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NEDC: analisi di un ciclo di omologazione per le autovetture totalmente inadeguato

NEDC: storia di un ciclo di omologazione per le autovetture totalmente inadeguato

Prima il DieselGate, poi le Polveri Sottili, le targhe alterne ed il blocco del traffico. Per certi aspetti questi ultimi mesi del 2015, per il mondo dell’automobile, non sono stati così facili da affrontare. Tra emissioni di NOx truccate ed un inverno avaro di precipitazioni che ha fatto sì che le famigerate PM10 ristagnassero più a lungo nell’aria – soprattutto in quella sovrastante le nostre grandi città – i riflettori di parecchi media nazionali ed internazionali si sono nuovamente accesi con il loro tono di denuncia sul mondo delle 4 ruote. Si è tornati a parlare di inquinamento, di emissioni di CO2 e di consumo di carburante e così, cogliendo la palla al balzo, ho deciso di raccontarvi qualcosa di cui i mass media parlano davvero poco, nonostante sia un argomento che io trovo piuttosto cruciale quando si affronta il discorso dell’inquinamento automobilistico. Vi faccio un paio di domande. Vi siete mai chiesti perchè le Case automobilistiche riescono ad omologare le proprie vetture con consumi e valori di emissioni di CO2 di gran lunga inferiori rispetto alla realtà? Quei dati che tutti i giorni possiamo leggere sui listini, da dove arrivano? Sono frutto di contrattazione con qualche lobby? Le Case pagano le Autorità internazionali per scrivere numeri diversi da quelli reali? Niente paura, non si è ancora arrivati a questo punto. Anche perchè le Case riescono ad ottenere quei dati nella più perfetta legalità, grazie al ridicolo ciclo di omologazione al quale devono sottoporre le loro vetture. Non lo conoscete? Poco male, visto che è proprio quello che sto per raccontarvi.

NEDC, ovvero New European Driving Cycle. E’ questo il nome del ciclo attuale che i nuovi modelli di automobili devono affrontare prima di essere omologate e che, a dispetto del vocabolo “New” presente nella denominazione, risale nella sua versione originaria addirittura al 1970. Aggiornato in alcuni suoi aspetti nel 1997, com’è noto prevede che la prova avvenga su dei rulli deputati a simulare l’attrito offerto dalle strade: la vettura, posta sul banco del Test, percorre dunque una certa distanza simulando accelerazioni e decelerazioni, ed i dati relativi a consumi ed emissioni vengono prontamente rilevati da strumenti elettronici. Un meccanismo semplice, economico ed efficace. Solo all’apparenza però, perchè ad un’analisi più approfondita il sistema mostra tutta la sua inadeguatezza. Sono infatti solamente 11 i km percorsi durante la prova, per di più ad una velocità media di appena 34 km/h: si toccano i 120 km/h di velocità massima, ma buona parte del Test si svolge a vettura ferma, come a simulare un semaforo. In più, le suddette velocità vengono raggiunte con delle accelerazioni tremendamente lente: per fare un esempio, nella prova urbana l’automobile in prova passa da 0 a 50 km/h in “appena” 26 secondi. Un lasso di tempo che in una vera circolazione cittadina è ampiamente sufficiente per essere bersaglio di maledizioni, strombazzate e chi più ne ha più ne metta da parte di tutti i malcapitati che si trovino alle vostre spalle.

Già questi dati dovrebbero far quindi sorgere i primi dubbi sulla veridicità delle cifre pubblicate dalle Case nei listini. Ma non è tutto. Visto che il NEDC tace in materia, le Case sono autorizzate ad effettuare la prova nel modo più “parsimonioso” possibile. Climatizzatore spento; sistemi Start & Stop attivi – e se la prova, come detto prima, si svolge per buona parte a macchina ferma è facile capire come ciò faccia sensibilmente diminuire i consumi registrati; olii motore e cambio più fluidi; pneumatici a bassa resistenza di rotolamento e con pressioni di gonfiaggio elevate; allestimenti il più “base” possibile per limare il peso degli optional e conseguentemente anche quello della vettura. Sono questi solamente alcuni degli espedienti che i vari marchi escogitano per far consumare (e di conseguenza inquinare) il meno possibile i loro nuovi modelli. E che dire poi della mappatura “ECO” sempre più presente nelle auto odierne grazie ai vari selettori delle modalità di guida? Nulla vieta infatti, a chi ne dispone, di effettuare l’intero Test con l’auto settata su quella parsimoniosa mappatura, che però salvo rari casi non sarà la più utilizzata durante la vita di tutti i giorni.

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Una volta comprese dunque le modalità di Prova, andiamo a snocciolare qualche altra nozione. La rivista Auto ha di recente pubblicato un elenco contenente più di 80 modelli di autovetture, appartenenti ai Segmenti più disparati: in questa lista trovavano posto i dati omologati dalle Case e quelli raccolti da Auto stessa durante i loro Test Drive, con la differenza tra i due rilevamenti espressa in percentuale. Grazie al suddetto NEDC, le vetture più “sincere” sono risultate essere le Supercar: si attesta infatti attorno al 20% lo scarto medio tra i dati omologati e quelli rilevati, ma persino questo dato è fuorviante. Infatti, vista l’enorme disponibilità di cavalli di cui godono le vetture di questa categoria, esse impiegano davvero un filo di gas per viaggiare, per esempio, a 120 km/h o per passare da 0 a 50 km/h in 26 secondi. Peccato poi che, molto spesso, se si ha un Audi RS6 Avant è più probabile che da 0 a 50 km/h ci si passi in 2,6 secondi…e a quel punto inutile dire che i consumi lieviteranno. Poco peggio delle Supercar fanno i comuni motori Diesel, con uno scarto medio del 30% registrato da Auto, con i dati peggiori fatti segnare dai propulsori poco potenti che, quando gli è richiesta l’agilità necessaria per districarsi nel traffico di tutti i giorni, faticano molto. Molto peggio, invece, fanno le Ibride. Già, perchè le Plug-In sono autorizzate a muoversi, per metà della prova, solamente alimentate dal motore elettrico, che ovviamente ha consumi ed emissioni 0. Ecco perchè, per esempio, la BMW i8 da 362 CV può permettersi di dichiarare 47,6 km/l mentre noi, nell’arco della nostra prova – durante la quale abbiamo sfruttato a fondo i suoi CV – ne abbiamo registrati circa 15. La Porsche Panamera E-Hybrid, per dirne un’altra, mette a referto uno scarto pari al 162% tra dati dichiarati e dati rilevati. Una differenza talmente abissale da essere quasi vergognosa. 

E qualcuno, a quanto pare, se ne è accorto: è infatti prevista per il 2017 – ma potrebbe arrivare anche nel corso del 2016 – l’introduzione di un nuovo ciclo di omologazione standardizzato a livello mondiale, il WTLP (World Harmonized Light Vehicle Test Procedure). Innanzitutto verranno create 3 classi di veicoli, ciascuna con il proprio Test specifico che tenga anche conto del rapporto peso-potenza; poi la distanza coperta passerà da 11 a 23 km, con la velocità media che salirà da 34 a 46 km/h e con accelerazioni più decise; infine, alla fase sui rulli verrà affiancato un Test su strada, l’RDE (Real Driving Emission Test) che permetterà di raccogliere dati ancora più attendibili.

Nel frattempo, purtroppo, ognuno continuerà suo malgrado ad inquinare molto di più di quello che gli è stato fatto credere.

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