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F1, Hungaroring: Hamilton mostruoso, Rosberg soffre. 3° Vettel.

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Nona Pole Position su 10 gare. Non è un risultato ottenuto giocando alla Play Station, è semplicemente il tabellino di marcia, in Qualifica, del 2015 stratosferico di Lewis Hamilton. L’inglese regola le velleità di tutti i suoi avversari, Rosberg (2° e a più di mezzo secondo) in primis, con un tempo monstre in 1’22”020. Nico come già anticipato, appare in difficoltà e rischia quasi di essere sopravanzato sia da Vettel che da Ricciardo, autori di due giri cronometrati pressochè perfetti che gli consegnano rispettivamente la terza e la quarta posizione in griglia staccati di poco più di un decimo e mezzo dalla Mercedes del tedesco. è Raikkonen, mentre sul tortuoso Hungaroring le Williams mattatrici a Silverstone vengono ridimensionate, non andando oltre il crono di Bottas e l’ di Massa. è il russo Kvyat, con la Top Ten che viene completata da Verstappen e Grosjean. Ritirato durante la Q2 Fernando Alonso per un problema alla PU Honda, che ha inficiato anche l’ultimo tentativo cronometrato in Q1 di Button, 16°. Male le Sauber, Sainz e Maldonado. Ecco la cronaca completa:

Q1 che vede il duo Mercedes subito in pista, con Hamilton che stampa un giro cronometrato impressionante con la mescola Medium: la W06 #44 fa infatti segnare un tempo (1’24”213) più lento di soli 4 decimi più lento di quello fatto registrare da Vettel in FP3 con gomme Soft. I Top Team, come al solito, cercheranno di superare il taglio della Q1 montando solamente un treno di gomme medie: il tempo limite, secondo i calcoli degli uomini Mercedes, è l’1’24”9. Ma la differenza prestazionale tra mescole Medium e mescole Soft è elevatissima (più di 2”), ed il limite si abbassa a tal punto da costringere tutti i piloti (tranne Ricciardo) a rientrare in pista con gomme morbide. La classifica si stravolge, ma non nei piani “altissimi”: Hamilton è infatti il più veloce e precede di 89 millesimi Rosberg, che a sua volta mette poco più di 4 decimi tra lui e il primo degli inseguitori, che è Sebastian Vettel. Nelle retrovie, agguanta la Q2 Fernando Alonso (14°), mentre Jenson Button viene abbandonato dal KERS proprio nelle ultime fasi del giro decisivo e non riesce per un decimo scarso a scalzare dalla 15esima posizione Carlos Sainz, apparso in questa prima manche meno in forma di Verstappen. Gli esclusi di questa Q1 sono dunque: Button, Ericsson, Nasr (entrambi alle prese con una Sauber in evidente involuzione), Merhi e Stevens.

Ecco la lista dei tempi al termine della Q1:

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In Q2 tutti in pista con gomme Soft, ma il primo colpo di scena arriva a 7 minuti e mezzo dalla bandiera a scacchi della seconda manche, quando la McLaren-Honda di Alonso si ammutolisce poco prima dell’ingresso della Pit Lane. Matador si rende protagonista di un lodevole siparietto, riportando con caparbietà a spinta (con l’ausilio dei Commissari di Gara) la propria MP4-30 fin dentro la Pit Lane vera e propria, per facilitare le operazioni di recupero e con la speranza – vana – di poter riprendere la sessione. Con la bandiera verde si riprende a spingere, ed Hamilton e Rosberg ancora una volta monopolizzano le prime due posizioni, sempre davanti a Vettel. Buona prestazione di Ricciardo, che si piazza proprio tra le Rosse di Vettel e Raikkonen, mentre un po’ sottotono appaiono le Williams, con Bottas 6° e Massa 8°. Gli esclusi dalla Q2 sono dunque Hulkenberg, Sainz (con Verstappen che invece accede in Q3 artigliando il 9° posto), Perez, Maldonado – con 8 decimi di ritardo rispetto al 10° crono del compagno di squadra Grosjean – e lo sfortunato Alonso.

In Q3 il duo Mercedes decide di scendere inizialmente in pista con gomma Soft usata, che tuttavia permette ad entrambi i piloti di essere più rapidi di chiunque altro in pista. Hamilton e Rosberg fanno segnare rispettivamente un 1’22”4 ed un 1’22”7, tempi che ovviamente fanno svanire tutte le velleità di attaccare la Pole Position da parte degli altri piloti. Infiamma invece la lotta per la seconda fila, con le due Ferrari, le due Red Bull e la Williams di Bottas racchiuse in soli 3 decimi di secondo. A 2 minuti dalla bandiera a scacchi, di nuovo tutti ai box per montare l’ultimo treno di gomme Soft di questa sessione di Qualifiche del GP d’Ungheria. E l’ultimo giro emette il verdetto finale: tempo monstre di Hamilton, con Rosberg a mezzo secondo di distanza e Vettel e Ricciardo (rispettivamente 3° e 4° ed autori di due giri capolavoro) a mettere il fiato sul collo della W06 #6, staccati da lei solamente un decimo e mezzo.

Ecco la griglia di partenza del GP d’Ungheria:

Cattura

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