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F1, Suzuka: Hamilton vince ed eguaglia Senna. Rosberg e Vettel sul podio

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Non basta fare la Pole Position per avere la meglio sulla versione 2015 di Lewis Hamilton. La lezione oggi la impara bruscamente, in quel di Suzuka, Nico Rosberg, che pur partendo dal palo non riesce in alcun modo a contenere il dominio del compagno di team, il quale va a centrare l’ottava vittoria stagionale e che eguaglia, per numero di successi, un certo Ayrton Senna. Dietro il duo Mercedes, tornato ad avere un ritmo inarrivabile per il resto del gruppo, ci sono le due Ferrari, con Vettel ancora a podio e Raikkonen subito dietro. è Bottas, mentre è uno spaventoso Hulkenberg – partito 13° – che precede a sua volta il duo Lotus. La Top Ten è conclusa dalla coppia della Toro Rosso, con Verstappen monumentale nel recuperare 8 posizioni e cinico nell’approfittare in un errore di Sainz per avvicinarsi e prendergli la posizione. Fuori dai punti entrambe le RedBull, in una gara funestata da forature e problemi ai freni, così come le McLaren-Honda (clamoroso il team radio di Alonso: “GP2, abbiamo un motore da GP2!”) Perez e Massa. Ecco la cronaca completa.

Allo spegnimento dei semafori Rosberg parte bene, ma sbaglia nel non chiudere la porta ad Hamilton nei primi metri e permette all’inglese di affiancarlo in curva 1: il #44 non ci pensa due volte invece ad accompagnare all’esterno la W06 del compagno di Team, che è così costretto ad alzare il piede e viene sfilato da Vettel, partito molto bene, e da Bottas. Parecchi contatti nei primi metri, con ben 3 forature: Ricciardo e Massa si toccano nel momento in cui l’australiano era riuscito a mettere le ruote davanti alla Williams, con la RB11 che buca la posteriore sinistra e la FW37 che fora l’anteriore destra, mentre Perez si tocca con Sainz e finisce nella via di fuga di curva 1 con la posteriore destra bucata. Tutti e 3 i piloti comunque riescono a rientrare ai box, anche se per loro si prospetta una gara complicata.

Parte bene anche Fernando Alonso, che da 14° transita addirittura nel corso del primo giro, prima di essere però risucchiato fuori dalla zona punti dal ritorno di Sainz ed Ericsson. Imbarazzante la differenza di potenza tra le MP4-30 ed il resto del gruppo, con Button che viene letteralmente sverniciato da Nasr e Verstappen, al termine di una manovra nella quale l’inglese si è trovato, suo malgrado, a fare il Ricardo Zonta della situazione, con le monoposto dei suoi avversari che l’hanno sopravanzato sia a destra che a sinistra.

Al 9° passaggio iniziano le soste ai box, con Hulkenberg che è tra i primi ad effettuare il proprio Pit e che per questo guadagna molte posizioni in classifica, ritrovandosi addirittura 6° davanti al duo della Lotus. Pit che scorrono via senza particolari problemi per tutti i piloti, e che soprattutto non causano stravolgimenti di posizioni nel gruppetto di testa, dal quale Hamilton ormai però è già distante. Ecco perchè Rosberg si rende conto che non può più permettersi di perdere tempo in quarta piazza alle spalle di Bottas, e con decisione supera il finlandese nel corso del 18° giro all’ultima chicane per poi tentare di andare a caccia di Sebastian Vettel. Kvyat è uno dei primi piloti a rientrare per la seconda sosta, ma il secondo round di Pit ha inizio concretamente attorno al 26° giro, quando iniziano le varie strategie di undercut soprattutto nel gruppo di testa. A fare le spese di questi cambio gomme anticipati sono Bottas e Vettel, superati rispettivamente da Raikkonen e Rosberg grazie ai loro giri completati su gomme nuove.

Poco prima del secondo Pit, Sainz si complica la vita andando a danneggiare il proprio musetto centrando in pieno il paletto che delimita l’ingresso della corsia box, costringendo i suoi meccanici a sostituirgli l’ala ed effettuando così un Pit Stop molto lungo che gli fa perdere diverse posizioni e che lo fa scivolare alle spalle di Perez (9°), autore finora di una grande rimonta anche se con una sosta in meno rispetto ai piloti che lo circondano. Sainz riesce a liberarsi del messicano solamente al 37° giro, quando la VJM08 #11 rientra ai box per la sua sosta lasciando allo spagnolo strada libera – che gli servirà per difendersi dal ritorno di Verstappen – e rientrando in 14esima piazza.

Davanti Hamilton continua la sua fuga solitaria, con 9” di vantaggio sul proprio compagno di squadra, mentre Rosberg vede pian piano diminuire il proprio vantaggio su Vettel a causa della presenza di diversi doppiati davanti a lui. Distacco però che torna ad essere attorno ai 2” quando è il tedesco ad essere alle prese con i doppiati. Nelle retrovie intanto va in scena una bella lotta tra Ericsson, Perez, Kvyat e Ricciardo che, pur non giocandosi la zona punti, sono molto vicini l’uno all’altro. A giocarsi punti iridati sono invece le due Toro Rosso, con Verstappen che riagguanta Sainz e se ne sbarazza alla staccata dell’ultima chicane.

La gara scorre vie senza altri avvenimenti importanti, fatta esclusione per il ritiro occorso a Felipe Nasr nel corso del 51° giro, e la bandiera a scacchi che sventola alla fine del 53° passaggio sancisce la vittoria di Lewis Hamilton, che termina il GP davanti a Rosberg e Vettel.

Ecco la classifica del GP di Suzuka dopo i 53 giri:

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