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Dakar: epico trionfo della Peugeot con Peterhansel. Price si consacra nelle moto

Dakar: Peterhansel suona la 12°, Price buona la seconda !

La giornata di ieri ha caratterizzato il teatro dell’ultima prova speciale che il programma ha riservato per tutti i piloti. Il tratto Villa Carlos Paz – Rosario ha riportato i partecipanti al punto di partenza con una prova molto simile alla 12° tappa formata da dune, tratti veloci e tratti molto navigati per 180 km di stage decretando i trionfatori di questa edizione della Dakar 2016.

Nelle auto si è consumata l’impresa che tutti avevano contornato di improbabilità, quella che ha portato alla vittoria con a bordo la leggenda Stèphane Peterhansel una vettura con le livree di Peugeot, il Team transalpino solo lo scorso anno rientrante nel Raid dopo decenni di assenza e che nessuno avrebbe additato come vincitore alla seconda partecipazione. A smorzare le aspettative di trionfo non solo la poca esperienza, ma anche l’approccio cui i francesi si sono presentati con scelte tecniche apparentemente insolite per affrontare il tracciato come le due ruote motrici in luogo delle quattro, accorgimento scelto in funzione del regolamento grazie al quale una diminuzione di peso considerevole di questo tipo ha potuto lasciare spazio a pneumatici maggiorati, sospensioni con escursione più marcata, controllo in abitacolo della pressione delle ruote in funzione della morfologia del fondo. Una politica che ha pagato e tanto, al di là se in molti, come lo stesso Peterhansel, hanno sottolineato come i tracciati di quest’anno fossero più diluiti con tratti veloci e duri alla stregua di una prova WRC piuttosto che di un Rally Raid che si è scoperto a tutto tondo solo nella seconda settimana con temperature elevatissime, altitudini che hanno rasentato i 5000 metri, dune e numerosi guadi. Sono ora 12 i trionfi del francese nel Rally Raid: 6 con le moto, 6 con le auto, dei numeri che lo consegnano ancora di più nella leggenda del Motorsport.

Un trionfo quello di Peugeot che man mano che la competizione macinava speciali appariva sempre più evidente che solamente incidenti di percorso avrebbero potuto sottoscrivere il nome di un altro pilota e di un’altro Team. Incidenti di percorso che hanno provato a scalfire un dominio fatto di un continuo scambio di successi tra il nove volte campione di Rally Sèbastien Loeb, in grado di dominare tutta la prima settimana nonostante il suo debutto, l’inossidabile Carlos Sainz, autore di una rimonta a dir poco perfetta sin fino alla vetta della classifica dopo i 13′ minuti persi al principiare della gara e di Peterhansel per l’appunto, evidentemente il più costante ed equilibrato a gestire tutte le insidie fino incluso l’unico che è risultato minimamente in grado di reggere il ritmo del contingente Peugeot, Nasser Al-Attiyah. L’ormai ex-Campione ha dovuto arrendersi nonostante le sue iniziali impressioni e considerazioni quando gli si chiedevano aspettative sulla performance della casa del leone. Il “principe del Qatar” quest’anno secondo con MINI All4 XRaid, ha dichiarato di essere aperto a nuove collaborazioni a partire dall’edizione prossima, non essendo vincolato de nessun contratto.

A non sfigurare affatto, rimanendo in ambito MINI, è il rookie Mikko Hirvonen. Il finlandese, ex pilota di WRC al debutto in questa edizione 2016, ha superato brillantemente tutte le aspettative con una costanza ed una prestazione priva di sbavature coronata in fine dalla sua prima vittoria di speciale per una quarta posizione finale. Il terzo posto invece è andato a Giniel De Villers, pilota di punta Toyota che con la sua Hilux è riuscito a mettere il sale sulla coda ad All-Attiyah in più di un’occasione.

Da sottolineare il trionfo in classe T3 del nostro Michele Cinotto, dopo quattro edizioni in grado di completare la Dakar a bordo della sua Polaris Razor.

