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#TestDrive: BMW i8, il futuro a portata…di piede

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Ero in macchina sul lungomare di una località balneare della costa abruzzese a fine luglio, in un periodo dunque in cui guidare un’automobile lungo le strade attigue alla spiaggia è sinonimo di continue fermate e ripartenze per permettere alla fiumana di bagnanti di attraversare la carreggiata in direzione mare. Gli attraversamenti pedonali sono talmente assiepati che a stento si riesce a vedere ciò che c’è al di là della massa di persone in movimento. Ad uno di essi, tuttavia, noto qualcosa di diverso: le persone si attardano, qualcuno estrae il proprio smartphone e scatta delle foto in direzione di qualcosa, che evidentemente è fermo sulla corsia opposta. Da buon appassionato di motori, mi dico che deve per forza esserci una vettura estremamente interessante, “esotica” oserei dire, per indurre ad indugiare così tante persone. Ed il diradarsi della folla conferma le mie sensazioni: tra le gambe dei rimanenti passanti, ad un’altezza stupendamente bassa, appaiono grintosi due fari full-led, dal caratteristico disegno ad “U”. L’ho riconosciuta, ci mancherebbe altro: ma i miei occhi necessitano di un’ulteriore conferma. Che arriva non appena oltre ai fari full-led si riesce a scorgere la calandra contorniata di uno stupendo blu elettrico, che incornicia il marchio della Bayerische Motoren Werke. Sì, mi dico, sono proprio di fronte ad una BMW i8. Che non appena si rivela nel suo aerodinamico splendore inizia a muoversi nel quasi più totale silenzio e mi affianca: ed è qui che ha inizio davvero la storia di questo secondo Test Drive marchiato Italian Wheels.

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Sulle fiancate della i8 campeggia infatti, in un blu molto simile a quello degli inserti della carrozzeria, il nome di una concessionaria: Cascioli. Ed è proprio da loro, a San Benedetto del Tronto, nelle Marche, che mi sono diretto dopo una rapida ricerca sul web per tentare di avere in prova la nuova supercar ibrida plug-in della casa bavarese. L’accoglienza supera le mie più rosee aspettative, e mi viene subito prenotato un Test Drive. Ah, se fosse sempre così semplice lavorare con le Case…

Dunque il giorno prefissato mi reco, assieme al mio collega Pierfrancesco Badini, nuovamente in concessionaria. Firmo tutto ciò che c’è da firmare, ascolto i consigli che mi vengono dati per la guida della vettura, ringrazio nuovamente tutto lo staff del Cascioli Group e vado ad osservare meglio, prima di prendere posto nell’abitacolo, l’avveniristica vettura a nostra disposizione. Se persino la 500X, con il suo essere un modello nuovo, aveva destato l’attenzione dei passanti durante il nostro ultimo Test Drive, potete ben immaginare l’effetto che questa i8 avrà fatto su chiunque ci abbia incontrato. E come poter dare torto a tutti coloro che durante la prova hanno sguainato telefonini e macchinette fotografiche per immortalare un’auto che sembra provenire direttamente dal futuro? L’impatto visivo di questa BMW è eccezionale: i designer della casa bavarese hanno sfruttato le più recenti tecnologie di layering per creare una carrozzeria filante, dove linee spigolose al frontale si fondono armoniosamente con le morbide curve della fiancata e del posteriore. E la ricerca di questo design così innovativo non è stato certo un mero esercizio di stile: la i8 vanta infatti un Cx eccellente, pari a 0,26. Un dato ottenuto camuffando nelle linee sinuose della vettura numerosi accorgimenti aerodinamici, come i fori sul paraurti anteriore per far fluire l’aria davanti agli pneumatici dell’avantreno, o quelli ottenuti nella calandra che permettono all’aria di passare al di sotto del cofano per poi uscire dal grande sfogo posto al centro dello stesso (emulando un po’ il funzionamento dell’S-Duct in F1). Si fanno notare poi anche le venature site nelle minigonne che incanalano l’aria davanti agli pneumatici posteriori ed il vistoso “vuoto” posto al di sopra dei gruppi ottici posteriori, realizzato per sfruttare al meglio l’effetto Coanda e schiacciare così il più possibile a terra il retrotreno della vettura alle alte velocità, garantendole maggiore stabilità. L’aspetto da supercar di razza è poi completato dai cerchi fucinati da 20″ e da una fanaleria Full-Led all’anteriore ed al posteriore davvero accattivante, che rende quest’automobile praticamente inconfondibile.

