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Force India – Aston Martin: ad oggi è il “tasso alcolemico” dell’accordo a bloccarne la conclusione

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Manca solo la firma, la cosa è definita in tutti i dettagli. Per il nostro Team è un ottimo accordo. Sono disponibile anche a cambiare il nome della Squadra in Aston Martin Racing, perchè stiamo parlando di uno dei marchi più prestigiosi nel mercato del lusso. Il nome Force India è servito a creare una identificazione tra il popolo indiano e la F1, ma con Aston Martin si entra in un’altra fase, è un ulteriore passo avanti.” All’indomani del GP del Messico queste erano state le parole di VJ Mallya, patron del Sahara Force India F1 Team. Come anticipato da Italian Wheels all’epoca, il Team anglo-malese aveva intavolato una trattativa con Aston Martin che avrebbe dovuto portare ad un’importante operazione di rebranding: sarebbero infatti arrivati un nuovo nome per la scuderia, una nuova sigla per identificare le monoposto, un cambio di livrea radicale campeggiato dal logo Aston Martin e, non ultima, una nuova importante sponsorizzazione firmata Johnnie Walker.

La trattativa era decollata in fretta, favorita da non pochi fattori. Mercedes, Casa che fornirà la PU alla Force India nel 2016, detiene infatti il 5% del marchio di Gaydon – oltre ad essersi accaparrata la fornitura di motori delle Aston Martin di serie dei prossimi anni – ed avrebbe quindi avuto tutto l’interesse a pubblicizzare in F1 un Costruttore con il quale ha legami commerciali e tecnici così stretti; Diageo invece, colosso multinazionale proprietario del marchio Johnnie Walker, ha di recente acquistato il 50% di United Spirits, la terza compagnia produttrice di alcolici del mondo – di proprietà di VJ Mallya – e quindi anch’essa avrebbe tratto dei vantaggi apponendo uno dei propri marchi di punta su una vettura di proprietà di un socio in affari. Le cose sembravano avviarsi così rapidamente verso una conclusione che addirittura sul web, ben prima della fine della Stagione, ha iniziato a circolare un render di come dovrebbe essere la livrea del 2016 per le monoposto realizzate dal Team di VJ Mallya. Ma dal GP del Messico sono ormai passate diverse settimane. E finora non è stato concluso nulla.

Il perchè è da ricercare nel restante 95% dell’Aston Martin. O meglio, in chi lo detiene nella maggior parte. Il 93% delle azioni della Casa di Gaydon appartengono infatti al fondo sovrano del Kuwait, Stato i cui sceicchi hanno sostanzialmente bloccato l’operazione Force India – Aston Martin. Già, perchè il Kuwait è uno Stato islamico, ed ovviamente gli sceicchi che lo governano sono ligi ai dettami del Corano, libro sacro della loro religione che proibisce di fare consumo di alcolici ai propri fedeli. Ecco quindi che, quando hanno visto i propri soldi associati economicamente al nome di VJ Mallya, imprenditore fortemente legato al settore della produzione di alcolici, e graficamente collegati al marchio Johnnie Walker, gli sceicchi hanno optato per un clamoroso dietrofront andando a vanificare tutta la trattativa portata avanti in questi mesi da Andy Palmer e Simon Sprouse – rispettivamente CEO e Responsabile Marketing di Aston Martin. Vani finora sono risultati i tentativi operati dalle varie parti in causa per tentare di ricucire lo strappo creatosi, ma le forti motivazioni che ne sono alla base non hanno lasciato trasparire, fino ad oggi, una possibile soluzione.

Mancano ancora diverse settimane alla presentazione delle vetture che prenderanno parte al Campionato di F1 del 2016, e la situazione potrebbe comunque sbloccarsi da un momento all’altro. Rimane però, qualora la trattativa dovesse definitivamente naufragare, il rammarico per non aver potuto assistere al ritorno nel Circus- seppure solamente a livello di sponsor – di un marchio con così tanta storia nel mondo dell’automobile. Ritorno sfumato, in sostanza, per un Alcol Test. 

 

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2 Thoughts to “Force India – Aston Martin: ad oggi è il “tasso alcolemico” dell’accordo a bloccarne la conclusione”

  1. AvatarThomas

    Guardate che Aston Martin appartiene al 37,5% (Maggiori azionisti) alla famiglia Bonomi.

    1. AvatarStefano Nicoli

      Il gruppo Investment Dar (fondo controllato dal Kuwait), ASSIEME al gruppo Investindustrial di Andrea Bonomi, controlla il suddetto 93% di Aston Martin. Hai fatto bene a scriverlo, ma è una precisazione che – purtroppo – non cambia nulla al risultato finale della trattativa.

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