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F1, rinnovo Raikkonen: è la scelta giusta per la Ferrari?

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La Scuderia Ferrari nella giornata di ieri, con una nota ufficiale apparsa sul proprio sito, ha reso noto di aver confermato Kimi Raikkonen come secondo pilota anche per il 2016. Come ogni scelta (sportivamente parlando) importante, anche questa ha diviso il mondo degli appassionati. In Ferrari hanno fatto la scelta giusta? Avevano davvero così tante opzioni? Oppure opzionare Raikkonen anche per il prossimo anno era l’unica via percorribile dal team di Maranello?

Beh, per i detrattori di Iceman non ci sono dubbi: la Ferrari ha commesso un errore, che porterà Vettel a correre sostanzialmente da solo contro il duo Mercedes anche per il prossimo anno. Chi non condivide la scelta di Arrivabene & Co., infatti, fa leva sull’enorme differenza in termini di punti che Raikkonen ha accusato sia nel 2014 quando affiancava Alonso sia fino a metà stagione 2015, al fianco di Vettel. Chi critica la scelta parla di un “pilota bollito”, di un “pilota incapace di reggere la pressione nei momenti importanti” e via discorrendo. Gli estimatori del finlandese della F1 più taciturno degli ultimi anni, ovviamente, vedono la situazione con occhi ben diversi: Raikkonen è “un pilota che sa ancora essere velocissimo”, che in alcune gare “è stato davanti ad un fenomeno come Vettel”. E naturalmente è soddisfatta della decisione presa dagli uomini in Rosso.

Una decisione che, lo ammetto, anche io condivido. E cercherò di spiegarvi perchè. Innanzitutto, valutando l’andamento di questo 2015 di Kimi Raikkonen. Iceman alla vigilia del GP di SPA ha 76 punti, 84 in meno del proprio compagno di squadra, che vanta inoltre ben due vittorie rispetto all’unico podio finora agguantato da Kimi in Bahrain (per Vettel i podi sono addirittura 5). Con i suddetti 76 punti, Raikkonen è nel Mondiale, staccato di una sola lunghezza da uno dei pretendenti al suo sedile, il connazionale Valtteri Bottas. Effettivamente 84 punti in meno rispetto al team mate, dopo 10 GP, non sono propriamente degli spiccioli. Ma Raikkonen sconta ben 3 ritiri, contro tutti gli arrivi a traguardo di Vettel: e l’unico a lui imputabile è quello in Austria, quando per cause ancora ignote la sua SF15-T è andata a muro portando con sé anche Alonso. Gli altri due (in Australia per lo pneumatico fissato male ed in Ungheria per un guasto alla MGU-K), sono arrivati in gare in cui Iceman era in odore di podio: a Melbourne era saldamente e forse avrebbe potuto avvicinare Vettel, all’Hungaroring era addirittura . Vale a dire che, se la sfortuna non si fosse accanita su Raikkonen, il finlandese ora avrebbe 30 punti in più in cascina. Non ne avrebbe dunque 76, ma 106, 54 in meno di Vettel: che però ammettiamolo, in questo 2015 sta avendo un rendimento monstre, che gli permette di essere a “sole” 42 lunghezze di distacco dal leader del Mondiale Hamilton equipaggiato con quel missile terra-terra che è la W06 Hybrid. E notate bene, io non sto nemmeno prendendo in considerazione le gare in cui Raikkonen è arrivato alla bandiera a scacchi dopo varie vicissitudini (in Malesia gli hanno forato la gomma in curva 2, ha dovuto percorrere praticamente un giro intero su 3 ruote ma è arrivato comunque 4°). E’ un rendimento che non è assolutamente da buttare, soprattutto alla luce degli evidenziati intoppi.