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Dopo aver dunque analizzato nel dettaglio l’estetica della i8, arriva per noi il momento di calarsi nell’abitacolo. Operazione che, su questa BMW, non è delle più semplici. Le portiere si aprono infatti ad ala di gabbiano e, se da un lato lasciano scorgere vistose parti in fibra di carbonio, dall’altro costringono gli occupanti (in particolare quelli di statura elevata) della i8 a delle “manovre” di ingresso non esattamente agevoli. Ma c’è di più: salendo sull’auto si è rivelato praticamente impossibile per tutti – fotografi compresi – evitare di strusciare contro la sagomatura del sedile rivestita in pelle: pelle che, a comprovare ulteriormente questo difetto, era rovinata nonostante i soli 34000 km circa percorsi.

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Tutte queste perplessità però, una volta seduti dietro il volante di questa i8, svaniscono in un attimo: il posto guida è praticamente perfetto, con i sedili elettronici che permettono a chiunque di trovare la seduta ideale e con il piantone dello sterzo che si regola sia in altezza che in profondità fino a soddisfare le esigenze dei driver più pretenziosi (Pierfrancesco è alto circa 2 m, e persino lui si è trovato a proprio agio). La seduta è bassa, da sportiva vera, il volante è di diametro contenuto (anche se entrambi lo avremmo forse preferito con una corona leggermente più spessa), il cruscotto completamente digitale è perfettamente visibile, le finiture di tutto l’abitacolo sono di ottima fattura e sul tunnel centrale – l’unico punto in cui sembra trasparire un po’ di confusione, tanti sono i pulsanti che vi sono disposti – campeggia l’enorme display da 8,8″.

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La i8 si rivela ibrida anche in questo: è sportiva, ma è allo stesso tempo elegante e confortevole. Almeno per quello che riguarda i posti anteriori. Quelli posteriori, infatti, si rivelano presto inadatti per qualsiasi passeggero che non sia un bambino con annesso seggiolino: più logico utilizzarli quindi per andare a supporto dell’esiguo bagagliaio di questa i8 che, a causa della disposizione del 3 cilindri termico, ha una capienza di soli 154 litri, sufficienti appena a contenere qualche borsa morbida per il weekend.

Ma non è questa la macchina da cui ci si aspetterebbe una grande capienza del bagagliaio. Da questa i8, con i suoi 362 cv di potenza, si chiede ben altro. 362 cv che ricordiamo sono il frutto di una “collaborazione” tra un motore elettrico posizionato anteriormente, che scarica 131 cv di potenza e 250 Nm di coppia direttamente sull’avantreno, ed un motore termico 1.5 3 cilindri turbobenzina da 231 cv e 320 Nm di coppia massima che, posizionato poco più avanti del bagagliaio, trasferisce il moto alle ruote posteriori.

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Ansiosi quindi di poter saggiare con mano questa ragguardevole cavalleria, poggiamo la nostra chiave dal design un po’ tozzo nel tunnel centrale (la vettura è dotata di Keyless Access) e premiamo il tasto “Start”. E subito rimaniamo interdetti. La i8 ha un leggero borbottio ed un leggero tremolio, ma niente di più: solo il flebile sibilo dell’efficiente impianto dell’aria condizionata tradisce che la vettura è in funzione. Una volta sfruttato il motore per l’accensione di tutti i sistemi, infatti, la modalità e-Drive (quella completamente elettrica) disattiva il 3 cilindri e si affida al solo motore elettrico per far muovere la vettura. E’ una sensazione difficile da descrivere, sintetizzabile forse solamente con il termine “particolare”: ingranare la retromarcia – a proposito, consigliamo l’adozione come optional della telecamera sia anteriore che posteriore per evitare di incappare in piccole “toccatine” in fase di manovra – e vedere l’auto muoversi senza emettere alcun suono sembra quasi irreale. Quando poi ci si immette nel traffico di tutti i giorni la sensazione è quella di veleggiare: una sensazione che, con le batterie agli ioni di litio completamente cariche, è possibile provare per un massimo di 37 km, nei quali la velocità massima dell’auto è di 120 km/h e nei quali la i8 diventa silenziosa. Molto, forse addirittura troppo, tanto che nei centri abitati la prudenza invita a circolare più che lentamente, al fine di evitare che un pedone poco attento non sbuchi all’improvviso sulla strada non avendo udito sopraggiungere alcuna auto. Il motore elettrico, comunque, offre un discreto spunto anche “in solitaria”, con i suoi 131 cv tutti disponibili non appena si schiaccia l’acceleratore che rendono agile e scattante la guida in città. Guida cittadina che, nel complesso, non è affatto difficoltosa: gli ingombri della vettura (che è lunga 4,68 m e larga 1,94 m) sono nella norma e non creano alcun tipo d’impaccio, con la i8 che offre peraltro una visibilità decisamente buona nonostante sia alta da terra solamente 1,29 m. Le sospensioni, nonostante i cerchi da 20″, assorbono egregiamente le asperità e non danno quell’idea di rigidità che ci si potrebbe aspettare da una supercar – cosa che forse farà storcere il naso a qualche purista -, mentre l’impianto frenante impressiona per la sua potenza già a velocità minime.

