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Rosberg domina il venerdì. Bene Button, male la Ferrari di Vettel

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Oltre ad una maggiore differenziazione delle strategia durante la gara, la libera scelta dei piloti circa quali Pirelli portare per il GP ha un’altra conseguenza: una difficile interpretazione della FP2, nella quale solitamente si è soliti provare sia le simulazioni di qualifica che quelle di gara.

Se durante FP1 nessun Team aveva montato le gomme SuperSoft, lo stesso non può dirsi di questa seconda sessione di prove libere in Bahrain, dove tutti i piloti si sono cimentati in un Time Attack – al termine del quale è scaturita la classifica finale – montando la mescola più tenera tra i compound messi a disposizione da Pirelli per questo GP. Davanti a tutti, dimostrandosi in gran forma, si piazza nuovamente Nico Rosberg: la Mercedes del tedesco stampa un 1’31”001 che gli permette di staccare di 241 millesimi il compagno di Team Lewis Hamilton. Mentre quindi al vertice della classifica non ci sono sorprese, qualcuna arriva dal terzo posto virtuale, occupato infatti da Jenson Button, che però accusa 1″2 di ritardo dal crono di Rosberg.

Ottimo è Verstappen, che si mette dietro il duo Ferrari formato da Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel (costretto anzitempo a terminare la sessione a causa di un guasto, probabilmente alla trasmissione, sulla sua monoposto), staccati rispettivamente di 1″4 ed 1″6 dalla vetta. Entrambi i piloti di Maranello, nel loro tentativo con le SuperSoft, hanno commesso diversi errori che hanno impedito di mettere in mostra il reale potenziale della SF16-H che però, almeno finora, non sembra essere in grado di impensierire le Mercedes, almeno per quel che riguarda il giro secco. è Kvyat, che precede Bottas e Ricciardo, con Massa a chiudere la Top Ten con delle Williams che pian piano risalgono la china.

Buono è anche l’esordio di Vandoorne, che si ferma in 11esima piazza solamente a causa di un errore nel primo settore che gli ha impedito di essere più vicino a Jenson Button e che si mette dietro Gutierrez e Sainz, quest’ultimo incappato in un errore di troppo durante il suo Time Attack e quindi finito lontano dal riferimento del compagno di Team. 15° è Grosjean – che ha perso dei pezzi dalla propria ala anteriore nella parte finale della sessione – che finisce davanti a Perez, Magnussen ed Hulkenberg, con una Force India scivolata molto indietro rispetto alle FP1. 18esima posizione per Palmer, che precede solamente Wehrlein, Ericsson, Nasr ed Haryanto, gli unici quattro piloti a non aver indossato le SuperSoft per il loro Time Attack.

Per quanto riguarda il passo gara, si è evidenziato un degrado piuttosto evidente per le Soft e le SuperSoft, con queste ultime che dopo 8-9 giri percorsi con un medio carico di carburante iniziavano ad essere più lente delle Medium. Le Mercedes e le Ferrari hanno viaggiato su tempi simili (1’36” alto – 1’37” basso) con tutti e tre i tipi di mescole, con uno scarto di 3-4 decimi tra le Frecce d’Argento e le Rosse a seconda delle gomme e del carico di benzina (Rosberg era più efficace con le Medium, Raikkonen con le SuperSoft). Buon ritmo messo in mostra anche dalle McLaren, dalle Williams, dalle Toro Rosso e dalle RedBull, che viaggiavano a circa 6 decimi dai riferimenti cronometrici di Mercedes e Ferrari, finora confermatesi le più veloci in pista con le Frecce d’Argento che rimangono però favorite, potendo contare peraltro su un’affidabilità che alla SF16-H sembra ancora mancare.

Ecco la lista dei tempi al termine della FP2:

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