Speciale 8H Suzuka: Info, Orari Diretta TV e StreamingAll Japan Road Race Championship news WSBK 

Speciale 8H Suzuka: Info, Orari Diretta TV e Streaming

Speciale 8H Suzuka: Info, Orari Diretta TV e Streaming

Il conto alla rovescia alla 38° edizione della 8 Ore di Suzuka è ormai prossimo allo scadere, ma mai come quest’anno il fermento scaturito dall’attesa è stato così palpabile. Se, infatti, è inutile sottolineare quanto, in Giappone, gli appassionati aspettino con trepidazione questo evento dai connotati epicamente romantici, è vero invece che questa edizione sarà particolarmente seguita da tutto l’Occidente del motorsport.

Sarà l’effetto Stoner (che ricordiamo sarà in gara nel team Honda MuSASHi HARC-PRO), sarà la crescente attenzione verso il motorsport di stampo asiatico, fatto sta che finalmente quest’anno anche i tantissimi appassionati italiani potranno godersi al meglio l’Endurance nipponica, perché Sky (sia lodato) ha annunciato che trasmetterà in Diretta TV la stupenda 8 Ore di Suzuka. Sfortunatamente però verrà trasmessa solo la Gara, mentre non avranno copertura televisiva le prove libere, le Qualifiche e i warm-up. Ma non stiamo a lamentarci troppo, perché è già un miracolo avere la Diretta TV ed anche in italiano.

Italian Wheels dedica, quindi, questo Speciale che vuole essere la Guida Definitiva all’appuntamento endurance nipponico per antonomasia, per conoscere tutto, ma proprio tutto, quello che c’è da sapere.

IL TRACCIATO

Quello di Suzuka è uno degli autodromo più importanti ed originali del mondo. Inaugurato nel 1962 e di proprietà della Honda, il tracciato giapponese è caratterizzato da una lunghezza totale di ben 5807 m., nei corso dei quali si snodano 17 curve: 10 di queste sono a percorrenza verso destra mentre solo 7 sono quelle verso sinistra; a rendere incredibilmente affascinante il tracciato è poi l’alternanza di sezioni velocissime, come la curva 130R, ad altre di estrema difficoltà tecnica, come la sequenza Snake ed Anti-Banked.

Suzuka Circuit track info

STORIA

La prima edizione della 8 Ore fu organizzata nel 1978: vi parteciparono moto di diverse categorie, tra le quali la top-class TT Formula 1, ovvero prototipi spinti da motori derivati dalla serie, e furono presenti moto di produzione di tutte le quattro grandi case nipponiche: Kawasaki-Honda-Yamaha-Suzuki. Fu proprio una moto della factory di Hamamatsu a trionfare in quella lontana e leggendaria primissima edizione: la GS1000.

Il format dell’evento rimase quindi immutato fino al 1993, l’anno della grande rivoluzione: la popolarità delle gare Superbike aveva spostato prepotentemente il fulcro dell’attenzione degli appassionati, attirati maggiormente dal vedere la propria “stessa” moto correre nel Mondiale delle Derivate dalla Serie piuttosto che prototipi lontani da quanto potevano trovare nel garage di casa. Questo fatto fece sì che gli organizzatori optassero per l’abolizione della TT Formula 1, proprio mentre le Case diedero inizio ad una produzione di moto sportive stradali sempre più pensate all’impiego nel mondo delle corse.

Nessun altro radicale cambiamento regolamentare è stato introdotto negli anni successivi, se non nel 2009 quando dai tradizionali due piloti per equipaggio, si passò agli attuali tre.