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Ad onor del vero e per dovere di cronaca, tuttavia, bisogna anche evidenziare gli errori che Raikkonen ha commesso finora, soprattutto in Qualifica. L’esclusione in Q1 in Austria è stata eclatante, e più in generale Iceman ha dato mostra di soffrire molto più di Vettel l’attacco al tempo sul giro secco. In gara, invece, un errore clamoroso è stato quello in Canada, quando ha mandato in fumo (nel vero senso della parola) un podio che era ampiamente alla portata della Ferrari; meno eclatante, ma comunque grave, quello in Inghilterra, quando le prime gocce di pioggia hanno mandato in tilt Raikkonen e gli hanno completamente fatto sbagliare il tempismo delle soste. Ma “Errare Humanum Est”, dicevano i latini. Ed è vero: quale pilota infatti, fino ad ora, non ha commesso neppure un errore in gara? Persino il perfetto Vettel ne ha condensati diversi nel GP del Bahrain, andando più volte lungo nei momenti cruciali. Vogliamo davvero condannare un pilota, appiedandolo, per questo? Sarebbe, a mio modo di vedere, quanto mai esagerato.

Raikkonen

Oltretutto, tenere Raikkonen alla Ferrari porta diversi vantaggi. Innanzitutto, si mantiene un clima pressochè idilliaco tra i due piloti: Vettel è stato infatti più volte additato da Raikkonen come la persona più simile ad un amico che il finlandese abbia nel Paddock. E la cosa, ovviamente, è reciproca. Avere due piloti che si stimano vicendevolmente e che riescono a mantenere dei rapporti civili anche fuori dall’abitacolo è un elemento che distende non poco gli animi e le tensioni all’interno di un team di F1, continuamente sottoposto ad enormi carichi emotivi. In più, ed è una cosa ben più importante, Kimi e Sebastian hanno uno stile di guida molto simile. Ciò permette agli ingegneri della Ferrari di portare avanti lo sviluppo della macchina praticamente in una sola direzione, alla ricerca nello specifico di un anteriore che sia il più preciso possibile in inserimento di curva senza tendenze sottosterzanti. Il poter iniziare a pianificare un progetto “di massima” per la vettura 2016 già a partire dal GP di SPA potrebbe rappresentare per la Ferrari un vantaggio non indifferente per l’anno venturo, considerato che i buoni risultati conseguiti quest’anno sono stati ottenuti con una macchina, la SF15-T, che per stessa ammissione di Sergio Marchionne era nata colpevolmente in ritardo.

Un ultimo elemento risulta poi essere a favore della riconferma di Raikkonen in Rosso. Ovvero la mancanza di reali alternative. Candidati a prendere il suo sedile sono stati, negli ultimi mesi, soprattutto Ricciardo, Hulkenberg e Bottas, in ordine crescente di insistenza delle voci. Tutti e tre ottimi piloti, non c’è alcun dubbio su questo. Ma nessuno con l’identikit giusto per affiancare Sebastian Vettel. Ricciardo? Beh, dopo il 2014 disastroso di Vettel, annichilito nel confronto diretto dal sorridente australiano, affiancare nuovamente i due nella stessa squadra sarebbe quantomeno sconsigliabile, anche solo per non rompere l’aura di tranquillità che Seb ha saputo costruirsi attorno una volta vestita la casacca rossa. Hulkenberg? Due tedeschi in squadra, prima ancora che per motivi prettamente sportivi, dev’essere stato scartato dagli uomini di Maranello per ragioni di marketing e sponsor. Che si sa, nella F1 del denaro odierna contano non poco. Bottas? Essere un pilota gestito da Toto Wolff non ha sicuramente agevolato le trattative, con il manager tedesco che ha fissato un prezzo altissimo come clausola rescissoria del contratto che lega il finlandese alla Williams; un prezzo che non rispecchia appieno ciò che Bottas ha fatto vedere finora in F1 e che la Ferrari probabilmente non era disposta a pagare, oltretutto potendo “risparmiare” qualcosa proprio grazie alla riduzione dell’ingaggio di Raikkonen nel 2016.

Raikkonen è dunque l’uomo giusto per affiancare Sebastian Vettel alla guida della Ferrari nel 2016? La risposta è . E’ vero, forse non saremo più di fronte ad un pilota che può lottare per il Mondiale, ma Raikkonen è veloce, a volte velocissimo, solido in gara, permette di sviluppare la vettura in sinergia con Vettel e, come vi ho dimostrato poco più sopra, senza sfortuna è in grado di reggere in maniera egregia il confronto con uno dei fenomeni conclamati della F1 recente. Diamogli fiducia. In fondo, l’ultimo Mondiale della Ferrari l’ha vinto lui…  

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