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Michel Vaillant, un fumetto a 300 all’ora: ne parla Castellana

Michel Vaillant e Michael Schumacher
Michel Vaillant lotta con la Ferrari di Schumacher al GP di Cina 2005

Ci sono poche giustificazioni per far volare piatti e stracci. Una di quelle valide è per appurare chi sia il più grande pilota di tutti i tempi. Certo, nella vita reale abbondano i candidati: Fangio, Schumacher, Senna. Per tacere di tutti i piloti che li hanno preceduti.

Ma basta comprare un determinato fumetto, e tutti siamo d’accordo. In Formula 1 ha vinto 5 campionati del mondo e (almeno!) 34 Gran premi, più altri 74 podi. Cinque volte primo a Le Mans, due volte a Indianapolis, due volte a Daytona. Quattro vittorie in Sport Prototipi e cinque nei Rally (tra cui una Dakar). Guarnite il tutto con un’affermazione in NASCAR e un bottino di oltre 500 punti in F1, e diteci un po’ se conoscete qualcuno con un curriculum comparabile.

Stiamo parlando di Michel Vaillant, e se avete seguito la recente collana edita dalla Gazzetta dello Sport, saprete bene di cosa si tratta. È un fumetto francese partito nel lontano 1957, e ha come protagonista l’omonimo campione e tutta la sua famiglia, proprietaria della Vaillante (marchio automobilistico e squadra corse affermata in tutto il mondo). Un fumetto che attraversa il Novecento, confrontando i suoi personaggi con praticamente tutti i campioni della storia delle corse dagli anni Cinquanta a oggi. Con lui alla guida hanno sognato tre generazioni di ragazzi.

In Francia, scritto e disegnato da Jean Graton, è andato avanti per anni, prima di fermarsi nel 2007. Il maestro, ormai molto anziano, aveva lasciato la presa sulla sua creatura. Ma il figlio Philippe è riuscito a far ripartire l’opera del padre: nel 2011 è stato pubblicato “Au nom du fils”, primo albo della nuova stagione, co-sceneggiato con Denis Lapière e illustrato da Marc Bourgne e Benjamin Benéteau. Da allora la saga ha assunto una nuova piega, più drammatica, più entusiasmante, più attuale.

Particolari accuratissimi, episodi pieni di realismo e di emozione: peccato che in Italia la sua storia editoriale sia stata fin troppo travagliata. Almeno fino a quando Gianfranco Castellana, storico fan della serie, non ha cominciato a lottare per il ritorno di Michel negli scaffali del Belpaese. Dopo aver fondato un accurato fansite nel 2001 (Michel Vaillant – Le Pagine dei Fan Italiani) è diventato il punto di riferimento italiano per i fan (e gli editori) di questo fumetto. Sì, perché Castellana è ormai un collaboratore fisso di Nona Arte-Renoir per Michel Vaillant, e ha contribuito a molte iniziative editoriali. Scopriamo insieme la sua esperienza!

Ti va di raccontarci come è nata e si è evoluta la tua passione per Michel Vaillant, dall’albo al sito?

Nel 1963 avevo 11 anni, leggevo tutti i fumetti, anzi i “giornalini”, che mi capitavano a tiro.  Quando nell’edicola sotto casa arrivò “La grande sfida” [1° albo della serie, ndr] ne rimasi colpito come quasi tutti i miei coetanei. Innanzitutto per le dimensioni (a parte il Corriere dei Piccoli e pochi altri i nostri giornalini erano quasi tutti in formato pocket o poco più), poi per la qualità della stampa tutta a colori (molti fumetti dell’epoca erano pubblicati su carta mediocre e spesso solo in bianco e nero). Quello che, però, mi ha decisamente “catturato” è stato l’argomento della storia ed il modo preciso in cui era stata disegnata. In un’epoca in cui non esisteva Internet ed in cui la televisione solo raramente si occupava di corse automobilistiche, potevo scoprire il “dietro alle quinte” di questo affascinante mondo. Le macchine,  i piloti,  le piste , il lavoro dei meccanici,  tutto era rappresentato con estremo realismo ed una competenza da addetto ai lavori in “inquadrature” che sembravano quelle di un film. La magia di Graton, poi, faceva diventare veramente famigliari i personaggi di fantasia da lui creati. Anche a costo di piccoli “sacrifici” (un albo dei Classici dell’Audacia costavano 250 lire che non erano poche rispetto alla media degli altri giornali per ragazzi dell’epoca) non mollai più questo fumetto fino a quando, nel 1967, Mondadori decise di chiudere la collana. Successivamente tutto si fece più complicato: le storie vennero pubblicate senza una precisa regolarità sul Corrierino e negli Albi Ardimento, poi Michel  Vaillant scomparve del tutto dalle edicole e lo “persi di vista”.  Un giorno di molti anni dopo, passando davanti ad una fumetteria (che scoprii essere il nuovo “tempio” dei fumetti al posto delle semplici edicole) vidi un albo di Michel Vaillant sconosciuto. Si trattava di uno di quelli pubblicati negli anni ottanta da Alessandro Distribuzioni di Bologna. Entrai, ed acquistai tutti i volumi disponibili in Italia che ancora mi mancavano. La passione era riesplosa da adulto. Mi “fiondai” su Internet (che era nato da poco) ed iniziai la ricerca di tutto quello che riguardava Michel Vaillant ed il suo creatore. Nel 2001 decisi di vedere se c’erano ancora altri appassionati come me in giro per lo stivale e, timidamente, creai il sito web “Michel Vaillant – Le Pagine dei Fan Italiani”. Alcuni mi contattarono subito fornendomi notizie utili ad integrare le “pagine”. Decisi, così, di scrivere a Jean Graton. Mi rispose il figlio Philippe  facendomi i complimenti ed inviandomi la prima dedica del padre. Da allora tante cose sono accadute: dalle poche pagine il sito è cresciuto fino alle circa 250 attuali. Ho collaborato con la traduzione del film, c’è stata la mostra di Modena dove ho conosciuto personalmente Philippe Graton e con il quale ho  instaurato cordiali rapporti. La mia “testardaggine” nel cercare di far ritornare stabilmente questo fumetto in Italia è stata premiata nel 2010, quando sono stato contattato da Andrea Rivi della casa editrice Nona Arte. Andrea, grande esperto e cultore del fumetto franco belga, che non solo ha riportato M.V. in Italia ma, grazie all’iniziativa della Gazzetta dello Sport, è riuscito a pubblicare tutta la serie, completa degli episodi ancora inediti e delle storie brevi. Il mio “obiettivo” era stato raggiunto. 

