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Formula E, USA: Buemi sperona Frijns, Di Grassi vince e ringrazia

Buemi sperona Frijns

Di Grassi vince l’ePrix di Long Beach e si riporta in testa alla classifica. Non è fantascienza: Buemi ha speronato Robin Frijns e ha distrutto la sua gara, non inscatolando nemmeno un punto dalla trasferta americana (a parte il bonus per il giro veloce). Di qui il sensazionale capovolgimento di sorti che ha rimesso in carreggiata l’Audi Abt e Lucas Di Grassi.

La Renault e.dams ha di che preoccuparsi perché i rivali dell’Audi sono apparsi molto competitivi su questa pista (che la squadra tedesca sia riuscita a trovare la quadra e abbia riempito il gap dai francesi?) e soprattutto hanno rilanciato persino Daniel Abt, a podio per le strade di Long Beach.

La gara era partita bella frizzante ma senza esagerare. In pole position, a causa di una penalità al poleman Da Costa (aveva cambiato il motore), scattava Sam Bird con la sua DS Virgin. Bird ha conservato la posizione mentre Di Grassi ha iniziato ad avvicinarglisi tenendo dalla sua un po’ di batteria in più. Dietro iniziavano i primi screzi che hanno coinvolto sia Frijns e Heidfeld sia Da Costa e Duval.

Sebastien Buemi, che partiva dalla settima posizione, ha raggiunto Daniel Abt al sesto giro e lo sorpassa all’ottavo. All’11° Lucas Di Grassi è ormai appiccicato a Sam Bird.

La svolta si raggiunge al dodicesimo giro. Sebastien Buemi vuole provare lo stesso sorpasso all’interno che ha sferrato ad Abt, ma questa volta nei confronti di Frijns. Ma la manovra non gli riesce e finisce per speronare il pilota dell’Andretti. Il risultato finale è che Buemi perde metà ala anteriore e Frijns inizia a girare con l’alettone posteriore che striscia sull’asfalto. Buemi ha distrutto la sua gara e messo a serio rischio il suo vantaggio in campionato su Di Grassi.

Di Grassi vince a Long Beach

E come se non bastasse, lo stesso Di Grassi riesce a forzare Sam Bird e si impossessa della testa della gara. Per non perdere troppo tempo, sia Buemi sia Frijns vogliono continuare a girare ed evitare la sosta in più: ma sono davvero delle mine vaganti e la Direzione Gara li obbliga al pit-stop al 14° giro. Due tornate più tardi, nonostante il 20% di batteria ancora presente, i due piloti devono a rientrare ai box e a cambiare vettura. La loro gara è finita qui.

Da questo punto in poi la corsa è proseguita senza grossi scossoni, a parte i duelli che hanno opposto Da Costa a Vergne (sempre più opaco rispetto al compagno Bird), la De Silvestro allo stesso Da Costa e Duran a Turvey. Il valzer dei pit stop, cominciato attorno al ventiduesimo giro, ha visto Sam Bird andare a sbattere contro un muro di gomme: l’alfiere della DS ha perso sette posizioni in un giro e, con esse, ogni chance di vittoria.

Sebastien Buemi è riuscito ad assicurarsi i due punti del giro più veloce, non avendo nessuna possibilità di rientrare nella Top 10. Due punti che potrebbero rivelarsi fondamentali sia nella lotta per il titolo piloti sia in quella per il costruttori: Nicolas Prost, che navigava attorno alla quarta posizione, ha rimediato un drive through al 30° giro per aver effettuato il pit-stop senza rispettare il tempo minimo di sicurezza imposto dal regolamento. E perciò anche l’altra Renault e.dams non è riuscita a segnare punti.

Al 34° giro Nelson Piquet si è andayo a sbattere, provocando l’entrata in pista della safety car per un paio di giri. Alla ripartenza Heidfeld ha provato a usare il FanBoost per insidiare Daniel Abt, ma senza riuscirci.

Frijns con l'ala rotta

Da questa corsa perciò esce un vincitore, Lucas Di Grassi, che può dirsi entusiasta del risultato: con 101 punti, riacchiappa la leadership del campionato e ridà forza alla sua candidatura alla vittoria finale. Sul podio anche il redivivo Daniel Abt, di cui si può essere finalmente soddisfatti, visto che i 40 punti guadagnati dalla Audi Abt in questa corsa riportano la Casa tedesca a ridosso di quella francese (quando solo ventiquattr’ore prima la lotta per la classifica marche sembrava ormai chiusa).

Tra le due vetture tedesche, la Venturi di un eccezionale Stephane Sarrazin consegna al team monegasco la sesta posizione ai danni dell’Amlin Andretti. Ottima la prestazione della Mahindra Racing, che arriva a ridosso della DS Virgin con il bottino guadagnato da Heidfeld (4°) e Senna (5°). Peccato per Sam Bird, solo sesto sotto la bandiera a scacchi quando meritava almeno il podio. Una gara più difficile per le Dragon Racing, che però consolidano il proprio terzo posto nel mondiale grazie al settimo posto di D’Ambrosio e all’ottavo di Duval (il pallottoliere adesso segna 112 lunghezze per la Dragon). Ancora disastro per la NEXTEV e un vero peccato per il Team Aguri e Antonio Felix Da Costa, che avrebbe potuto conquistare punti importanti per riagganciare l’Andretti.

Sul fronte campionato, Di Grassi è leader con 101 punti contro i 100 di Buemi (che ha raggiunto la cifra tonda col bonus del fastest lap). Segue Bird, sempre più terzo a 30 punti dalla vetta, e Jerome D’Ambrosio a quota 64. Interessante la Top 5 di Sarrazin, a pari punti con Duval. Tra le squadre la Renault arranca a quota 138 contro il ritorno dell’Audi, ormai a quota 132.

Le decisioni della Direzione Gara ai danni della Renault e.dams andrebbero analizzate a fondo (okay per l’obbligo di pit-stop a Buemi che girava con metà alettone, per quanto non sembrava ci fossero particolari problemi… ma davvero non ci sono altre penalità per l’infrazione di Prost?) ma le classifiche, nel complesso, rispettano i rapporti di forza della corsa. Appuntamento allora per il Paris ePrix, che si terrà sabato 23 aprile.

Di seguito i risultati della corsa.

Classifica Long Beach ePrix

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