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F1, le Pagelle del GP di Silverstone: Hamilton super, bene Vettel e Massa

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Tempo di voti per i protagonisti della F1 all’indomani del GP di Silverstone, che ha visto trionfare il pilota di casa Lewis Hamilton al termine di una gara incerta, spettacolare e combattuta. Chi sarà stato il migliore e chi avrà deluso maggiormente?

LEWIS HAMILTON – 10. La sua è una gara troppo perfetta perchè il voto possa essere condizionato da una prima fase di gara passata alle spalle delle due Williams. Sa che Rosberg è il suo unico, vero avversario, e riesce a tenerlo dietro senza problemi anche dopo il “lungo” che gli costa la posizione su Bottas. Poi il suo muretto è micidiale nel chiamarlo ai box per primo per tentare l’undercut, grazie al quale prende solidamente la testa della corsa, mantenuta con una freddezza esemplare anche nelle concitate fasi di pista umida, quando stavolta è lo stesso Hamilton a decidere con lungimiranza quando rientrare ai box per passare alle Intermedie. Riallunga nel Mondiale, e lo fa con una dimostrazione di forza e lucidità perentoria.

NICO ROSBERG – 7,5. Illude nelle FP quando sembra poter stare davanti ad Hamilton per rovinargli la festa, ma poi non ne ha nè in qualifica nè in gara. La sua lotta per la vittoria di fatto finisce quando perde tanto, troppo tempo dietro le Williams di Massa e Bottas una volta tornato in pista dopo il primo Pit. Se ne sbarazza con autorità con pista umida, ma ormai è troppo tardi: l’unica carta rimastagli se la gioca quando tenta l’azzardo rimanendo un giro in più fuori con le Slick. Non pagando nemmeno quella, si accoda all’inglese e limita i danni in una gara che in alcuni momenti sembrava poter far scappare via Hamilton in Classifica Mondiale.

SEBASTIAN VETTEL – 8. La partenza ed i primi giri sono da incubo. Risale la china con caparbietà e con l’aiuto dell’undercut, poi arriva la pioggia. E fa vedere perchè nel 2008 a Monza vinse con la Toro Rosso sotto il diluvio: divora secondi di distacco ed avversari con le Slick, fino a quando non decide che è il momento giusto per mettere le Intermedie. Con la sua scelta, effettuata con un giro di anticipo rispetto alle Williams, agguanta un podio meritato quanto insperato.

FELIPE MASSA – 8,5. Una partenza micidiale, completata da un passo gara che nei primi giri mette dietro tutti. La gara la perde per colpa del muretto box, che prima permette ad Hamilton di godere dei vantaggi dell’undercut non “coprendo” (o anticipando) la sua strategia, e che poi lo richiama ai box per montare le Intermedie con un giro di ritardo rispetto a Vettel, che lo beffa. Peccato, perchè è stato sicuramente il suo miglior weekend stagionale.

VALTTERI BOTTAS – 6. Partenza bella anche la sua, poi rimane plafonato dietro Massa per obbedire agli ordini di scuderia. Tiene duro su Rosberg al rientro dopo il primo Pit, poi iniziano a cadere le prime gocce di pioggia e va in bambola: chiede ripetutamente al team di poter rientrare per mettere le Intermedie quando è palesemente troppo presto, e nel frattempo perde una vita da Massa, si fa superare da Rosberg e recuperare da Vettel. Meno male che poi arriva la bandiera a scacchi, perchè altrimenti sarebbe arrivato anche Kvyat.

DANIIL KVYAT – 7,5. Chi era il pilota scialbo e abulico che è sceso in pista al suo posto nella prima parte del 2015? E’ tornato il Kvyat della Toro Rosso, quello che aveva positivamente impressionato tutti al suo anno d’esordio. Davanti a Ricciardo per tutto il weekend, in gara ha lo stesso passo della Ferrari in alcuni momenti e sul bagnato si esalta, girando sugli stessi tempi di Hamilton e Vettel. La Red Bull ha approfittato della vicinanza con Milton Keynes per portare nuovi aggiornamenti, ma gran parte del merito per questo risultato è il suo.

NICO HULKENBERG – 7. Partenza bellissima anche la sua, che gli permette di fagocitare ben 3 piloti nei primi 50 metri di gara. Poi la sua Force India subisce il ritorno delle più prestazionali vetture che gli stanno intorno, ma Hulk non demerita affatto: tiene il proprio ritmo fin quando non iniziano a cadere le gocce di pioggia, e a quel punto il tedesco inizia ad andare ancora meglio girando sui tempi dei primi. Ovviamente bastonando Perez nel confronto diretto. Non si riesce veramente a capire cosa debba fare di più di questo per essere chiamato in un Top Team.

