Valentino Rossi Monza Rally Show 2015 Ford Fiesta WRCCuriosità news 

Il Blog: Rally di Monza, è tutta una questione di Show

Valentino Rossi Monza Rally Show 2015 Ford Fiesta WRC
(Ph. by ASPhotography)

E’ lunedì 30 novembre e, sfortunatamente, il 2015 del motorsport si è in sostanza chiuso ieri, con l’ultima gara del Mondiale di F1 ad Abu Dhabi (Leggi qui com’è andata) e con l’ormai tradizionale Monza Rally Show, evento che ad ogni edizione raccoglie sempre più pubblico nell’arco di tutta la tre giorni.

Parlando, infatti, del Rally brianzolo, esattamente come l’anno scorso, non sono mancate polemiche e diatribe sulla “veridicità” di questa “competizione”, sul valore della vittoria di Rossi e, soprattutto, su quella dei suoi competitors, uno su tutti quest’anno il belga Thierry Neuville, pilota ufficiale Hyundai nel WRC. Classica la trafila, poi, degli scontri su Facebook e forum vari, tra chi ” ce l’ha sflangiata” e chi “no, è lui che è troppo superiore, vincerebbe anche nel Mondiale Rally”.

Personalmente, quest’anno ho deciso di non dare alcun risultato del Monza Rally Show ed ora vi spiegherò il perché. Spostandomi, infatti, da un trabuna all’altra dell’Autodromo, passando all’interno del paddock e riguardando lo stesso scenario da un altro punto di vista, ovvero dall’alto del corridoio della sala stampa, commentare ciò che il Monza Rally Show è, diventa la più grande ovvietà di sempre. Per chi, appunto, non l’avesse ancora capito, quella di Monza non è una vera competizione, ma un puro SHOW per la massa a cui basta semplicemente vedere il proprio idolo vincere, facendo il culo a piloti che di rally se ne intendono per davvero. Non importa come, l’importante è che vada a finire così.

Se a Monza, infatti, Rossi non fosse sceso in pista, l’Autodromo avrebbe perso l’80% del pubblico pagante e non sto esagerando con le stime: purtroppo paddock e tribune erano completamente invasi da #46 ed ignoranza “calcistica”. Chiunque sia stato presente all’evento, all’interno di quel 20% di non “canarini”, potrebbe confermare quanto sto dicendo. Ma allora, mi chiedo io, di cosa ci stupiamo se quello di Monza è un Rally il cui vincitore è già deciso in partenza? E, soprattutto, che senso ha continuare a farsi il sangue amaro ad ogni edizione per cercare di spiegare che Rossi e la sua Fiesta non giocano ad armi pari, a chi è lì solo per vedere il pesarese trionfare ancora una volta? Ve lo dico io: assolutamente nessuno.

Quello di Monza non è un vero e proprio rally, una vera e propria competizione, ma uno show e in quanto tale continueranno ad esistere favoritismi e motori con 50/60 CV in più della concorrenza (e degli stessi compagni di squadra). Se Rossi vince il pubblico è soddisfatto e continuerà ad arrivare ad ogni fine novembre, cosa che conseguentemente attirerà sempre più sponsor, i quali faranno girare sempre più “capitali” e tutti ci guadagneranno. Anche perché tutto ciò dipende dallo spettacolo, e non dai risultati in classifica.

Certo, poi però c’è l’orgoglio da pilota di chi non si chiama Valentino Rossi e che di entrare in pista a Monza per fare la figura dell’allocco, venendo pure sbeffeggiato da chi neanche si accorge dell’abissale differenza di suono che produce la Fiesta di Rossi da quella del compagno di squadra Uccio, non ci sta. Penso ad uno su tutti, Robert Kubica, che dopo l’aspra denuncia della scorsa edizione, quest’anno non si è presentato. A ragione, aggiungo. Personalmente, credo che bisognerebbe imparare molto dall’atteggiamento del polacco: o stai al gioco (perché qui di gioco e spettacolo si parla), e ti accontenti di divertirti e raccogliere il plauso del pubblico con qualche bel traverso tra una S e l’altra, oppure se, come pilota o appassionato, la leale competizione rimane un elemento imprescindibile anche per una “amichevole”, a Monza non ci vieni. Molto semplice.

Esiste infine una terza opzione, che è quello che poi faccio io: senza leggere mezza classifica in tutto il week-end, mi presento in autodromo per vedere delle fantastiche macchine, bei traversi, qualche incrocio di traiettorie, la magia della notturna e chiudendo con qualche sguardo fugace e malizioso a quelle creature celestiali che sono le Monster Girls. Se torno a casa contento? Certo, è stato un ottimo “Show”.

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