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Quel ritorno di uno Schumacher a Maranello…

Ci sono dei nomi che accostati a determinati marchi, o località, danno vita a delle suggestioni assurde. Perchè se di cognome fai Schumacher e ti si vede all’improvviso in giro a Maranello, la mente di qualsiasi appassionato di Motorsport non può non correre indietro a rivangare anni scintillanti di trionfi, anni straripanti di record e di ricordi. Tutte memorie legate ad un ragazzo di Kerpen, oggi costretto al silenzio ed impegnato in una lotta serrata per tornare a vedere la luce in fondo al tunnel.

Memorie che sono state improvvisamente destate quando, la scorsa settimana, un ragazzino di 16 anni è apparso all’improvviso in quel paesino della provincia di Modena che plasma sogni su quattro ruote. Quel ragazzino era Mick Schumacher, figlio di Michael, figlio del Kaiser, figlio di una leggenda. Ed è stato inevitabile che i riflettori di tutto il mondo si siano accesi su di lui, chiedendosi all’improvviso cosa ci facesse l’erede di Schumacher dalle parti della sede della Ferrari. Subito sono circolate voci di un interessamento della Scuderia alla carriera del giovane tedesco, che nel 2015 è stato impegnato nel Campionato ADAC di Formula 4. Rumors ulteriormente alimentati dal pranzo del sedicenne pilota al ristorante “Montana”, luogo solitamente di ritrovo per l’entourage Ferrari che, nel giorno della sua visita, ospitava una personalità da niente come Maurizio Arrivabene. Ma in realtà cosa c’è di vero dietro a tutte queste romantiche illazioni? Poco, molto poco. Almeno per ora.

Perchè è sì vero che Mick Schumacher è stato a Maranello, ma non è vero che fosse lì su richiesta della FDA, della Ferrari Drive Academy. Il giovane Mick era infatti in Italia per svolgere dei test con il Team italiano Prema in ottica 2016, quando Schumacher – stando alle prime indiscrezioni – dovrebbe partecipare al Campionato ADAC di F.4 proprio con le monoposto della scuderia italiana. In vista di questo Test, che si è svolto sul circuito di Monza, Luca Baldisserri (altro nome che evoca vittorie targate Maranello, visto che è stato l’ingegnere di pista di Michael per molti anni) ha consigliato a Mick di allenarsi sul simulatore della FDA, che si trova a Maranello.

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Una volta terminata la sessione di guida virtuale, Mick si è subito diretto a Monza per la due giorni di Test che ha visto impegnati 16 giovani piloti con i vari Team di F.4. Dai, vi lascio un po’ di suspance. Di chi è stato il miglior tempo assoluto fatto registrare al termine delle 4 sessioni? Scommetto che avete indovinato. Con il suo 1’52”751 Schumacher è infatti risultato il più rapido, con quasi 2 decimi rifilati al primo degli inseguitori. Il dato che ha però destato più interesse negli addetti ai lavori – oltre al fatto di essere stato il più rapido in 3 delle 4 sessioni, completando 129 passaggi – è stato quello relativo al distacco accusato dalla più veloce delle Prema dal tempo di Mick: ben 9 decimi separano il giovane tedesco dal più veloce dei suoi “compagni di squadra”, l’estone Juri Vips che ha girato in 1’53”627 risultando comunque 4° assoluto.

Segnali positivi dunque. Ma nulla che, per il momento, possa concretamente legare il destino del giovane Schumacher alla Scuderia Ferrari, la cui Storia suo padre ha contribuito a scrivere. Perchè è vero, Mick sembra essere veloce (oltre ai Test monzesi lo dimostra anche il fatto che nella gara di esordio su una monoposto abbia centrato, con il team Van Amersfoort Racing, la vittoria nel round di F.4 ad Oschersleben) ma con un cognome come Schumacher sulle spalle essere soltanto veloci può anche non essere sufficiente. Ecco perchè, per evitare che sul ragazzo vengano create troppe aspettative, spero vivamente che i riflettori su di lui siano destinati a spegnersi – per il momento – con la stessa rapidità con cui si sono accesi. Così potrà crescere, motoristicamente parlando, libero da pressioni inutili.

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Quelle che gli vennero evitate quando si iscrisse alla sua prima gara di Kart con il cognome della madre, Betsch. Quelle che, per quanto possibile, aveva provato ad evitargli papà Michael.

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