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La IndyCar riparte: Montoya vince St Pete dopo un maxi-incidente

St Pete Incidente

La IndyCar riparte alla grande con una splendida vittoria di Juan Pablo Montoya. Il pilota colombiano del Team Penske si è impossessato della testa della gara al 63° giro e l’ha condotta sempre in testa fino alla fine, tenendo a distanza il compagno di squadra Simon Pagenaud.

A dire la verità il Gran premio di St. Petersburg è stato un po’ più complicato di così. Cominciato con una leadership indiscussa di Pagenaud, partito in pole perché Will Power non ha partecipato (a causa di un virus intestinale, anche se si mormora pure sulle conseguenze dell’incidente di venerdì), era stata una gara tranquilla per diverse decine di giri.

Le strategie e i sorpassi di assestamento avevano evidenziato un buon dominio del pilota francese, con buoni spunti da dietro da parte di Marco Andretti, Graham Rahal e Ryan Hunter-Reay. I due piloti del Dale Coyne, il nostro Luca Filippi e il debuttante Conor Daly, erano riusciti a risalire fino alle prime posizioni grazie a dei pit-stop anticipati rispetto agli altri piloti del branco.

Al giro 46 Ryan Hunter-Reay sferra un attacco deciso a Luca Filippi, che navigava in sesta posizione e gli resisteva con grande talento nonostante una macchina danneggiata da un precedente contatto (ma con le gomme morbide di vantaggio). Gli sfila sulla destra alla prima curva del tracciato e Luca stringe dopo averlo fatto passare. Peccato che dietro di lui c’è un ottimista Marco Andretti, che va in testacoda e provoca la prima caution (bandiera gialla con annessa pace car) della gara.

Rientrano tutti ai box, con Montoya che si avvicina tantissimo a Pagenaud. Chi non si ferma è proprio Conor Daly, super-favorito dalla sua strategia azzardata, e per questo proeittato in testa alla classifica. Quando riappare la bandiera verde Montoya sorprende in pieno Pagenaud, mentre Tony Kanaan prova ad attaccare Daly. Ma è subito dissuaso da una nuova caution.

Munoz e Rahal si sono toccati in curva: il figlio d’arte s’è girato mentre il sudamericano è andato a muro. Centrati in pieno da altri piloti, bloccano praticamente tutta la pista. Filippi, che era scivolato in fondo alla griglia per colpa del contatto con Andretti, riesce a risalire fino all’ottava posizione (salvo poi ricadere in 16a alla ripartenza). L’incidente ha del gigantesco: coinvolge direttamente sei vetture e ne ingarbuglia oltre dieci. I commissari bloccano il settore della pista per pulirla da tutti i pezzi di carbonio e si affannano a riaccendere i motori delle macchine ferme. Inutile dire che entra la pace car e rimane in pista per altri sette giri. [Qui il VIDEO dell’incidente. Di seguito il resto dell’articolo].

Appena scatta la green flag Juan Pablo Montoya sorprende in talento il debuttante Daly e incomincia la sua cavalcata verso la vittoria. Dietro di lui Daly resiste a Pagenaud grazie alle gomme più morbide, ma dimostrando grande talento nell’inanellare buoni giri.

Castroneves ritorna in quarta posizione sorpassando Scott Dixon, mentre Mikhail Aleshin, redivivo dopo delle qualifiche poco entusiasmanti, si incolla agli scarichi di Ryan Hunter-Reay. All’80° giro si ferma ai box, cedendo la seconda posizione a Pagenaud, che nel successivo pit dell’82° si avvicina tantissimo a Montoya. Adesso montano entrambi gomme morbide e con queste correranno fino alla fine della gara.

Le speranze di Daly evaporano miseramente all’84° giro, quando è costretto a tornare ai box. Da questo momento in poi la gara continua in modo molto più tranquillo rispetto alle turbolente fasi precedenti, con Pagenaud incapace di riavvicinarsi a Montoya. Il colombiano rifila quattro secondi al rivale francese e se li gestisce con calma. Mentre si perfeziona una tripletta Penske, a rompere le scatole interviene Ryan Hunter-Reay che si avvicina sempre di più a un Castroneves via via più in difficoltà.

Alexander Rossi perde posizioni a favore di Dixon, Kanaan e Hawksworth, ma l’ultima perla della corsa è un sorpasso di forza di Hunter-Reay ai danni di Castroneves, in evidenti crisi di gomme. Hunter-Reay conquista così il primo podio Honda dell’anno, mentre il pilota brasiliano rischia addirittura di essere passato da Aleshin (ma resisterà fino a fine gara).

Montoya vince a St Pete

Montoya taglia il traguardo indisturbato, ponendo un sigillo importante e candidandosi al titolo 2016. È un risultato pesante, visto che Will Power, suo rivale principale all’interno del Team Penske, è a quota 0 per via del suo Did Not Start di oggi. Ma il colombiano ha da chi difendersi: Pagenaud ha dimostrato una solidità impressionante a inizio gara, anche se non è stato capace di contrastarlo nella seconda metà della corsa.

È ancora presto per potersi esprimere sui motori e gli aero-kit Honda. Certo i nipponici hanno fatto un passo avanti, ma Hunter-Reay e Andretti, i piloti più arrembanti della giornata tra quelli motorizzati dai giapponesi, non sono mai davvero parsi in grado di insidiare la vittoria. Vero che Penske ha una gran forza su questo circuito, ma ciò non toglie che la Chevrolet ha dimostrato un’energia in questa corsa che la Honda non è stata in grado di contrastare.

Ottimo inizio di stagione per il Team Penske, che con questa doppietta ruggisce della grossa. Ganassi è decisamente più in difficoltà (Dixon è solo 7°, Kanaan 9°, Kimball 10° e Chilton 17°), mentre l’Andretti Autosport ha avuto delle performances migliori, pur con i motori peggiori. Bellissime le prestazioni del piccolo di casa, il Dale Coyne Racing, che con le sue strategia fortunate si è trasformato nella scheggia impazzita del weekend: anche se entrambi i piloti sono stati più sfortunati in seguito (Filippi è stato colpito praticamente da tutti i piloti in corsa, non riuscendo a concludere più su del 20° posto) le potenzialità messe in gioco sono state molto alte. La gara si è trasformata in un disastro, invece, per Sebastien Bourdais, Graham Rahal, James Hinchcliffe e Josef Newgarden, colpiti negli incidenti di giornata.

L’appuntamento adesso è tra tre settimane a Phoenix, per una corsa su un ovale che rivedrà in pista Ed Carpenter e la sua #20. La lotta per il titolo è appena cominciata, e adesso si preannuncia più agguerrita che mai. A cercare una riconferma ci saranno sia Castroneves, molto sottotono quest’oggi, sia Montoya, nel tentativo di preservare la leadership. Forse saranno in difficoltà piloti come Pagenaud (di formazione europea) o Ryan Hunter-Reay (per l’inferiorità del motore), ma mai quanto lo saranno i rookie. E tra questi, se tutto va bene e l’accordo sarà ufficializzato, ci sarà anche il nostro Luca Filippi, al debutto in una gara IndyCar su ovale.

Ecco com’è finita la gara!

GP St Petersburg 2016

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