Ci lasciamo pian piano alle spalle la città, e decidiamo quindi di passare alla modalità Comfort, con la quale la i8 inizia finalmente ad attingere ai cv provenienti dal 3 cilindri turbo. Ma con moderazione: anche la Comfort è infatti una modalità di guida pensata per ottimizzare i consumi, con il propulsore termico che risponde in maniera docile alle sollecitazioni di chi guida. In questa modalità, inoltre, le batterie agli ioni di litio si ricaricano sia in fase di frenata sia, qualora il valore di carica scenda al di sotto di una soglia critica, utilizzando il 3 cilindri a mo’ di generatore. Sull’ampio cruscotto totalmente digitale (che è forse però troppo “statico” e non permette di accedere con rapidità e semplicità a dati, ad esempio, rilevanti il consumo) il pilota ha sempre sotto controllo il livello di carica e l’autonomia residua sia contando solamente sul motore termico sia contando solamente su quello elettrico, oltre ovviamente ad avere davanti agli occhi il contachilometri ed il contagiri. La i8 mostra poi sull’HUD, oltre ai limiti da rispettare sul tratto di strada che si sta percorrendo, anche le informazioni più importanti del navigatore e del sistema di Infotainment dalle mille funzionalità. Per rimanere sempre concentrati, infine, questa BMW sfrutta la telecamera frontale per farvi capire di esservi avvicinati troppo alla macchina che vi precede, anche se forse (soprattutto in autostrada) il sistema è talmente efficiente da risultare a volte quasi invadente. La modalità Comfort, comunque, si dimostra la più adatta alla guida di tutti i giorni: il cambio automatico a 6 marce in Drive è molto lineare sia in salita che in scalata, la risposta del motore non è brusca ed i consumi sono ampiamente al di sotto delle dirette concorrenti a parità di cavalli motore. La vettura in autostrada è silenziosissima, merito anche e soprattutto dell’aerodinamica curatissima che annulla praticamente qualsiasi fruscio dovuto all’aria; anche il propulsore, nonostante sia un turbobenzina, a 130 km/h emette un suono sommesso, quasi delicato. Un suono che camuffa però ben’altra indole.

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Usciti dall’autostrada, decidiamo di dirigerci verso le colline, alla ricerca di un tragitto extraurbano che ci permetta di saggiare al meglio l’indole da supersportiva che questa i8 sembra avere scolpita nel DNA. Una volta trovato ciò che fa al caso nostro, spostiamo la leva del cambio da Drive a Sport, con un leggero movimento verso sinistra: è così che si avverte la i8 di essere pronti a fare sul serio. Lei risponde ancor prima di toccare qualsiasi pedale con un accattivante cambiamento di toni cromatici del tachimetro, che dal blu elettrico “ibrido” passa ad una ben più aggressiva combinazione di rosso – arancione. In più inizia a farsi sentire un rabbioso borbottio provenire dalle nostre spalle, segno che ora i 231 cv termici sono davvero pronti a dimostrare quello che sono in grado di fare.

