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Il Blog: “Caro Lorenzo, basta con il Politically Correct. Vogliamo Passione”

Jorge Lorenzo MotoGP Silverstone 2015

Al termine di un week-end di gara semplicemente fantastico – per gli appassionati, ma specialmente per noi italiani – non sono mancate le tante, classiche polemiche che hanno in un certo senso accompagnato tutte le tappe di un Mondiale davvero imprevedibile ed incredibilmente emozionante.

Se accantoniamo, infatti, per un momento l’incontenibile gioia del tifo di tutto il mondo per la vittoria del “Dottore”, che a 36 anni sfata il tabù di Silverstone siglando così la 112 vittoria in carriera e ritornando Leader del Mondiale, e l’entusiasmo puramente italiano per l’incredibile prestazione di Danilo Petrucci (è vero, non abbiamo parlato del 3° posto di Andrea Dovizioso: bravo, certamente, ma prendere paga da una GP14 è semplicemente inaccettabile), dall’altra parte le dichiarazioni post-gara di Jorge Lorenzo non hanno certamente suscitato grande simpatia tra gli appassionati.

Oggi non credo che avessi il passo per vincere, quindi Valentino ha meritato il successo e credo che anche Petrucci abbia meritato di arrivare secondo. Il problema è stato che quando ha cominciato a piovere più forte e si è abbassata la temperatuta ha iniziato ad appannarsi la visiera del casco. E’ un peccato, perché credo che il terzo posto fosse possibile, ma questo problema mi ha impedito di lottare con Dovizioso come avrei potuto. Purtroppo è già la seconda volta che perdo dei punti per colpa del casco, ma al momento non posso ancora dirvi se ci saranno delle conseguenze

Queste le parole del maiorchino che, dopo aver dominato nei primi giri, perdendo progressivamente terreno man mano che la gara volgeva al suo termine, si è appellato un’altra volta in questa Stagione a problemi derivanti dal suo casco (per immensa gioia del proprio sponsor tecnico HJC).

Dichiarazioni, queste, che hanno fatto infuriare tantissimi appassionati sul web, che non hanno perso tempo ad additare il Campione spagnolo come un “piagnucolone incapace”, alla ricerca di scuse per giustificare una prestazione oggettivamente mediocre.

Personalmente, però, ritengo di poter affermare che, seguendo gara per gara il Motomondiale da parecchi anni, se c’è una cosa che proprio ad Jorge Lorenzo non si può imputare, quella è la mancanza di spirito di autocritica. Tutte le volte che qualcosa andava storto, Jorge ha sempre iniziato con il mettere in discussione, prima di chiunque altro o di qualunque altra cosa, se stesso; non è stato raro, infatti, vederlo scendere dalla moto insoddisfatto, pur dopo una vittoria, per una prestazione che secondo lui non era all’altezza del proprio potenziale. E se, dopo quella gara perfetta a Brno, vinta con forza e classe, rifilando ben quattro secondi e mezzo di vantaggio a Marc Marquez (2° sul podio), Lorenzo afferma di aver avuto un oggettivo problema a causa della visiera appannata, come si fa a non credergli?

Per chi non avesse la memoria corta, infatti, il due volte Campione del Mondo MotoGP affermò di avere avuto un problema al casco anche durante il primo Gran Premio dell’anno, quello di Losail, in cui una parte del rivestimento interno si era staccato impedendogli la visuale e, conseguentemente, anche la possibilità di continuare a lottare per il podio. Anche il quel caso il pilota della Yamaha fu lapidato con furiose sentenze da parte dei bar-sport virtuali, salvo poi essere “scagionato” da una foto che ritraeva effettivamente una parte interna del casco dondolante proprio sopra gli occhi del pilota.

Il maiorchino, reo da sempre di non essere un “pilota mediatico” come i propri colleghi Valentino Rossi e Marc Marquez, ha sempre faticato infatti a farsi capire dal pubblico che guarda e sentenzia da dietro uno schermo, che non vive la competizione, le fatiche, i sacrifici, le paure e le gioie di chi invece il motociclista lo fa per professione; finendo spesso invece per essere frainteso, giudicato immeritatamente e fischiato (vergognosamente) da un pubblico becero, più degno degli stadi di calcio che di un autodromo.

Complice anche quel suo atteggiamento estremamente professionale, che gli impedisce di abbandonare quell’imperante senso di “politically correct” che da sempre muove le sue azioni dentro e fuori i box della MotoGP, ciò che ogni tanto servirebbe a Lorenzo sarebbe un “vaffanculo” un po’ più facile o una tipica sfuriata alla James Hunt, durante la quale poter gettare gli abiti del pilota educato e a tratti “freddo”, per mostrare al pubblico – ma forse anche a se stesso – ciò che attraverso le sue parole viene sempre meno: la parte più umana di questo sport, la passione.

Quindi, caro Jorge, per una volta lasciati andare, anche se ti devi lamentare contro chi ti fornisce i caschi; perchè un “vaffanculo” non ha mai ucciso nessuno, ma al contrario ha spesso regalato sportivi, anche meno vincenti di altri, all’eterno ricordo degli appassionati.

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