Nissan GT-R LM Nismo 24H di Le Mans 2015news Storie di Motori WEC & Endurance 

Esperimenti, fallimenti e il coraggio di Nissan Nismo a Le Mans

Nissan GT-R LM Nismo 24H di Le Mans 2015

#eatsleepRACErepeat : recita così l’ashtag di punta con cui il team Nissan Nismo affronta tutte le competizioni in cui è impegnato, dal WEC alla Blancpain e così via, eppure quello che sembrerebbe a tutti più appropriato reciterebbe così: #tryRACEfailrepeat (provaci-corri-fallisci-ritenta).

La storia recente della Casa di Yokohama alla 24H di Le Mans è costellata, infatti, da assurdi esperimenti e clamorosi fallimenti: tutto ebbe inizio nel 2012, quando Nissan portò a Le Mans una vettura nata da un progetto del visionario costruttore statunitente ed ex-pilota F1 Don Panoz, che sognava una macchina ultra-leggera e super-aerodinamica. Venne chiamata DeltaWing, e doveva rappresentare l’estrema sperimentazione tecnologica dalla quale derivare i futuri prodotti di serie: a favore di ciò, infatti, sulla DeltaWing fu installato lo stesso propulsore “millesei” turbo ad iniezione diretta montato sulla Juke Nismo presentata proprio in occasione della corsa francese, portato però ad una potenza di 300CV ed accoppiato ad un cambio sequenziale a 5 rapporti. Realizzata interamente in fibra di carbonio, la scocca fece registrare un peso contenuto in appena 575 Kg, ripartito maggiormente sull’assale posteriore al fine di migliorare la frenata e l’agilità della vettura.

Nissan Nismo DeltaWing 2012

Quello che, però, maggiormente colpiva l’attenzione era l’inedito corpovettura di questa macchina da corsa, che attingeva a piene mani dalle forme dell’incredibile ricognitore stealth Lockheed SR-71 (comunemente conosciuto come Blackbird, fu un aereo militare statunitente in servizio dal 1966 al 1989, al quale appartiene il record di velocità pari a 3530 Km/h a quasi 26.000m di altitudine – anche se durante una delle sue tratte tenne una media di 3608 Km/h). Caratterizzata, infatti, da un muso lungo e strettissimo, la DeltaWing montava all’anteriore due ruote larghe 10 cm su cerchi da 14 pollici, distanti pochi cm l’una dall’altra, mentre dietro si allargavano le pance a forma di freccia ed era presente un’enorme pinna posteriore: il tutto conferiva alla macchina una bassissima resistenza aerodinamica, poichè la superficie frontale era ridotta ai minimi termini, tanto da registrare un Cx (coefficiente di resistenza aerodinamica, adimensionato) pari a solo 0,31.

Nissan Nismo DeltaWing - Blackbird SR-71

Sfortunatamente, la DeltaWing era talmente bassa che in fase di doppiaggi una Toyota LMP1 non la vide e la spinse contro le barriere: fine dei giochi.

Ma i giapponesi sono famosi per la loro attitudine a non mollare mai, perseverando duramente fino al raggiungimento del proprio scopo. Fu così che, quindi, nella scorsa edizione della 24H di Le Mans, il team Nissan Nismo portò in gara la ZEOD RC, che ricalcava le forme e le intenzioni tecnologiche della precedente DeltaWing, anche se con un nome decisamente più brutto. A far scalpore, questa volta, si trattava dell’anima ecologica della ZEOD RC: la nuova creatura della Casa nipponica montava infatti il Nissan DIG-T R, un innovativo e compattissimo tre cilindri da 1,5 litri, dal peso di soli 40 Kg e capace di erogare addirittura 400 CV. Con una velocità di 7.500 giri al minuto per 380 Nm di coppia, grazie ai 10 CV per chilogrammo, il nuovo motore vantava un rapporto potenza-peso a tutti gli effetti migliore rispetto agli ultimissimi motori utilizzati nel Campionato mondiale di Formula 1 2014. Ad affiancare il Nissan DIG-T R, c’erano poi due unità elettriche da 120 kW per ciascuno, alimentati da una batteria agli ioni di litio, grazie alla quale la ZEOD RC è diventata la prima vettura al mondo ad aver compiuto un intero giro del Circuit de la Sarthe di Le Mans alimentata esclusivamente da energia elettrica.

nissan-zeod-rc-electric-car-record-le-mans

Tutto bello, tutto innovativo, insomma…peccato che questa volta la Nissan fu tradita (ironicamente) dal cambio sequenziale a 5 rapporti. Al termine della 24H sventolava la bandiera a scacchi anche sul progetto ZEOD RC, ma non sull’avventura Nissan a Le Mans.

Arrivato il 2015, la Casa di Yokohama si ripresenta alla corsa più celebre del mondo facendo il proprio ritorno nella categoria massima, la LMP1, portando in pista ancora una volta un progetto del tutto inedito ed alternativo alla concorrenza: stiamo parlando della GT-R LM Nismo. Nata sulla base della sportiva stradale GT-R, il nuovo prototipo Nissan ha lasciato tutti increduli per la scelta del motore collocato in posizione anteriore rispetto al pilota, così come anteriore è stata la scelta della trazione. Dal punto di vista tecnico, questa volta Nissan ha optato per un 3.0 litri V6 TwinTurbo, a cui è associato un sistema di recupero dell’energia cinetica. Il motore, inoltre, è gestito tramite un cambio sequenziale a 5 marce, ed è presente anche un differenziale autobloccante; per quanto riguarda invece il peso della GT-R LM Nismo, il corpo vettura è stato sviluppato con pannelli in fibra di carbonio e materiali compositi, elementi che hanno permesso di bloccare la bilancia a soli 880 chilogrammi.

Nissan GT-R LM Nismo
Arrivati al giorno delle Qualifiche della 24H di Le Mans, l’ultima creatura targata Nissan sta mostrando prestazione totalmente inadatte ad una LMP1 moderna, tanto che la Nissan più veloce delle tre in gara ha chiuso con il 12° tempo, girando addirittura più lenta della più veloce LMP2. Da qui, le critiche verso il prototipo nipponico non si sono risparmiate, tanto da far affermare a qualcuno “Non ne sentivamo il bisogno di una macchina così”. Dal punto di vista puramente prestazionale ed agonistico quel qualcuno ha perfettamente ragione, ma quello che sta dietro alla Rossa di Yokohama è molto altro: lamentarsi di quanto ormai tutti non facciano altro che utilizzare le stesse soluzioni tecniche è diventata una salda abitudine, così come inneggare ai vecchi tempi, in cui tutti erano liberi di provare quello che ritenevano poter essere più competitivo, lanciandosi in imprese che hanno regalato alla storia F1 con 6 ruote, o motori 50cc a 3 cilindri, correndo il rischio di sbagliare ma godendo del sentimento che soltanto una nuova avventura può regalare.

Probabilmente questa GT-R LM Nismo sarà un fiasco totale, magari tutte e tre le vetture non finiranno la gara, o chissà che altro… Quello di cui però sono certo è che Nissan, con la sua pazza idea, ha nel bene o nel male suscitato un interesse ed un’attenzione degna dell’epoca d’oro del motorsport, dimostrando il coraggio di provare a battere la concorrenza in un modo diverso, unico, loro, consci di poter sbagliare, di fallire, ma anche di passare alla storia se la pista dovesse dar loro ragione. Per tutto questo, non possiamo che esserle grati.

(Quindi domenica, dopo Bonanomi…si tifa Nissan!, ndr)

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