Toby Price wins Dakar 2016 KTM

Le moto hanno consacrato il talento puro del pilota australiano Toby Price a bordo della sua KTM. L’aussie aveva fatto il suo debutto giusto l’anno scorso quando con una prestazione brillante aveva conquistato la terza piazza. Ora ha capitalizzato l’esperienza ed ha surclassato la concorrenza grazie ed una costanza invidiabile che gli ha permesso di non cedere quando degli avversari come Barreda Bort e Paulo Goncalves hanno dovuto capitolare e di tenere a distanza uno Stefan Svitko in grandissima forma al suo debutto, secondo in classifica generale. A chiudere il podio un buon Pablo Quintanilla che è riuscito a mettersi davanti Kevin Benavides e ed Helder Rodrigues, solo in alcuni casi in grado di guidare il gruppo in un due settimane nettamente più combattuto rispetto alle auto.

Da ammirare e consacrare il trionfatore della speciale sezione Moto-Malle, la gara in cui i piloti affrontano tutta la maratona senza assistenza. Sono essi stessi responsabili della manutenzione del mezzo a fine prova, a possono accedere solamente ai ricambi che sono stati in grado di caricare sulla moto incluse due pneumatici di scorta. Si parla dell’olandese ex MotoGP Jurgen Van den Goodberg, primo nella speciale classifica, 31simo assoluto. Un risultato impressionante:”Ho sempre cercato delle sfide e credo che questa fosse la più pura che si potesse accettare. Mi piace il lato estremo di questo sport: potrei avere 15 meccanici ed andare a dormire, ma trovo molto più soddisfacente correre la Dakar così. Non farei cambio con nessuna vittoria” ha detto l’olandese e poi ha aggiunto: “E’ stata la cosa più difficile che ho fatto in tutta la mia vita, ma per me è il vero trofeo della Dakar. Ho fatto tutto con le mie mani e non sono in molti a poterlo fare“. Nella medesima competizione l’italiano Manuel Lucchese è riuscito a piazzarsi al terzo posto, mentre nella classifica principale, rimanendo in casa, si classifica in dodicesima posizione Jacopo Cerutti, vincitore per altro del Trofeo Elf.

Classifica definitiva Auto:

1. Peterhansel – Cottret – Peugeot 2008 DKR – +45.22’10”;
2. Al-Attiyah – Baumel – Mini All4 Racing – +34’58”;
3. De Villiers – Von Zitzewitz – Toyota Hilux – +1.02’47”;
4. Hirvonen – Perin – Mini All4 Racing – +1.05’18”;
5. Poulter – Howie – Toyota Hilux – +1.30’43”;
6. Roma – Haro Bravo – Mini All4 Racing- +1.41’06”;
7. Despres – Castera – Peugeot 2008 DKR – +1.49’04”;
8. Vasilyev – Zhiltsov – Toyota Hilux – +2.01’45”;
9. Loeb – Elena – Peugeot 2008 DKR – +2.22’09”;
10. Hunt – Schoulz – Mini All4 Racing – +3.11’30”.

Classifica definitiva Moto:

1. Toby Price – KTM – 48.09’15”
2. Stefan Svitko – KTM – +39’41”
3. Pablo Quintanilla – Husqvarna – +48’48”
4. Kevin Benavides – Honda – +54″47
5. Helder Rodrigues – Yamaha – +55″44″
6. Adrien van Beveren – Yamaha – +1.46’29”
7. Antoine Meo – KTM – +1.56’47”
8. Gerard Farres Guell – KTM – +2.01’00”
9. Ricky Brabec – Honda – +2.11’27”
10. Armand Monleon – KTM – +3.27’49”

Nato il 09 Giugno 1993, coltivo durante tutta l’infanzia e l’adolescenza la mia smisurata passione per il mondo dei Motori fino a sviluppare una insana passione per il volto più “sporco” delle ruote coperte. Da studente universitario racconto il mondo del Rally ( CIR, ERC, WRC e Dakar) e svolgo il ruolo di Tester per ItalianWheels.

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