Fu però nel pieno degli anni ’80 che la 8 Ore raggiunse il suo massimo picco di popolarità, passando però dai circa 130.000 appassionati dell’epoca d’oro ai circa 65.000 di qualche anno fa. Artefice del vero e proprio rilancio della 8 Ore fu l’ex-MotoGP e SBK ed attuale manager-pilota Yukio Kagayama, che chiamò l’indimenticato ed ancora velocissimo Kevin Schwantz, tre anni fa, ad unirsi nel suo equipaggio in sella alla Gixxer. Grazie ad un’operazione simile Kagayama è riuscito a riportare clamore ed interesse in una gara che era da troppo tempo a puro appannaggio dei soli piloti ed appassionati locali, riportando così il numero di spettatori della domenica ad oltre 85.000 (numero soggetto attualmente ad un trend in continua crescita) e soprattutto l’attenzione dei media internazionali.

Nel corso degli anni, infatti, tantissimi sono stati i piloti della massime categorie del motociclismo mondiale a prendere parte alla competizione: da Wayne Rainey a Scott Russell, da Aaron Slight a Colin Edwards, Valentino Rossi, Daijiro Kato e ancora tantissimi altri. Tutti piloti che hanno vinto ed hanno dato prestigio alla corsa, tanto che per vedere il primo equipaggio giapponese vincitore a Suzuka si dovette aspettare la  5° Edizione, nel 1982, con i piloti Shigeo Lijima e Shinji Hagiwara.

Ma se dal 2003 in poi, però, con la progressiva perdita d’interesse da parte degli appassionati si assistette anche ad un dissanguamento dei top-rider mondiali (cosa che ha permesso di realizzare una striscia continua di soli piloti nipponici trionfanti dal 2003 al 2011), negli ultimi anni le Case hanno operato una significativa inversione di tendenza, che mira a portare in gara i propri piloti ufficiali MotoGP e/o SBK facendogli fare squadra con i propri piloti di punta della JSB1000 (il Campionato Superbike giapponese).

Quest’anno, infatti, tra i piloti di livello mondiale saranno presenti: Casey Stoner, Pol Espargarò, Bradley Smith, Michael VD Mark, Alex Lowes, Noriyuki Haga, Ryuichi Kiyonari, Toni Elias, Dominique Aegerter, Ratthapong Wilairot, Anthony Delhalle, Etienne Masson, Vincent Phillipe, Gregory Leblanc, Fabien Foret, Matthieu Lagrive, Azlan Saha Kamarukama e HA Yudhistira.

L’ALBO D’ORO DELLE CASE

Se c’è un Costruttore che più di tutti ha impresso il proprio segno nella storia della 8 Ore, quello è sicuramente la Honda: la Casa Alata di Tokyo, infatti, che trova la prima vittoria con la CB900 già al termine della 2° edizione nel 1979, è stata autrice di ben 27 vittorie totali, di cui 10 realizzate consecutivamente tra il 1997 ed il 2006, per essere poi interrotta nel 2007 dalla Suzuki.
(Non deve stupire, però, che la Honda abbia collezionato tutti questi successi, essendo Suzuka una pista di proprietà della Casa stessa, dove vincitori come Tohru Ukawa e Shinich Itoh hanno macinato infiniti Km nei panni dei collaudatori della Casa Alata).

Proprio la Suzuki, infatti, calca il secondo gradino del podio con un totale di 5 vittorie; un numero certamente esiguo ma che vanta tuttavia l’onore del successo alla primissima edizione del 1978.

Alla Suzuki fa seguito, quindi, la Yamaha: la Casa dei tre diapason è a quota 4 vittorie, delle quali però 2 ottenute consecutivamente.

Male invece la Kawasaki, la cui unica vittoria risale al 1993, quando il duo Scott Russell-Aaron Slight portò alla conquista di Suzuka la mitica ZXR-7; moto con la quale nello stesso anno Russell vinse il primissimo Titolo mondiale SBK della Kawasaki (vent’anni prima del secondo successo con Tom Sykes e la ZX-10R).

