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Non ce n’è per nessuno: Hamilton disintegra la Pole del 2015. E per un Q3 dignitoso servono più gomme

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Si riparte da dove ci eravamo lasciati, ovvero con le Mercedes davanti a tutti. E forse con un gap che, visti i proclami fatti durante le ultime settimane, coglie un po’ impreparati tutti anche perchè riscontrato su mescole che le W07 Hybrid non avevano praticamente mai calzato finora. Vero, quello di Melbourne è un circuito atipico, con caratteristiche particolari che non sono sempre foriere dei reali valori in campo, ma la supremazia messa in mostra dal Team di Brackley non sembra essere stata molto scalfita nel corso dell’inverno. Hamilton polverizza la Pole Position dello scorso anno, Rosberg lo insegue precedendo le Ferrari che forse, guardando i volti dei piloti ufficiali, si attendevano qualcosa di più. Bene le Toro Rosso, entrambe davanti alla Red Bull, mentre c’è da lavorare in Haas e migliorano le McLaren, ampiamente in Q2 ma ancora lontane dal passare in Q3. E lo Shoot Out come ha funzionato? Non benissimo. Nelle prime due manche infatti si è avuta indubbiamente più concitazione rispetto agli anni passati, ma nel Q3 la limitazione nel numero di treni di SuperSoft disponibili ha fatto sì che molti piloti decidessero di scendere con largo anticipo dalle monoposto perchè, altrimenti, in gara ne avrebbero avuti a disposizione pochi. Ecco perchè la griglia di partenza sostanzialmente era scritta già 3 minuti prima della bandiera a scacchi, con molti piloti già in abiti borghesi per la foto ufficiale di rito. Servono più gomme, dedicate solamente alla Qualifica. O una gomma uguale per tutti che possa essere indossata dalle monoposto per più di un giro, ma questa è un’ipotesi meno percorribile. Altrimenti per tutto il corso della Stagione l’ultima manche avrà sempre più le sembianze di una farsa.

Che il modo di affrontare le Qualifiche sia cambiato lo si capisce sin dall’inizio della Q1 da 16 minuti, quando tutti i piloti scendono in pista già con le SuperSoft. Mentre infatti nel 2015 i Top Team avrebbero potuto permettersi di scendere solamente per un giro – magari fatto a bordo di una mescola meno performante – ora è necessario lanciarsi in pista subito per mettere a segno un giro buono, nonostante il traffico, per mettersi al sicuro prima che scattino i 7′ che sanciscono la prima eliminazione, con le successive scandite dal countdown di un minuto e mezzo. Il primo a fare le spese del format Shoot Out è Wherlein, che con la Manor è il primo degli eliminati, seguito da Haryanto. Gutierrez, con la Haas, è il primo a far capire quanto sia importante il giusto timing in queste nuove Qualifiche: il messicano del Team statunitense, infatti, mette a segno un crono che gli avrebbe permesso di guadagnare posizioni, ma lo fa registrare qualche secondo dopo che sia scaduto il minuto e mezzo del countdown che lo elimina. Dopo Gutierrez anche Grosjean viene eliminato, ed il problema del timing si ripresenta con Kvyat, che si rende conto di essere ultimo mentre è ai Box e di non avere quindi il tempo di lanciarsi per far segnare un nuovo giro. Dopo il russo, eliminati dalla Q1 sono anche Nasr ed Ericsson, quest’ultimo “tagliato” da Palmer che, nel corso del suo ultimo giro utile – il pilota che ha il countdown finale può completare il proprio giro – riesce ad issarsi in Classifica poco dopo la bandiera a scacchi.

La stessa situazione iniziale (con tutti i piloti in pista) si ripropone anche all’inizio della Q2 da 15 minuti. Dopo 6 minuti ad essere eliminato è Magnussen, seguito poi da Palmer. Già però in questa seconda manche i Team dimostrano di aver compreso alcuni aspetti dello Shoot Out. Nei casi in cui infatti le Scuderie erano consapevoli di non essere in grado di migliorare di più di una posizione – cosa che mette al riparo dal dover subire due countdown consecutivi – preferivano rimanere con le monoposto nei Box per preservare treni di SuperSoft da utilizzare in pista: è questo il caso sia di Button che di Alonso, rimasti ai Box ed eliminati. Hulkenberg, invece, evidenzia il suddetto rischio del doppio countdown consecutivo: il #27 guadagna una posizione su Bottas ma, una volta eliminato il finlandese, torna nuovamente a rischio eliminazione e non fa in tempo ad effettuare un altro tentativo, venendo quindi eliminato un minuto e mezzo prima di Perez. Davanti, intanto, il vuoto lo fanno le Mercedes: Hamilton stampa un clamoroso 1’24”605 (con Rosberg staccato di 191 millesimi) che lo porta 1”7 sotto la Pole Position da lui fatta segnare lo scorso anno. Bene anche le Toro Rosso, con Sainz e Verstappen nella Top 8.

Ecco la lista dei tempi dopo Q1 e Q2:

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Nella Q3 da 14 minuti il primo ad essere eliminato, dopo 5 minuti, è Ricciardo, eliminato da Sainz: entrambe le Toro Rosso quindi davanti alle Red Bull. La prima delle STR11 viene però “tagliata via” subito dopo, con Sainz che non ha il tempo materiale per fare un altro tentativo. Idem dicasi per Massa, mentre Verstappen (5°) si rende conto di non averne per migliorare il proprio tempo e rimane ai Box. Poi la sorpresa: a 5 minuti dal termine scendono dalle macchine sia Raikkonen che Vettel. Anche i ferraristi preferiscono conservare set di SuperSoft, perchè lo strapotere messo in mostra dalle W07 Hybrid sul giro secco è impressionante. Soprattutto perchè le Frecce d’Argento scendono nuovamente in pista e, pur non lottando fino alla fine – le Qualifiche sostanzialmente si concludono con 3 minuti di anticipo – abbassano clamorosamente il limite. Se Rosberg chiude il giro in 1’24”197, spaventoso è il crono di Hamilton, che chiude la Q3 in 1’23”837, 2”5 sotto il dato del 2015. Semplicemente impressionante.

Ecco la griglia di partenza del GP d’Australia 2016:

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