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SBK, Thailandia: VD Mark trionfa nel time-attack. Sorprese a non finire nelle FP2

Michale VD Mark thailandia buriram sbk 2016

Il venerdì thailandese della Superbike si è chiuso all’insegna del time-attack più serrato, che dopo una sessione dominata dalle Kawasaki, ha regalato non poche sorprese. E che sorprese…

Se è vero, infatti, che dopo i fatti australiani ci si aspettava una prima conferma del valore attuale della moto (del pilota infatti si era già sicuri da tempo), la prima posizione al termine delle FP2, su un tracciato veloce come quello del Buriram, lascia comunque non poco stupiti: a chiudere infatti in cima alla classifica cronometrica è stato il giovane olandese Michael VD Mark, che inspiegabilmente riesce a far volare la Honda come nessuno era riuscito a fare negli ultimi anni, stampando prima dello scadere del tempo disponibile, un velocissimo 1’34”629.

Un riferimento cronometrico, quello del più giovane pilota di Honda, che gli ha permesso di tenersi alle spalle altre due grandi sorprese: chiude infatti in 2° posizione, dopo due giri finali a vita persa, il francese della Yamaha Sylvain Guintoli, riuscito a portare la sua nuova R1 a firmare il proprio best-time in 1’34”11, chiudendo così a meno di due decimi dalla CBR dell’olandese. A completare quindi la prima fila virtuale c’è lo spagnolo del team Althea Jordi Torres che, trovato un grande feeling con la sua nuova BMW S1000RR, è riuscito a rendersi grande interprete del Chang durante il time-attack, scalzando le due Kawasaki, e chiudendo questa seconda sessione di libere a 588 millesimi da VD Mark.

Ancora niente verde in classifica, perché ai piedi del podio virtuale chiude un’altra Yamaha, quella dell’inglese Alex Lowes, autore di un 1’35”224, che gli vale così il 4° posto a soli 7 millesimi dallo spagnolo della BMW. Grande sorpresa, quindi, ma questa volta in negativo, per il leader del mondiale Jonathan Rea, che dopo una quasi totale leadership delle FP2, viene scalzato durante i minuti finali e scivola addirittura in 5° posizione, accusando dal leader della classifica quasi 7 decimi di ritardo. Un abisso considerando soprattutto il confronto tecnico (su una pista davvero veloce) tra la sua nuova Kawasaki Ninja e la vecchia Honda CBR. Stesso destino del compagno di squadra, anche Tom Sykes, rimasto al vertice delle Libere 2 fino agli ultimissimi minuti disponibili, è stato scalzato da tanti, tra cui anche l’americano Nicky Hayden (6°), dovendo così accontentarsi di una sola 7° posizione a 777 millesimi di ritardo. Non sta decisamente partendo bene, nonostante l’ottimo preseason di cui si era reso protagonista, il 2016 di Mr. Superpole, che dopo la grande prestazione delle qualifiche australiane, ora necessita di una bella svegliata.

Negativa anche la prestazione delle due Ducati ufficiali: per ritrovare infatti la prima delle Panigale in pista bisogna appellarsi a Chaz Davies, che ha chiuso in 8° posizione a +0.832 da VD Mark, vincendo però il confronto intestino con il pilota romano Davide Giugliano, oggi 9° e con un ritardo di ben otto decimi e mezzo. Le Ducati, infatti, dopo aver dato prova di non temere più le quattro cilindri sui lunghi rettilinei, accusa un ritardo quasi ingiustificato dalle moto al vertice e sfiorano per il rotto della cuffia l’accesso alla Superpole2. Bene ma non benissimo insomma. Al box della squadra rossa bisognerà lavorare un bel po’ per essere pronti contro una concorrenza più agguerrita che mai. Ultimo della Top10, quindi, il tedesco di BMW, Markus Reiterberger, che porta la sua S1000RR a +0.869 dalla cima della classifica, ma riuscendo comunque a tenersi alle spalle la sorpresa australiana Joshua Brookes, addirittura 11° davanti alla MV Agusta di Leon Camier (12°) e la Ducati Panigale dell’italiano Baiocco, 13° al termine delle FP2.

Inizia a prendere maggior feeling con la sua BMW e con le gomme Pirelli l’ex-MotoGP Karel Abraham, 14° al termine della seconda sessione di libere. Decisamente attardate, invece, le due Aprilia, con Alex De Angelis (18°), che si tiene subito dietro il suo compagno di squadra Lorenzo Savadori, 19° a oltre due secondi e sei di ritardo. Da segnalare, però, la 20° posizione della wild-card locale, il pilota thailandese Sahustchai Kaewjaturaporn, che si fa notare non poco in sella alla sua Yamaha R1, tenendosi dietro anche la Kawasaki del qatariano Al Sulaiti.

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