Pur essendo presenti in gara anche moto europee come Ducati e BMW, fino ad oggi nessuna motocicletta “gaijin” (“straniero”, in giapponese) è riuscita a conquistare il primo gradino del podio di Suzuka.

suzuka 8 hours podium

LA POLE-POSITION: QUESTIONE DI ONORE E GLORIA

Essendo quella di Suzuka una partenza nel classico “Stile Le Mans”, fare la Pole Position non è minimamente un fattore essenziale per vincere la gara. Certamente, cercare di posizionarsi il più in là possibile verso la prima posizione rappresenta un piccolo vantaggio, ma la ricerca della Pole Position ha per i piloti giapponesi tutto un altro significato: accedere alla “Top 10 Trial” (le Qualifiche per i primi migliori 10 team) e conquistare la Pole ha per molti piloti la stessa importanza di vincere la corsa, perchè il nome del Pole-man rimarrà per sempre inciso nella storia della 8 Ore.

Nota: solo 2 piloti sui 3 dell’equipaggio possono prendere parte alla Top 10 Trial ed ambire alla Pole Position. Il migliore dei due crono verrà preso come riferimento per il team.

STRATEGIA PIT-STOP: LA CHIAVE PER LA VITTORIA

Durante un pit-stop, solitamente, vengono cambiate le gomme, viene fatto il rifornimento ed eseguito il cambio pilota: è chiaro quindi che il fattore tempo diventi determinante. Attualmente i team ufficiali e semi-ufficiali riescono ad eseguire l’intera operazione in appena 15/17 secondi, ma è proprio in questa fase che si può vincere o perdere tutto. Un pit-stop che ecceda di qualche secondo di troppo il tempo standard può far perdere all’equipaggio posizioni importanti ai danni degli avversari ed anche la gara, ma anche un pit-stop troppo veloce può risultare fatale perché nella foga diventa facile commettere un errore. Ed a Suzuka, grandi o piccoli, gli errori si pagano a caro prezzo.

Generalmente, la maggior parte delle squadre (che sono team privati) adottano una strategia ad 8 soste, il che significa che ogni pilota sarà impegnato in stint compresi tra i 23 ed i 25 giri ciascuno. Chi vince a Suzuka, però, sono coloro che riescono a realizzare una strategia a 7 soste, il che significa stint da 27-28 giri per pilota.

Ma perché solo gli ufficiali riescono ad adottare questo tipo di strategia? La chiave di lettura sta nella preparazione del motore: i propulsori dei top-team hanno alte potenzialità, il che permette alle squadre di settarli in modo che possano erogare anche meno potenza così da conservare più carburante e portare a termine, quindi, stint più lunghi. I team privati a basso budget, invece, sono costretti a spremere sempre al massimo i propri motori per cercare di competere con i top-team, ma questo fa sì che i consumi risultino decisamente più alti, costringendoli ad adottare la strategia ad 8 soste.

Pit Stop 8 Ore di Suzuka team Honda F.C.C.

L’INGRESSO IN PIT-LANE FA UN’ENORME DIFFERENZA

L’ingresso per la Pit-Lane, situato in fondo al velocissimo tratto in uscita dalla curva 130R ed appena prima della variante CASIO Triangle, rappresenta uno dei punti chiave – anche se poco visibile agli occhi dei meno esperti -della corsa: se è vero infatti che la velocità di percorrenza dopo la Pit-lane line non può superare i 60 Km/h, non c’è nessuna regola che specifichi a quale velocità può arrivare una moto subito prima di tale linea di demarcazione.

Ne consegue, quindi, che, se i piloti meno esperti inizino a rallentare la propria velocità dopo la 130R, i veterani ed i più esperti frenano appena prima dell’ingresso della Pit-Lane, arrivando a guadagnare anche 10 secondi di vantaggio su un avversario. Anche l’ InLap diventa, quindi, di fondamentale importanza: molti piloti, quando rientrano in pista dopo un pit-stop, possono essere più lenti di ben 20 secondi rispetto ai giri successivi: questo perché spesso le gomme presentano ancora temperature troppo basse o perché il pilota vuole accertarsi con scrupolo che la moto non abbia alcun tipo di problema.