Michel Vaillant, Von Trips
Wolfgang Von Trips disegnato nel 1960, su una Ferrari, a Montecarlo

Hai collaborato con Nona Arte e la Gazzetta dello Sport, e al doppiaggio del film Adrenalina blu. Come sei riuscito a diventare un ingranaggio della pubblicazione italiana del fumetto? 

Ricordo che nel 2003 la traduttrice del copione del film “Michel Vaillant” [titolo originale del film, ndr] mi scrisse chiedendomi aiuto sia per la mia conoscenza del fumetto sia per risolvere i suoi dubbi relativi a termini “tecnici” e situazioni del mondo delle corse automobilistiche (e della 24 Ore di Le Mans in particolare). Accettai volentieri e il “premio” per la quella collaborazione mi arrivò direttamente dalla “01 Distribution” che mi invitò a Roma per assistere all’anteprima italiana del film (vedere anche: qui). La mia collaborazione con Nona Arte, come ho già detto, è iniziata nel 2010 quando mi ha contattato Andrea Rivi annunciandomi la sua intenzione di riportare M.V. in Italia approfittando della possibilità di “agganciarsi” alle nuove edizioni della Dupuis (che è l’attuale casa editrice in lingua originale della serie). Inizialmente Andrea mi ha chiesto una sorta di “consulenza/supervisione” che, assieme alle ottime traduzioni di Marco Farinelli, aveva lo scopo di evitare gli “strafalcioni” presenti in alcune edizioni italiane del passato. Quando Nona Arte si è accordata con RCS Mediagroup per la realizzazione della collana della Gazzetta dello Sport, mi è stato chiesto di tradurre direttamente parte dei volumi e delle storie brevi. Da allora, in pratica, ho il privilegio di tradurre le storie del mio fumetto “cult”.

Passiamo ai nuovi volumi: la Nuova stagione lanciata da Philippe è caratterizzata da tanti filoni, albi non autoconclusivi e una drammaticità crescente. Con quattro volumi già editi, e tanti fumetti tradizionali alle spalle, qual è la tua opinione sul nuovo taglio imposto alla saga?

Separerei il giudizio “estetico” da quello del contenuto delle storie.  Il nuovo taglio mi trova abbastanza favorevole. Credo, infatti, che sia stato giusto cercare di tenere alto il livello qualitativo del disegno (cosa che, forse, si era un po’ persa in alcuni albi della “vecchia serie”) piuttosto che imitare male lo stile (peraltro inimitabile) del maestro Jean Graton. Marc Bourgne ha rivisitato i personaggi con estrema efficacia e Benjamin Beneteau sta realizzando le vetture e gli sfondi con la maestria e la dovizia di particolari che era un marchio di fabbrica della serie. Insomma, entrambi sono decisamente all’altezza del compito.  Per quanto riguarda le sceneggiature, devo dire che i soggetti di Philippe Graton, già a partire dall’albo 68 della prima serie (“China moon”), hanno preso una strada più legata all’attualità. L’ecologia, lo sfruttamento del lavoro minorile, i rapporti conflittuali tra padri e figli, sono stati tra i temi più “seri” delle sue storie. In effetti, la nuova serie ha, decisamente, dei toni più drammatici e forse, il fumetto non è più solo una semplice lettura “di evasione”. I tempi cambiano e, forse, è giusto così. 