Non indugiando oltre, dunque, affondo il pedale dell’acceleratore. La reazione è notevole: la i8, forte della sua natura ibrida, scatta con una rapidità davvero impressionante, riuscendo a coprire lo 0-100 km/h in soli 4,4 s. Il tempo di riflettere su quanto sia stata veloce nello scatto da fermo che arriva la prima sequenza di curve, sufficiente a confermare le nostre impressioni sulla natura super sportiva di questa BMW. Il baricentro bassissimo (è il più basso dell’intera gamma del marchio bavarese), l’impronta a terra pronunciata e le gomme di dimensioni adatte (al posteriore montavamo le 245 invece delle 215 fornite di serie per diminuire la resistenza al rotolamento) la rendono incollata alla strada. La i8 in modalità Sport non affronta le curve, le divora. La potenza fornita dall’unione dei due propulsori sembra essere inesauribile, e soprattutto grazie ai cavalli “elettrici” la spinta è corposa a qualsiasi regime di rotazione: se pensate che con un piccolo 1.5 tricilindrico si possano avere vuoti di potenza, turbolag o fenomeni affini, siete completamente fuori strada. L’erogazione è fluida ma allo stesso tempo decisa, tanto che non sembra davvero di avere un motore così piccolo. Merito anche del sound che, già abbastanza “pepato” dall’esterno con i suoi borbottii in scalata – in molti ci hanno chiesto se fosse un V6 – viene amplificato nell’abitacolo attraverso l’impianto stereo.

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Essendo sostanzialmente una trazione integrale, con i due motori che erogano la loro potenza ognuno su un asse distinto, i puristi del marchio potranno storcere il naso quando si renderanno conto che, in questa i8, manca l’emozione e quel senso di sportività pura che la trazione posteriore sa dare. Però che non si dica che questa BMW non è divertente da guidare, perchè il suo assetto ed il suo bilanciamento sono da supercar vera, così come le reazioni del motore, i suoi numeri da urlo e l’aerodinamica curatissima. A tutto ciò si aggiunga anche un impianto frenante che si conferma semplicemente poderoso, dando davvero l’impressione di poter arrestare questa vettura in un fazzoletto partendo da qualsiasi velocità. Per non parlare dei consumi: la propulsione ibrida rende la i8 assolutamente irraggiungibile per le vetture di pari cavalleria, con un consumo medio registrato durante la nostra prova che ha sfiorato i 15 km/l. Un dato che, sebbene sia ben distante dal troppo ottimistico dato dichiarato dalla casa, è stato ottenuto con una vettura da 362 cv al termine di un Test nel quale abbiamo sfruttato appieno la sua potenza per diverso tempo, ed è quindi indice della mostruosa efficienza di questa macchina. Quando si guida una i8, la sensazione è quella di avere il futuro a portata di piede.

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Eppure anche la i8 qualche neo lo ha. Su strada, ad esempio, sia io che Pierfrancesco siamo rimasti leggermente delusi dal feedback fornitoci dallo sterzo, che entrambi avremmo preferito ancora più progressivo e più diretto, soprattutto nell’utilizzo in modalità Sport. E’ uno sterzo che sembra tradire la natura ibrida della vettura, mostrando una tendenza a rimanere “morbido” anche quando invece servirebbe una maggiore precisione, andando un po’ a filtrare le sensazioni di chi guida. Altra nota leggermente stonata è il cambio: sempre in Sport, le cambiate sono sì rapide, ma non tanto quanto sarebbe lecito aspettarsi – soprattutto in fase di scalata – da un’automobile che si presenta con queste linee e questi numeri da Supercar di razza. E poi, ultima nota dolente, è il prezzo: di listino la BMW i8 parte da 139.650 €, e l’esemplare che noi avevamo in prova, che in dotazione aveva diversi optional, toccava quota 152.000 €. La qualità c’è, indubbiamente, e stavolta non riguarda solamente le finiture interne o gli accoppiamenti della carrozzeria ma la vettura nel complesso, perchè la i8 attualmente è l’unica auto ibrida in grado di offrire prestazioni e perchè no, sensazioni, simili a quelle di una Porsche consumando però quasi come un Turbodiesel di media cilindrata. Però con 152.000 €, nel listino della BMW, ci si compra la M6.

E tra M6 ed i8, la scelta da compiere va oltre le linee, i numeri e le mere caratteristiche meccaniche. La scelta è tra due mondi diversi, tra due filosofie contrapposte, una più radicata nelle tradizioni, nel purismo, nel passato ed una lanciata nel futuro, nell’azzardo, e nell’ibrido. Sta a voi scegliere da che parte stare.

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Scheda tecnica della BMW i8:

Cattura

 

 

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