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F1: Vettel vince a Singapore! Ricciardo e Raikkonen sul podio, si ritira Hamilton

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Brillano le luci artificiali che illuminano a giorno il circuito cittadino incastonato tra il lusso di Marina Bay, ma non abbastanza per offuscare il lampo rosso che squarcia la notte di Singapore, quel lampo rosso chiamato Sebastian Vettel che conquista in maniera imperiosa la sua terza vittoria stagionale. Un successo arrivato al termine di una gara sofferta, combattuta sul filo dei secondi con un Daniel Ricciardo in forma smagliante, che precede sul podio l’altra Ferrari di Kimi Raikkonen. 4° è Rosberg, alla guida di una Mercedes apparsa sottotono durante tutto il weekend e che ha addirittura visto il ritiro del suo pilota di punta Lewis Hamilton, appiedato dalla sua W06 Hybrid dopo aver accusato una perdita di potenza. 5° è un buon Bottas, che precede Kvyat: il giovane russo si è un po’ perso strada facendo – complici delle difficoltà in entrambi i suoi Pit Stop – e non ha mai messo in mostra lo stesso passo gara del compagno di Team. 7° è Perez, con l’unica Force India superstite, che riesce a tenersi dietro Verstappen (che negli ultimi giri disobbedisce in maniera clamorosa ad un’ordine di Scuderia che lo invitava a cedere la sua posizione a favore del compagno di Team) e Sainz, entrambi autori di una rimonta straordinaria dal fondo dello schieramento. Chiudono la Top Ten le due Sauber di Nasr ed Ericsson, mentre deludono le Lotus e, soprattutto, le McLaren, entrambe ancora una volta ritirate.

Ancor prima che si spengano i semafori il GP vive già un momento di fibrillazione, con Toto Wolff che, a seguito di un problema occorso alla W06 Hybrid di Rosberg, ammette che entrambe le PU106B installate sulle Frecce d’Argento potrebbero accusare, a causa di noie elettriche, cali di potenza e forse addirittura della difficoltà nella procedura di partenza.

Si spengono i semafori e Vettel scatta bene, mantenendo la posizione su Ricciardo mentre Raikkonen fatica un po’ di più nel resistere agli attacchi arrembanti di Kvyat. Posizioni che nei primi metri rimangono quasi totalmente invariate, fatta eccezione per tutti i piloti che si erano qualificati alle spalle di Verstappen: il giovane Max infatti, 8° in griglia, rimane piantato sulla piazzola a causa del cambio che resta bloccato in prima marcia e viene sfilato da tutti. Riesce a ripartire solamente dopo che gli altri hanno già completato la prima tornata, con Vettel che riesce a guadagnare ben 3 secondi solamente nel primo passaggio. Con il gruppone che si inizia a snodare giro dopo giro, passano soltanto 10 tornate e le SuperSoft iniziano a costringere i piloti a rientrare ai box. A dare il via al valzer dei Pit è Grosjean, ma la maggior parte dello schieramento approfitta della Virtual Safety Car chiamata in causa nel corso del 14° giro, dopo un contatto tra Hulkenberg e Massa in curva 1 che è costato il ritiro alla VJM08 del tedesco che sconterà 3 posizioni di penalità in griglia a Suzuka, per effettuare la propria sosta. Il brasiliano della Williams ne fa addirittura due, una prima ed una dopo la collisione con la Force India, cambiando mescola (da SuperSoft a Soft) e strategia approfittando della SC vera e propria, entrata in pista nel corso del 16° giro per permettere ai commissari di ripulire al meglio la pista dai detriti in carbonio. A subire le maggiori conseguenze di questo ingresso della Pace Car sono Vettel, che vede così azzerato il vantaggio finora costruito, e Kvyat, uno dei pochi piloti ad essersi fermato prima della SC e che ha quindi perso la propria posizione nei confronti sia di Hamilton che di Rosberg. Neutralizzazione della gara che fa invece comodo a Verstappen, che riesce così a sdoppiarsi, e a Button, che aveva avuto una sosta lunga ben 39”.

Al 18° passaggio rientra la Safety Car, e mentre Vettel tenta di scappare via rischia di concretizzarsi un altro weekend sfortunatissimo per la Toro Rosso, con la STR10 di Sainz che rimane piantata a folle proprio al momento della ripartenza, riprendendo ad ingranare le marce soltanto dopo che il pilota spagnolo è stato superato da tutto il gruppo. Scomparsa la SC, Vettel non riesce a scappare come in precedenza: Ricciardo rimane in zona DRS, con Raikkonen che a sua volta lo è nei suoi confronti e con Hamilton che, unico del gruppetto di testa a montare le gomme Soft, non è molto distante dal trio di testa. Ma non sembra essere oggi la giornata giusta, per Lewis Hamilton, per andare ad eguagliare il numero di vittorie di Ayrton Senna: nel corso del 25° giro un team radio dell’inglese gela il box Mercedes con la frase “I have no power”. Mentre il leader del Mondiale esce dalla zona punti, Vettel inizia a martellare su tempi di gran lunga più veloci rispetto ai giri precedenti: Ricciardo rimane sorpreso, perde 2” in un solo giro, ma poi accelera anche lui e sfida il tedesco della Ferrari in una battaglia combattuta a suon di decimi di secondo. Nel frattempo Massa, nel corso del 31° passaggio, è costretto al ritiro dopo aver accusato un problema al cambio. Pochi giri dopo, nel corso della 34esima tornata, è il turno di Hamilton a parcheggiare la propria monoposto nei box, mentre nel corso del 35° giro arriva il ritiro – l’ennesimo in questa stagione – anche per Fernando Alonso, autore fino a quel momento di un’ottima gara.

Al 38° passaggio, nuovo colpo di scena: un’invasione di pista da parte di un pedone causa l’ingresso della Safety Car, con il gruppo che si ricompatta nuovamente e tutti i piloti che ne approfittano per fare la seconda sosta. La Mercedes AMG GT rientra in pista al 41° giro, e si torna a correre: Vettel tenta nuovamente di scappare via, ma Ricciardo oggi non molla e si ripropone ancora una volta la lotta al vertice a suon di giri veloci tra i due ex compagni di squadra, con Raikkonen e Rosberg che inseguono leggermente più staccati. Ma alla ripartenza lo spettacolo è ai margini della zona punti: i due piloti della Toro Rosso, andando oltre qualsiasi problema accusato, danno vita ad una rimonta pazzesca superando nell’arco di pochi giri Ericsson, Maldonado e Grosjean e arrivano ad occupare l’ottava (Verstappen) e nona (Sainz) posizione, dopo essersi ritrovati ultimi. Nella concitazione della ripartenza, Button tocca Maldonado ed è costretto a rientrare ai box, ma la sua gara finisce pochi giri dopo: al 53° giro la MP4-30 dell’inglese viene parcheggiata nel garage per evitare di danneggiare il cambio. A pochi giri dal termine, Ricciardo gira ancora sugli stessi tempi di Vettel ed è distante soli 3”, mentre Verstappen e Sainz sono arrivati addirittura a ridosso di Sergio Perez nel tentativo di lottare per la settima piazza. Ma non c’è più tempo e forza per nuovi duelli: c’è solo il tempo per assistere, proprio nel corso dell’ultimo giro, al ritiro di Grosjean ed al meritato e perentorio terzo trionfo stagionale di Sebastian Vettel.

Ecco l’ordine d’arrivo al termine dei 61 giri di gara:

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