sicurezza dal gruppone, soprattutto quando si è alla guida di un’auto che ti permetterà di sbarazzarti di metà schieramento nell’arco di 10 giri. Invece Hamilton si butta con troppa foga nella mischia, ed il contatto con la Sauber gli toglie l’ala e gli danneggia badgeboard e fondo piatto, costringendolo a ripartire ultimissimo. Poi rimonta, ma nelle fasi finali arriva spompato. E ora i punti di ritardo da Rosberg iniziano ad essere abbastanza.

MAX VERSTAPPEN – 8. A punti con la Toro Rosso in una gara dove, stranamente visto il numero di sorpassi, lo si vede poco. Segno però questo che Max sta maturando, e che ha capito che non serve sempre la manovra spettacolare per guadagnare posizioni. Finisce davanti a Sainz e con qualche giro in più sarebbe addirittura rampato su Hamilton. A 18 anni.

CARLOS SAINZ – 7,5. Il mezzo voto è per aver chiuso il GP dietro al compagno di Team, rispetto al quale inverte l’ultimo stint montando le Medium nella parte finale. Quando però la Toro Rosso lo supporta, dimostra che Verstappen può essere a tiro. Il che vuol dire che anche Sainz è un manico non da poco.

VALTTERI BOTTAS – 6,5. Chiude con un punticino mentre Massa giganteggia nel confronto con Hamilton: non può esserne contento. Fa una fatica immane con le gomme Medium, che non si capisce bene se siano incompatibili con la Williams o con lui.

SERGIO PEREZ – 6. Nelle caotiche fasi iniziali di gara è addirittura 4°, poi viene risucchiato indietro dal gruppone senza poter fare più nulla, se non spremere le proprie Medium nell’invano tentativo di agguantare Bottas ed il punto del decimo. La Force India probabilmente è la stessa auto affidabile dello scorso anno, il problema è che gli altri sono diventati più veloci. Davanti a lui, infatti, in Classifica ci sono tutti e 10 i piloti delle 5 Scuderie migliori in questa fase del Mondiale. Se non arrivano aggiornamenti si prevede una stagione di sofferenze.

FERNANDO ALONSO – 6,5. Alla ripartenza dietro la SC è addirittura 3°, ma l’illusione dura pochi giri. Finisce 12°, con l’unica soddisfazione di essere riuscito a tornare in macchina e di aver chiuso la gara davanti al compagno di Team. La McLaren è migliorata rispetto allo scorso anno, ma non è ancora abbastanza.

JENSON BUTTON – 6. Mezzo voto in meno rispetto ad Alonso perchè non prova l’ebbrezza del podio virtuale e perchè gli finisce dietro al traguardo. Bel duello con Perez e Bottas quando monta le Medium, ma la sua MP4-31 non è ancora al loro livello ed è costretto ad abdicare.

ESTEBAN GUTIERREZ – 5,5. Arriva al traguardo nella prima gara in cui la Haas non sembra funzionare per niente. Rema nelle retrovie per tutta la gara e finisce in sordina 14°, primo dei doppiati.

NICO HULKENBERG – 4,5. Perchè un pilota del suo livello non può inserire il Pit Limiter praticamente all’inizio della Corsia Box. Lo supera Vettel e viene addirittura penalizzato per aver rallentato eccessivamente in un momento in cui non era necessario. Chiude mestamente nelle retrovie, nel giorno in cui la Porsche 919 Hybrid vince a Silverstone. Sicuri che la F1 sia ancora il suo primo pensiero?

MARCUS ERICSSON – 6,5. Finisce davanti ad entrambe le Renault, ad una Haas ed al compagno di Team. Il tutto, con una Sauber. Non credo gli si possa chiedere qualcosa di più.

KEVIN MAGNUSSEN – 6. La Renault non va proprio quest’anno, costretta com’è a giocarsi il posto con le Manor. Lui ci prova anche a combattere, ma la R26 proprio non lo asseconda. Forse il suo ritorno in F1 se lo immaginava leggermente diverso.

PASCAL WEHRLEIN – 6. Per pochi secondi ha addirittura accarezzato l’idea di salire su un podio virtuale attaccando Alonso subito dopo la ripartenza dalla SC, poi il ritorno degli “altri” lo ha relegato al fondo dello schieramento. Demolisce ancora una volta Haryanto riprendendosi moralmente dall’errore commesso in Qualifica, ma la Manor in Cina non era quella del Bahrain. A Shanghai serviva carico aerodinamico, ed il fatto che la sua MRT05 fosse seconda – nonostante la PU 2015 – agli Speed Trap la dice lunga su quanto ne avesse lui.

ROMAIN GROSJEAN – 5. Dopo due gare stupende, Grosjean in Cina si arrende troppo in fretta. La sua Haas forse non era efficace come in Australia e Bahrain, ma dopo la rottrua del musetto nelle prime fasi di gara tira i remi in barca e si lamenta dell’inguidabilità della vettura, arrivando addirittura a chiedere al Team il ritiro anticipato. Troppo arrendevole, in situazioni simili dovrebbe caricarsi sulle spalle la Squadra.

FELIPE NASR – 5. Sperduto. Non si vede e non si sente, con la sosta in più rispetto al compagno di Squadra che gli fa perdere anche il confronto interno. Forse si sta iniziando a perdere d’animo.

RIO HARYANTO – 4,5. Dopo il GP d’Australia, dove per larghi tratti di gara aveva dimostrato di andare come – se non più forte – di Wehrlein, sono due Gran Premi che il pilota indonesiano le busca pesantemente dal giovane pilota di casa Mercedes. Con Wehrlein la Manor sembra un’altra macchina, con lui invece è proprio una Manor.

JOLYON PALMER – 4,5. Anche lui, dopo il positivo esordio in Australia, sembra essersi un po’ perso. Qui non si ritira subito come in Bahrain, ma la sua gara è evanescente, vincolato dalla pochezza Renault. Però almeno il compagno di Squadra qualche monoposto riesce a mettersela dietro: lui nemmeno quello.

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