Michel Vaillant, copertina prossimo albo
Questa è la copertina italiana dell’albo che uscirà a fine ottobre, Collasso

Arriviamo a “Collasso”, il nuovo numero atteso per fine ottobre anche in Italia: senza anticiparci le sorprese, cosa pensi di poter dire in merito? Hai già letto la pre-pubblicazione sull’Equipe?

Non ho avuto bisogno di leggere la pre-pubblicazione sull’Equipe perché ho tradotto la storia avendo a disposizione il file con le tavole dell’album (parte delle quali ancora in matita da inchiostrare e colorare) già nel giugno di quest’anno. Il quarto album della nuova stagione presenta certamente l’episodio più drammatico di tutta la serie. Non ci sono corse d’auto, nessuna sfida sul filo dei 350 all’ora, ma un dramma personale che poi coinvolge tutta la famiglia Vaillant. La causa della sparizione di Jean-Pierre  dell’album precedente ci viene svelata. Il fratello maggiore di Michel, da tempo alla guida del marchio Vaillante, è in procinto di compiere il più grande colpo della sua carriera: tramite una complessa manovra economico-industriale sta per acquisire il marchio dell’eterna rivale Leader. Finalmente anche lui si sentirà un “campione del mondo”, un fuoriclasse come il fratello. Ma le cose non vanno come previsto e il suo sogno si trasforma in un vero e proprio incubo… 

Adesso che il fumetto ha imboccato una strada più drammatica e con personaggi invecchiati, non c’è da preoccuparsi della salute di papà Vaillant? 

No!  Almeno per ora, non ci sono indizi che facciano temere per la salute del vecchio “patriarca”. Approfitterei del tema della domanda per augurare ancora lunghi anni di salute al grande Jean Graton che, da qualche mese, ha compiuto la bella età di 92 anni!

[E anche noi della redazione di Italian Wheels ci aggreghiamo a quest’augurio nei confronti di uno dei pochi fumettisti – se non l’unico – che hanno celebrato con passione e competenza il mondo del motor-sport! ndr]

Il ritorno della Vaillante in F1 è molto caldeggiato, e tutti ci aspettiamo di rivedere Michel sul gradino più alto del podio. Ma come la McLaren-Honda insegna, non è facilissimo vincere in questa nuova F1. Ti aspetti una Vaillante in affanno, almeno nei primi albi?

Se consideriamo che, nella nuova serie, la Vaillante ha ripreso a correre vincendo con estrema modestia una manche del WTCC e una corsa dell’europeo rally, riterrei che, per rimanere coerenti, non dovrebbe ripartire tra le favorite in F1. Posso anticipare, comunque, che il suo ritorno con le monoposto dovrebbe passare prima per il campionato di Formula E per vetture a propulsione elettrica.

Torniamo al tuo fantastico sito. Hai mai pensato di rinnovarlo, o di integrarlo con una pagina Facebook? Magari con l’aiuto di Renoir, per sostenere il rilancio italiano della serie?

Premesso che ho sempre preferito rimanere indipendente, ho spesso pensato di dare una “riverniciata” totale al sito ma per farlo ci vuole tempo. Tempo che per ora non ho. Spero di averne di più quando, e se, riuscirò ad andare in pensione ;-). Riguardo a Facebook, non ne sono proprio un appassionato ma… vedremo!

Michel Vaillant e Kimi Raikkonen
Michel Vaillant in lotta con Kimi Raikkonen, all’epoca in McLaren (2005)

Infine, una domanda un po’ più extra-fumetto. A tuo parere, tra gli attuali piloti di Formula 1, quali sarebbero rispettivamente l’osso più duro e il compagno perfetto per Michel?

È facile dire che l’osso più duro per Michel, in questo momento, sarebbe Hamilton, ma non dimentichiamo che il nostro eroe dei fumetti ha già “messo in riga” fior di campioni del mondo di varie epoche, quali Brabham, G. Hill, Clark, Surtees, Hulme, Stewart, Rindt, Fittipaldi, Lauda, Hunt, Andretti, Scheckter, Jones, Piquet, Prost, Senna, Mansell, D. Hill, J. Villeneuve, Hakkinen, Schumacher, Alonso, Raikkonen, Button…

Oggi, il compagno ideale per stare in squadra con Michel credo sarebbe… Non lo so!  Esiste uno Steve Warson tra i piloti attuali? 

L’intervista è conclusa: grazie mille per la tua disponibilità, Gianfranco!

Grazie a te, Marco, e un caro saluto da parte mia a tutti gli amici di Italian Wheels!

[Ultima notazione: tutte le foto presenti nell’articolo sono tratte da Michel Vaillant – Le Pagine dei Fan Italiani curato dall’intervistato Gianfranco Castellana. A lui si deve la preziosa opera di “digitalizzazione” delle splendide vignette di Jean Graton e dei suoi eredi Bourgne e Benéteau. Se volete approfondire la conoscenza del fumetto, questo è il sito ufficiale in francese, questa la pagina Facebook ufficiale (sempre in francese) e qui trovate l’anteprima italiana di Collasso, il nuovo numero della serie che uscirà a fine ottobre!].

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