KIMI RAIKKONEN – 6,5. Perchè non si capisce fino in fondo di chi sia la responsabilità di quel Pit così anticipato per mettere le Intermedie. Peccato, perchè Iceman in Inghilterra è stato a lungo più veloce ed efficace di Vettel. Salvo che negli ultimi giri, purtroppo per lui quelli decisivi. Termina doppiato.

SERGIO PEREZ – 6. Finisce la gara 9°, a punti ma doppiato, dopo una prima fase di gara positiva nella quale è persino riuscito a mettere le proprie ruote davanti a Vettel. Prende ancora una volta schiaffoni da Hulkenberg, non sembra reggere l’entusiasmo che Nico ha portato in dote dalla vittoria a Le Mans.

FERNANDO ALONSO – 7. Non perchè sia riuscito a prendere finalmente 1 punto iridato, dato che se non ci fossero stati così tanti ritiri non sarebbe mai arrivato 10°. Il voto è figlio della caparbietà con cui si rimette in corsa dopo aver rotto il musetto, nonchè dell’abilità di guida in condizioni di aderenza precaria che gli permette, con un mezzo non esattamente competitivo, di difendersi da Ericsson. Un punto che comunque può fare morale.

MARCUS ERICSSON – 6. La sua gara onesta la fa, e potrebbe anche finire a punti se non fosse che il muretto Sauber opti per una strategia con una sosta in più rispetto a quella della McLaren, che era il loro avversario diretto per la decima posizione. Fuori dai punti e davanti solamente alle due Manor GP, pur arrivando 11°.

ROBERTO MERHI – 7,5. Dovevano appiedarlo 3 GP fa, ma francamente la F1 dimostra di meritarla. Tagliando il traguardo 12° consegue il proprio miglior risultato in carriera, figlio però della vera e propria ecatombe che si verifica davanti a lui. Ma guida una Manor, cosa può fare lui in condizioni normali? Doppiato persino da Ericsson, si toglie anche il gusto di finire davanti al team mate e non combina disastri in situazioni di aderenza precaria.

WILL STEVENS – 5,5. Si gira da solo e distrugge la sua ala anteriore, costringendo il box a fargli fare una sosta in più. In questo modo perde l’unico duello della sua gara, che è quello con il compagno di squadra, dal quale arriva distante più di un minuto.

CARLOS SAINZ – 6,5. Stava correndo bene, soprattutto grazie al buon ritmo messo in mostra dopo il primo Pit. Poi gli si spegne la macchina in piena percorrenza di curva ed è costretto impotente a parcheggiarla nella via di fuga. Peccato.

DANIEL RICCIARDO – 5. Iniziano a diventare abbastanza le gare in cui Kvyat gli è costantemente davanti. Continuano anche i suoi malumori malcelati nei confronti della Red Bull, che potrebbe anche non gradire questa “mancanza” di spirito di squadra. Si ritira, e forse per lui è meglio così: il distacco da Kvyat sarebbe stato molto importante quest’oggi.

MAX VERSTAPPEN – 4,5. Tanti, troppi errori per il 17enne rookie in questo weekend di gara. Si lamenta tantissimo con il suo box per una cronica assenza di aderenza al retrotreno che a suo dire non gli permette di superare la Q2, poi in gara fa tutto da solo andandosi a girare e finendo insabbiato in una via di fuga. Sarà per la prossima volta.

PASTOR MALDONADO – 5. Nella carambola che coinvolge Grosjean e le due McLaren non ci si è capito molto. Resta il fatto che lui sembra essere colpito proprio dal compagno di squadra, che lo mette fuori gioco dopo nemmeno tre curve. In Inghilterra c’era comunque stata un’involuzione prestazionale della Lotus rispetto alle ultime uscite: occorrerà capire il perchè ed occorrerà farlo in fretta.

ROMAIN GROSJEAN – 4,5. La responsabilità maggiore nell’incidente del primo giro sembra essere la sua. Anche lui è apparso in difficoltà al volante di una Lotus che nel circuito di casa è sembrata in seria difficoltà nonostante il motore Mercedes, che permetteva a quelli là davanti di fare il bello e il cattivo tempo.

JENSON BUTTON – 5,5. Incolpevole nel crash dopo il via, quando viene tamponato da Alonso, non aveva mai dato l’impressione di poter reggere il ritmo del compagno di squadra a Silverstone. Si ritira al primo giro di una gara dove, tra bagnato e ritiri, la sua esperienza avrebbe potuto fare la differenza.

FELIPE NASR – S.V. La sua C34 si ammutolisce addirittura nel corso del giro per raggiungere la griglia di partenza, appiedando il pilota brasiliano e costringendolo al ruolo di spettatore non pagante. Era comunque stato eliminato in Q1 mentre Ericsson aveva agguantato almeno la Q2.

 

 

 

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