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Marina Bay si accende per la F1: dati ed info del Singapore Street Circuit

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Le luci scintillanti delle notti glamour di Singapore sono pronte per essere offuscate da ben altri riflettori, quelli bianchi e potenti che illumineranno il Singapore Street Circuit di Marina Bay in questo weekend di gara per la F1. Lanciamoci quindi tra i muretti del circuito asiatico incastonato nella città per scoprirne meglio i segreti.

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Inaugurato nel 2008, il circuito di Marina Bay rappresentò una novità per la F1 che mai fino ad allora aveva corso in notturna, in un orario studiato appositamente per favorire la visione del GP al grande pubblico europeo. Disegnato da Hermann Tilke, assieme ad Interlagos, Abu Dhabi ed Austin è un circuito dove si gira in senso antiorario.

Con una lunghezza di 5,065 km, i piloti percorreranno 61 giri per totalizzare un kilometraggio complessivo pari a 308,828 km. Com’è lecito attendersi da qualsiasi circuito cittadino, molte sono le curve: il Singapore Street Circuit ne conta ben 23, delle quali 14 a sinistra e 9 a destra. Data la tortuosità del tracciato l’acceleratore è pigiato al massimo solamente per il 43% del giro, con un consumo medio di carburante che si attesta su 1,65 kg/giro. Se i propulsori a Singapore non sono molto sollecitati, lo stesso non può dirsi del cambio, se si pensa che nel 2014 sono state registrate ben 87 cambiate di media durante ogni giro. Neppure i freni sono trattati gentilmente tra le curve di Marina Bay: la Brembo classifica il circuito come “Hard” nonostante una decelerazione media relativamente bassa, pari solamente a 3,3 G. L’impianto frenante viene stressato infatti soprattutto a causa del tempo passato con il pedale del freno pigiato (cosa che avviene per il 24% del giro) e a causa delle temperature dell’aria altissime, che unite ai corti rettilinei non permettono a pinze e dischi di raffreddarsi a dovere. Sono 3 le staccate importanti del Singapore Street Circuit: quella di curva 1 (4,9 G di decelerazione), quella di curva 7 (5,1 G, l’unica del circuito a superare i 5 G) e quella di curva 14 (4,3 G).

Due sono le zone DRS, una sita sul rettilineo che da curva 5 porta a curva 7 e l’altra posta sul rettilineo di partenza ed arrivo. Conseguentemente, saranno due anche i Detection Point: il primo piazzato poco prima dell’ingresso in curva 5 ed il secondo posizionato invece in uscita di curva 21. Anche grazie all’ala mobile, le velocità di punta raggiunte dovrebbero aggirarsi attorno ai 320 km/h e nel 2014 la doppia zona DRS ha peraltro permesso di portare a termine 39 sorpassi. Altissima, come da copione, la probabilità di veder scendere in pista la Safety Car, che si avvicina addirittura al 100%.

La posizione media del vincitore in griglia è 3.29, mentre il pilota che è riuscito a vincere partendo più indietro nello schieramento si è classificato 15°. In 5 edizioni su 7, tuttavia, ad imporsi è stato il pilota che aveva conquistato la Pole Position.

Questa pista, quando si parla di record, ha un solo protagonista: Sebastian Vettel. A lui infatti appartengono tutti i primati qui a Marina Bay, fatti registrare nel 2013 alla guida della Red Bull RB9: in prova Seb ha girato in 1’42”841, in gara in 1’48”574 ed ha completato tutti i giri previsti in 1 H 59’13”132.

L’edizione 2014 ha visto trionfare Lewis Hamilton, che approfittò dei problemi al cambio occorsi alla W05 Hybrid di Rosberg che costrinsero il tedesco al ritiro. Dietro di lui, a conferma di quanto la PU sia relativamente importante in questo toboga, si piazzarono le due RB10 di Vettel e Ricciardo.

La Pirelli per questo appuntamento ha portato FullWet, Intermedie e, soprattutto, Soft e SuperSoft, che non si vedevano in coppia dal GP d’Ungheria. E che forse dovranno essere alternate nell’utilizzo alle gomme da bagnato, visto che le previsioni meteo danno possibilità di pioggia lieve sia al venerdì che alla domenica, anche se con temperature nell’ordine dei 30°.

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