Casey Stoner e Gigi Dall'Igna: cronaca di un futuro annunciatoMotoGP news 

Casey Stoner e Gigi Dall’Igna: cronaca di un futuro annunciato

Casey Stoner e Gigi Dall'Igna: cronaca di un futuro annunciato

I tanto attesi test prestagionali della MotoGP sono già andati in archivio, eppure, dopo questa lunghissima pausa invernale, ci hanno già offerto tantissimi spunti di riflessione su un 2016 che si preannuncia più interessante che mai.

Lorenzo, infatti, ha già trovato un grandissimo feeling con le gomme Michelin, tanto da risultare primo sia nel Day-1 che nel Day-3, riuscendo inoltre ad essere l’unico capace già di abbattere il muro dei 2 minuti. Valentino Rossi, pur non raggiungendo la prestazione del proprio compagno di squadra, ha comunque dimostrato di essere estremamente in forma anche quest’anno e che la Yamaha, a differenza di quanto si pensasse a fine novembre, è più a posto della Honda con le specifiche 2016. Honda che comunque non riesce mai davvero a mettere insieme una grande prestazione, se non al termine della terza giornata, in cui Marc Marquez per la prima volta riesce a risalire fino alla 3° posizione, ma continuando a rimanere in un totale “anonimato mediatico”; come se, dopo la grande delusione sportiva ma soprattutto umana dello scorso anno, a nessuno fregasse più di quello che un tempo era considerato l’ “erede di Valentino”.

Ma a rendere davvero magici questi tre giorni (quanto meno per noi appassionati, che seguiamo i fatti fuori dalla pista) è stata la presenza del rientrante (a metà) pilota australiano Casey Stoner, che ha fin da subito seminato il panico nel paddock malese. Salito in moto per la prima volta dopo lo schianto alla 8 Ore di Suzuka (che si corre a luglio) e dopo aver guidato una MotoGP solamente 4 volte nello scorso anno, la leggenda australiana ha letteralmente messo in ridicolo piloti del pieno della propria carriera, facendo specialmente sfigurare gli ufficiali Ducati. Dietro il cupolino della GP15, infatti, Casey è riuscito a chiudere il Day-3 in 4° posizione, ad un nulla da Marc Marquez, risultando il primo fra i piloti di Borgo Panigale. Eppure, un collaudatore, seppur eccezionale come Stoner, non dovrebbe semplicemente guidare cercando di migliorare la moto ma senza la pretesa di essere veloce quanto gli ufficiali che, a differenza dei tester, in moto ci corrono l’intero Campionato? Teoricamente sì, ma dopo questi test tutta la questione appare infinitamente più chiara.

Dire che Stoner sia un tipino da trattare con i guanti ha un suono quantomeno eufemistico e questo, Gigi Dall’Igna, lo sapeva molto bene. Ma l’ingegnere di casa Ducati aveva ben capito che Stoner ad Austin, l’anno scorso, non voleva correre per aiutare Honda a sostituire Dani, ma voleva farlo per se stesso, per dimostrarsi di essere sempre e comunque il numero uno. Honda, però, questo lo sapeva bene e non poteva permettere che il pilota australiano mettesse ancor più in crisi un Marquez che aveva iniziato la sua stagione tutt’altro che bene. La richiesta, perciò, fu respinta. Ma a Tokyo avevano capito che quel “no” poteva essere l’inizio della fine, perché l’orgoglio di Stoner, tesoro prezioso che la Casa Alata viziava e coccolava, era stato scalfito e ciò, su una mente selvaggia ed imprevedibile come quella di Stoner, avrebbe potuto scatenare tutto ed il contrario di tutto.

Arrivò così il “premio di consolazione”: la 8 Ore di Suzuka. Ma quella di Honda si rivelò una lama a doppio taglio, perché al 6° giro percorso dall’australiano, in testa alla classifica, l’acceleratore ha un guasto e rimane bloccato all’ “Arpin”, provocando così lo schianto di Stoner, a causa del quale rimedia la frattura di una tibia. Fine dei giochi. Sia per Honda sia per la vita tranquilla dell’ormai ex-pensionato Stoner.