Ma se si vanno a sommare i 10 secondi persi nell’Outlap ed i 20 dell’Inlap, anche riuscendo a girare un secondo al giro più veloce dell’avversario di riferimento, occorreranno 30 giri per recuperare il gap perduto (ovviamente, escludendo errori della concorrenza), e cioè non basterà l’intero nuovo stint.

Ecco perché alla 8 Ore di Suzuka essere solamente veloci non basta: la competizione più pura verte davvero tanto su piccoli – ma fondamentali – aspetti come questi.

I GIRI FINALI IN NOTTURNA: CHI LI CORRE?

La 8 Ore di Suzuka termina tradizionalmente verso le 19:30, ma il tramonto cala alle 18:30 e ciò significa che l’ultima ora viene corsa in notturna. Essendo la notturna, infatti, la fase più caratteristica ed emozionante dell’intera gara, è facile pensare che sarà lo star-rider, il “nome” più importante del team, a correre quest’ultimo stint. Ma è davvero così? In realtà no.

Quando cala il sole, infatti, correre ad oltre 300 Km/h diventa assai più difficile di quanto già non lo sia nella fase diurna; con il buio poi la visione si offusca e lo scenario agli occhi del pilota cambia drasticamente. Può essere davvero spaventoso per coloro i quali non hanno mai sperimentato la guida sportiva al buio, il che renderebbe il proprio ritmo significativamente più lento giro dopo giro.

Speciale 8H Suzuka: Info, Orari Diretta TV e Streaming (2)

Ecco perché a scendere in pista durante gli ultimi 50 minuti è sempre il pilota che ha maggiore esperienza con la guida al buio. Certamente, spesso questo pilota coincide con la star del team, ma è un discorso largamente più veritiero se rapportato agli equipaggi di soli giapponesi, poiché è difficile che anche top-rider provenienti dalla MotoGP possano essere in grado di affrontare questo stint al pari di piloti nipponici non nuovi alla notturna.

PROGRAMMA, ORARI DIRETTA TV E STREAMING
(*gli orari che seguiranno saranno quelli italiani)

Sabato 25 luglio

Ore 16.00-20.00: Suzuka 4hours Endurance Road Race Finals
Ore 21.15-22.00: 8H Free Practice (saranno i team delle finali)
Ore 22.30-23.45: Top 10 Trial

Domenica 26 luglio

Ore 15.30-16.15: 8H Warm-Up Laps
Ore 04.30-12.30: Gara

La Diretta TV sarà disponibile a partire dalle ore 04.15, con il collegamento da Suzuka, e sarà trasmessa su Eurosport 2  (Canale 211 di Sky).

Per quanto riguarda il Live Streaming, potrete guardare QUI la 4H, le prove libere, le qualifiche e la Gara con il commento in giapponese. Il sito USTREAM fornisce infatti un servizio fruibile sia da pc, sia da tablet che da smartphone. E’ poi possibile, inoltre, “puntare” tutte le sessioni con la funzione “Ricordami”, con la quale riceverete una mail dal sito che vi segnalerà la messa online della trasmissione. Vi ricordo inoltre che USTREAM fornisce anche l’app ufficiale da scaricare gratuitamente (sia per Apple che per sistemi Android) con la quale potrete guardare sul cellulare tutti gli appuntamenti della 8 Ore di Suzuka ma anche i diversi round del campionato JSB1000.

Per chi, invece, non avesse la possibilità di vedere la gara in diretta tv o streaming, vi segnalo l’account sia facebook che twitter “Speed of Japan – Suzuka 8 Hours Special” (sia in lingua giapponese che in inglese) che fornirà aggiornamenti costanti sui due social-network.

Ci teniamo, infine, a sottolinearvi che Italian Wheels assicurerà la propria copertura completa dell’intera gara, (come già fatto per la 24H di Le Mans) aggiornandovi minuto per minuto con la telecronaca della gara. Il Link sul quale poter seguire la nostra copertura verrà rilasciato sabato pomeriggio, appena dopo il Top 10 Trial.

 

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