#JoinTheTeam: nel cuore dell'azioneF1 Reportage 

#JoinTheTeam: nel cuore dell’azione

La sveglia suona molto presto nel mio secondo giorno di lavoro per il Sahara Force India F1 Team. L’arrivo al circuito è previsto alle 07.00, con le prime esercitazioni per i Pit Stop che inizano addirittura alle 07.20. L’ennesima prova, semmai ce ne fosse bisogno, che la F1 non riposa praticamente mai durante un weekend di gara. Con la prima Sessione di Prove Libere prevista per le ore 10.00, infatti, non si ha molto tempo per approntare l’automobile sotto tutti i punti di vista, e neppure io, che sono aggregato all’Ufficio Stampa del Team, ho molto tempo per rilassarmi.

Una colazione tanto inglese quanto rapida accompagna la revisione degli articoli scritti ieri, operazione conclusa giusto in tempo per scendere giù nel box pochi minuti prima che il semaforo verde decreti l’inizio di FP1. Una Sessione vissuta dall’interno dei box durante la quale, grazie alle cuffie fornitemi dal team, potrò ascoltare i Team Radio tra gli ingegneri ed i piloti per tutta la durata delle Sessioni. La sveglia ha suonato alle 5, è vero, ma per delle giornate così sarei disposto a non dormire mai.

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Una volta entrato nel box la scena che si staglia davanti ai miei occhi è totalmente diversa da quella che mi ha accolto ieri: le due VJM08 ora sono pronte a correre, perfette nella loro livrea lucida che ricalca i colori della bandiera indiana. Mentre mi perdo tra le sinuosità del cofano motore e della zona della Coca-Cola, un odore pungente inizia a farsi notare. E’ indescrivibile, è una mistura assurda di carburante, gomma, fibra di carbonio, un odore che ti entra dentro e che sa inconfondibilmente di gare e di velocità. E’ qualcosa che è impossibile trovare in un altro ambiente. Con la mente che cerca di registrare qualsiasi cosa mi accada intorno arriva il tanto atteso primo semaforo verde del weekend. Ed è qui che si fa sentire, in maniera netta, la vera differenza tra i giovedì ed i venerdì di gara: il rumore.

E’ vero, le PU ibride attuali non gridano come i loro predecessori aspirati, soprattutto se paragonati agli alti regimi di rotazione. Ma non mi interessa: quando le due Force India vengono messe in moto, si avvertono anche da una certa distanza i gas di scarico che scappano via rabbiosi. Ed è stupendo. Assistere all’accensione di un motore che cela una potenza così spaventosa è una sensazione che non esiterei a definire mistica. E chi se ne frega di chi dice il contrario. Pochi colpi di acceleratore da parte di entrambi i piloti, con la turbina che sin da subito fa sentire il suo tipico sibilo, e le VJM08 sgommano fuori dai box.

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Potendo scegliere da dove assistere alla Sessione, mi sono barcamenato tra la postazione interna ai box, dove ho seguito FP1 ed FP2 su due monitor (uno con i tempi e l’altro con le immagini della regia internazionale), e quella esterna, ovvero appena fuori dal garage per poter fotografare le vetture che transitavano nella Pit Lane. Uno spettacolo, quest’ultimo, semplicemente magnifico. Le visiere a specchio di alcuni piloti riflettono i luminosissimi led dei volanti, mentre quelle opache lasciano a volte intravedere gli occhi dei piloti, occhi che trasudano concentrazione e determinazione. Quasi non mi rendo che la prima ora e mezza di prove, durante la quale i meccanici hanno dato mostra di grande efficienza smontando e rimontando più volte la vettura di Nico, è letteralmente volata via che mi ritrovo nel Motorhome per estrapolare le frasi più indicative sull’andamento di FP1 dalle interviste di Hulk e di Perez. Il tempo di mettere tutto il materiale online ed inizia la pausa pranzo, che oggi giunge nettamente in anticipo rispetto al giovedì. E giustamente aggiungo io, perchè passano forse 20 minuti e si torna nuovamente nei box per assistere ad FP2, che prende il via alle 14.00.

Il lavoro del team, nella seconda sessione di Prove Libere, si focalizza di più sulle simulazioni di gara e di qualifica rispetto ai semplici giri “interlocutori” su gomme Medium inanellati durante le FP della mattinata. Vita facile per i meccanici questa volta, che sono impegnati davvero solamente dagli ultimi due Pit di entrambi i piloti. Scorre via dunque anche la seconda ed ultima sessione di Prove della giornata, ma ovviamente non c’è tempo per rilassarsi e godersi il momento. Si poggiano le grosse cuffie arancioni al volo nella rastrelliera e si inseguono Hulkenberg e Perez per carpire da loro ulteriori dichiarazioni su come sia variato il comportamento della vettura dalla mattina al pomeriggio. Una volte ottenute le preziose informazioni, di nuovo tutti nel Motorhome per mandarle su internet il più in fretta possibile. Si esce solamente per assistere all’ennesima Media Session per entrambi i piloti, che si tiene nell’assolato spiazzo antistante l’hospitality della scuderia. E poi, a conclusione di questa seconda giornata, si scrive il secondo report e lo si traduce.

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Una volta aperta la porta del Press Office, grazie ai piazzamenti in quarta e quinta posizione delle due VJM08 in entrambe le sessioni di Prove Libere, nel Motorhome si respira aria satura di soddisfazione per l’ottimo lavoro finora svolto da tutto il team, unita però ad una determinazione a fare ancora meglio semplicemente spaventosa. Oggi non c’è un tramonto ad accogliermi una volta varcata la soglia del’Ufficio Stampa, ma c’è qualcosa di più. C’è la consapevolezza che, in qualche modo, anche io sono parte di questo mondo fantastico che eleva a proprio credo la competizione. E questo mi rende più felice ed orgoglioso che mai.

L’articolo originale, in inglese, lo trovate qui.

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