Con il triste epilogo di Suzuka, infatti, la serie di (s)fortunati eventi si dispiega agli occhi di Dall’Igna come un disegno compiuto, mosso da un solo fine. Gigi lo vede, lo comprende ed inizia a muovere le sue fila, per ottenere quello che Nakamoto non è mai riuscito a fare dall’ormai lontano 2012: riportare in pista Stoner. Non come privato collaudatore, ma come pilota.

Per farlo, si muove cautamente, usando prima il malcontento che Honda, con i fatti di Austin, ha generato in Casey, per poi offrirgli di ritornare, solamente in veste di “aiutante”, sulla moto che più di tutte lo ha consacrato a leggenda: la Desmosedici. Non sappiamo quanto Dall’Igna abbia dovuto aspettare per ottenere la risposta, ma Casey accetta e, con un susseguirsi di post dal suo account facebook, fa sapere lui al mondo che è pronto a risalire su una Ducati.

Con impazienza di tutti, l’australiano è in pista a Sepang 70 ore prima dell’inizio dei test ufficiali IRTA. Guida una “vecchia” GP15 con gomme usate da Pirro. Non le cambia mai, in tutta la giornata. Gira, prova, fa modificare, torna in pista, fa modificare ancora e via. I tempi arrivano, sotto gli occhi sbalorditi di tutti i presenti nel paddock di Sepang. Non si capisce come né perché, ma Stoner è velocissimo e mette in allarme tutti, a partire dai componenti del suo stesso team.

Al termine della sua prima giornata Casey si dice soddisfatto e divertito, si trova bene con la squadra, con la moto e vuole davvero aiutare il team a migliorare. Gigi non fa pressioni, anzi, ma lascia a Stoner la possibilità di risalire in sella alla GP15 nel primo giorno dei test IRTA, gettandolo nella mischia insieme a tutti gli altri piloti. Alla fine, Stoner non scende in pista lunedì, ma la sua presenza è confermata per martedì, e poi anche per il mercoledì. Ormai è palese: Stoner è velocissimo ma soprattutto ha ripreso gusto nel farlo, e la cosa gli piace, tanto che Dall’Igna, se il #27 dovesse richiederlo, sarebbe già pronto a disporgli una moto per il primo Gran Premio dell’anno, quello in Qatar.

Ma se tutta questa storia piace poco agli avversari di Ducati, chi sicuramente la starà prendendo ancor peggio è soprattutto Andrea Dovizioso, che in passato ha già dovuto dividere il box con l’australiano, subendo tutta l’ingombranza del suo sconfinato talento. Il ruolo di Stoner, infatti, non può essere di alcun aiuto alla squadra come collaudatore se di suo riesce a far andare la GP15 più forte di quanto non vada la GP16 guidata dai piloti ufficiali. Lo sa Gigi, lo sanno i meccanici, lo sanno i due Andrea. Forse il solo a non essersi reso conto della cosa è proprio lo stesso Stoner, che dall’alto delle sue divine capacità, potrebbe non riuscire pienamente a capire come mai i tempi di Iannone e Dovizioso siano più lenti dei suoi. Così come forse non ha ancora capito che la strada ormai è tracciata, ed è solo questione di tempo prima che Casey sarà di nuovo un pilota a tempo pieno, pronto a riportare la sua amata Rossa sul gradino più alto del mondo.

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3 Thoughts to “Casey Stoner e Gigi Dall’Igna: cronaca di un futuro annunciato”

  1. […] sembra che l’australiano non prenderà parte ai test di casa sua: che Gigi Dall’Igna (Leggi QUI l’approfondimento) non voglia infierire troppo su i suoi […]

  2. […] team factory. Senza contare, che sono fermamente convinto che Gigi Dall’Igna (come raccontato QUI) riuscirà a riportare Stoner sulla griglia di partenza molto, molto a breve. Umberto Moioli […]

  3. […] certamente Dall’Igna ha altri piani e Lorenzo rappresenta un piano B nel caso il “progettone“, quello di Casey Stoner, non dovesse andare in […]

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