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F1, Interlagos: Track-Info, numeri e record

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Sempre più a sud. La F1, nel continente americano, durante il suo trittico di gare si sposta pian piano verso meridione: prima Austin, poi Città del Messico ed ora San Paolo. Il Circus infatti si appresta ad affrontare il penultimo weekend di gara di questa Stagione 2015 su uno dei circuiti più storici e simbolici dell’intero Calendario: l’autodromo Josè Carlos Pace, forse meglio conosciuto con il nome di Interlagos.

Intitolato al pilota brasiliano Carlos Pace, defunto in un incidente nel 1977, il circuito di San Paolo ha ospitato la F1 dal 1973 al 1980 e poi, dopo corpose modifiche al suo layout che ne hanno quasi dimezzato la lunghezza, dal 1990 ad oggi. E’ uno dei pochi circuiti del Mondiale che si affrontano in senso antiorario, assieme al CoTA, al Singapore Street Circuit ed a Yas Marina.

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Un giro di pista ad Interlagos è lungo solamente 4,309 km, con i piloti che al termine delle 71 tornate previste avranno coperto una distanza complessiva di 305,909 km. 15 sono le curve del tracciato, di cui 10 a sinistra e 5 a destra. Il fattore motore ad Interlagos è di nuovo molto importante: come già accaduto in Messico infatti, l’altitudine alla quale è situata la pista (circa 800 m sul livello del mare) nonchè il suo dislivello pari a 43 m, richiederà alle Scuderie di montare nuovamente i cofani motore con prese d’aria e sfoghi aggiuntivi già visti nello scorso GP per favorire il raffreddamento dell’MGU-H, che verrà portato a dei regimi di rotazione più elevati per compensare la perdita di potenza del Turbo a causa dell’aria più rarefatta.

In più, Interlagos di per sè è un circuito veloce, con lunghi rettilinei e curvoni ampi: lo scorso anno il 46% del tempo sul giro è stato trascorso dai piloti a gas completamente spalancato, comportando ciò un consumo di carburante pari a 1,52 kg/giro. Le velocità massime previste sono nell’ordine dei 335 km/h, raggiungibili sulla Reta Oposta, prima della Subida Do Lago e sul rettilineo di partenza/arrivo. Proprio grazie a questa sua conformazione “veloce”, i freni non sono particolarmente stressati: la Brembo infatti classifica questo circuito come Medium” per quanto riguarda l’affaticamento dell’impianto frenante, con i piloti che trascorrono il 17% del tempo sul giro con il pedale del freno pigiato. La decelerazione media registrata è pari a 3,8 G, mentre le frenate più importanti sono 3: quella appunto della Subida Do Lago (5,4 G), quella della Ferradura (4,5 G) e quella per l’ingresso nella S Do Senna (5,5 G). Mediamente stressata è anche la trasmissione, con 53 cambi marcia a giro rilevati mediamente nel 2014.

Saranno due le zone DRS, poste sui rettilinei principali: una sulla Reta Oposta ed un’altra sul rettifilo di partenza/arrivo. Conseguentemente, saranno due anche i Detection Point: il primo è situato poco prima della S Do Senna, mentre il secondo è sito vicino alla Subida Do Boxes. Nel 2014 sono stati portati a termine 35 sorpassi.

Nonostante le vie di fuga abbastanza ampie, la Safety Car è una presenza piuttosto costante di questo GP: c’è infatti il 41% di probabilità che Maylander debba fare il proprio ingresso in pista. Interlagos è un tracciato sul quale spesso si corre in condizioni climatiche incerte, che hanno reso alcune edizioni del recente passato una vera e propria lotteria. Ecco perchè non è così importante partire dalla Pole Position qui in Brasile: per 13 volte chi è partito dal palo ha anche agguantato la vittoria, mentre la posizione media del vincitore sulla griglia di partenza è 2.69. Infine, il driver che è riuscito a vincere ad Interlagos partendo più indietro nello schieramento si era qualificato in ottava posizione.

Qui in Brasile, grazie alla possibilità di poter compensare la perdita di potenza causata dall’altitudine, le attuali PU ibride temono meno il confronto con i vecchi V10 e V8 aspirati. Il giro che è valso la Pole a Nico Rosberg nel 2014, infatti, era di soli 2 decimi più lento rispetto al record assoluto in prova, fatto segnare da Rubens Barrichello con la Ferrari F2004 in 1’09”822. Il più veloce in gara, a bordo della sua Williams FW26 è stato – sempre nel 2004 – Juan Pablo Montoya con il suo 1’11”473. Al pilota colombiano appartiene anche il record sulla distanza: 1 H 28’01”451 è infatti il tempo che la Williams Fw26 impiegò per completare la gara.

L’edizione 2014 del GP vide trionfare il Poleman Rosberg, che centrò la sua ottava vittoria stagionale mantenendo ancora aperti i giochi per il Mondiale, davanti proprio a Lewis Hamilton e all’idolo di casa Felipe Massa.

La Pirelli per questo GP ha deciso di portare, come accaduto l’anno passato, mescole Medium e Soft, oltre alle solite Intermedie e FullWet. E la sensazione è che si potrebbe essere costretti ad un’alternanza tra tutti questi compound, almeno stando a quanto dicono le previsioni meteo, che parlano di possibilità di rovesci in tutte e tre le giornate di gara, con temperature dell’aria nell’ordine dei 22°. Nel pieno rispetto della tradizione dei GP brasiliani.

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