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Tra Vettel ed Hamilton la spunta Rosberg. Ma solo una strategia sbagliata ha fermato la Ferrari

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Si aspettava la lotta tra Hamilton e Vettel, tra i due “Big” di Ferrari e Mercedes, ed invece l’ha spuntata colui al quale era stato forse troppo presto assegnato il ruolo di comprimario: Nico Rosberg, al termine di una gara che riscopre l’importanza delle strategie grazie alla maggior varietà di mescole offerte dalla Pirelli, trionfa aiutato anche da una bandiera rossa che gli permette di correggere in corsa una strategia, quella seguita da Vettel (3° al traguardo dietro ad Hamilton), che pian piano si è rivelata sbagliata. Ottimo – e fortunato, con l’unica sosta ai Box effettuata durante la bandiera rossa – l’esordio della Haas, sesta al traguardo con Grosjean ma protagonista, con Gutierrez, di uno spaventoso incidente che ha visto coinvolto anche Fernando Alonso. Bene anche Hulkenberg, un po’ sottotono le Williams e bene anche le Toro Rosso, entrambe in zona punti ma con segnali di lotta intestina tra Sainz e Verstappen. Appena fuori dai punti le Renault, più staccata dalla Top Ten l’unica McLaren superstite di Button. Ecco la cronaca completa:

Il primo ritiro del 2016 si registra addirittura prima dello spegnimento dei semafori. Puntuale come l’orologio di cui porta il marchio, la Red Bull di Kvyat si pianta sulla griglia di partenza al termine del giro di formazione: procedura di partenza abortita e nuovo Formation Lap, mentre la RB12 del russo viene portata nei box per un disperato quanto infruttuoso tentativo di rimetterla in moto. Allo spegnimento di semafori, invece, la nuova procedura di partenza con un solo paddle sortisce i suoi primi effetti: Hamilton e Rosberg non partono bene, e ne approfittano le due Ferrari con Vettel che è in testa al gruppo già in Curva 1 e con Raikkonen che invece infila le due Frecce d’Argento durante la percorrenza della prima curva per seguire il compagno di Team in seconda posizione. Rosberg è 3°, mentre Hamilton viene sopravanzato addirittura da Verstappen e Bottas e scala in sesta posizione. Nelle retrovie fora Magnussen, che viene inghiottito dal gruppo, mentre partono bene Alonso e Wehrlein, che arriva addirittura in 13esima posizione.

Nelle prime fasi le Ferrari tentano di scappare via, con il solo Rosberg che riesce a tenere il ritmo delle SF16-H; Hamilton invece non riesce ad avere la meglio su Verstappen e perde terreno dal trio di testa. Dopo una decina di giri inizia la danza dei Pit Stop, con Sainz ad inaugurarla per sostituire le SuperSoft. E la prima sosta basta già a differenziare le strategie: Rosberg tenta l’undercut su Raikkonen e rientra per montare le Soft, Vettel viene chiamato ai Box al giro successivo per difendere la sua prima posizione e monta SuperSoft mentre Raikkonen, sopravanzato da Rosberg, monta nuovamente le SuperSoft. Così come la partenza con un solo paddle, anche il portare una mescola in più da parte di Pirelli inizia a sortire i suoi effetti: Hamilton, che aveva infatti accumulato un distacco piuttosto consistente, monta le Medium nel corso del 17° giro per cercare di arrivare fino alla fine. Cd9_Nu7W4AQr_55Non c’è il tempo per commentare con calma questa scelta che Fernando Alonso è protagonista di uno schianto spaventoso in Curva 3: l’asturiano decolla sulla VF-16 di Gutierrez, che stacca prima di lui, e si cappotta diverse volte prima di finire la sua corsa, con la MP4-31 ridotta ad un cumulo di lamiere, contro le barriere. Fortunatamente, grande spavento ma nessuna conseguenza fisica per entrambi i piloti, con la SC che viene chiamata in pista prima dello sventolio della bandiera rossa che neutralizza la gara per togliere detriti e per sincerarsi delle condizioni dei piloti.

Mentre Haryanto si ritira, molte Scuderie approfittano della sosta forzata per cambiare strategia. Rosberg, Perez, Hulkenberg sono alcuni dei piloti che decidono di montare le Medium per tentare di effettuare una sosta in meno ed arrivare fino in fondo alla gara. La SC riporta il gruppone in pista nel corso del 19° giro, per poi rientrare ai Box nel corso del passaggio successivo. Si nota subito che il ritmo delle auto con le Medium non è così male come avrebbe potuto immaginarsi (nessuno le ha provate nel corso del weekend) e la strategia potrebbe pagare perchè, per assurdo, la mescola che sembrava dovesse funzionare di meno sulla carta – è quella che i Team hanno portato in minor numero – pare essere la più efficiente del lotto.

Cd-FDfkVAAAkXZjNel corso del 24° passaggio si registra poi il ritiro di Kimi Raikkonen: il fuoco che esce dal suo airscope è un segnale piuttosto evidente che qualcosa non va sulla sua SF16-H. Al 35° passaggio in Ferrari si accorgono che la strategia scelta non paga, e richiamano quindi al Box Vettel: le SuperSoft non hanno permesso alla Rossa di aprire un gap sufficiente nei confronti delle Frecce d’Argento e di Ricciardo, finito 3° dopo la danza dei Pit. Ecco perchè Vettel, che accusa anche un piccolo problema alla anteriore sinistra che gli fa perdere un paio di secondi, rientra dal Pit con le gomme Soft ed in quarta piazza, staccato di 21″ dalla vetta, occupata da Rosberg. Mentre si registrano poi problemi per Ericsson, entrambe le Toro Rosso passano dalle Soft alle Medium e cercano di risalire la china verso la zona punti dando spettacolo in una lotta tra di loro ma soprattutto con Palmer, protagonista di un debutto positivo così come Grosjean, addirittura con la Haas.

Rientra ai Box Ricciardo, sopravanzato da Hamilton, per montare le SuperSoft che gli permettono, una volta rientrato in pista, di agguantare e sopravanzare Felipe Massa, buon 5°. A 6 giri dal termine, mentre nella parte bassa della zona punti si crea un interessante “pacchetto di mischia” tra Grosjean, Hulkenberg, Bottas, Sainz e Verstappen, Vettel recupera e si attacca ad Hamilton, arrivandogli in zona DRS. Cd-PafXUYAALGogA 4 passaggi dalla bandiera a scacchi si toccano Verstappen e Sainz, con l’olandese che finisce in testacoda dopo aver “pizzicato” con l’ala anteriore la posteriore destra del compagno di Team. Sfuma però la battaglia per le posizioni di testa: Vettel arriva lungo alla penultima curva, finendo nella via di fuga e permettendo ad Hamilton di allungare e di rifiatare, mentre Rosberg, indisturbato, va a vincere il GP d’Australia 2016.

Ecco l’ordine di arrivo al termine della gara:

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