Dodge Viper ACR: la Supercar americana rinasce con aerodinamica da F1news Nuovi Modelli 

Dodge Viper ACR: la Supercar americana rinasce con aerodinamica da F1

Dodge Viper ACR: la Supercar americana rinasce con aerodinamica da F1
La nuova Viper ACR, mai così estrema!

Una Vipera che diventa ancora più precisa e letale. No, non stiamo parlando del serpente. Stiamo parlando dell’automobile che porta il suo nome, ovvero la Dodge Viper. Che, nella sua più recente versione ACR, sembra essere diventata davvero mostruosa. Le lettere ACR stanno a significare American Club Racer e, oltre a dirla lunga sull’indole della vettura (che è nata per l’uso in pista ma è omologabile anche per la strada), è la sigla che nel corso della storia ha accompagnato le Viper più votate all’utilizzo in pista. Non fa eccezione l’ultima nata in casa Dodge che, affidata alle sapienti cure della divisione SRT della Casa a stelle e strisce, è diventata una vera e propria bestia nata per polverizzare i time attack e rifilare schiaffoni nei trackday.

Quasi a sorpresa, i tecnici americani hanno deciso di non concentrarsi sulla pura potenza. La nuova ACR infatti, con il suo V10 da 8.4 di cilindrata, eroga gli stessi cavalli e la stessa coppia della versione stradale, ovvero 645 CV e 815 Nm. Il tutto abbinato ad un tradizionalissimo cambio manuale Tremec TR6060 a 6 marce. Negli States devono aver deciso di smentire la teoria secondo cui le macchine americane sono veloci solamente nei rettilinei, e dunque si sono dedicati (con risultati che sembrano quasi sorprendenti) all’aerodinamica. In Dodge dichiarano che la Viper ACR, alla sua velocità massima di 287 km/h, genera una tonnellata di carico aerodinamico. Ovvero più di qualsiasi auto di serie mai prodotta o in produzione attualmente. Come ci sono riusciti? Facendo le cose all’americana, ovviamente. Bigger is better si diceva, giusto?

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Partiamo ad esempio dall’ala posteriore, che genera 3 volte il carico aerodinamico prodotto dalla Viper in versione Time Attack: interamente realizzata in fibra di carbonio, è larga la bellezza di 1,87 m, e presenta diversi elementi rimovibili in modo tale da poter adattare la ACR a qualsiasi tipo di pista, andando a privilegiare il carico aerodinamico oppure la velocità di punta. Nella parte posteriore si nota anche la presenza di un Gourney flap, ovvero una piccola appendice verticale posta sul bordo d’uscita dell’alettone: una chicca non da poco, che dimostra come gli ingegneri americani abbiano lavorato di fino questa volta. Il pacchetto aerodinamico comprende poi un vistoso splitter anteriore (rimovibile anch’esso), corredato da due alette poste davanti alle ruote che servono a “ripulire” i flussi aerodinamici. In più, oltre ad un nuovo estrattore in carbonio, troviamo anche sfoghi d’aria sui passaruota, che possono essere chiusi o aperti a seconda delle esigenze. Modificata a fini aerodinamici anche la posizione del rinnovato ed alleggerito sistema di scarico, che dal posteriore è finito sulle fiancate per diminuire sensibilmente le turbolenze.

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Oltre all’aerodinamica, in Dodge si sono concentrati anche sulle sospensioni. La Bilstein ha appositamente creato per la Viper ACR un nuovo sistema di sospensioni pensate per la pista, completamente in alluminio e con più possibilità di regolazione (10 posizioni in estensione ed altrettante in compressione, con un escursione massima di 5 cm) rispetto a quelle della Viper tradizionale. In più, questo nuovo pacchetto permette un angolo di camber negativo di 1,4° maggiore rispetto alla versione stradale, che permette alla ACR di sopportare accelerazioni laterali nell’ordine di 1,5 G.

Potevano mancare delle “scarpe” adatte per questa ACR? Certo che no. Ecco perchè la Kumho ha realizzato degli pneumatici appositamente per la nuova belva di casa Dodge, nelle misure 295/25 all’anteriore e 355/30 al posteriore, montate su cerchi da 19”. Anche la Brembo ha fatto la sua parte in questa nuova Viper, fornendole i nuovi freni carboceramici Matrix, con dischi da 390 mm all’anteriore e 360 al posteriore, morsi rispettivamente da pinze a 6 e 4 pistoncini.

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Forse vi sarete chiesti: ma con tutto questo ben di Dio, come si fa a portarla su strada? Semplice, ci pensa l’elettronica. Sono 5 le modalità di guida che la ACR offre ai suoi fortunati possessori: Full On, con tutti i controlli di stabilità e trazione attivati; Rain, per ottimizzare la tenuta su fondi viscidi; Sport, dove l’intervento dei suddetti controlli è minore; Track, dove si è ancora più liberi; e Full Off, dove…beh, dove se non avete manico è probabile che finiate per le terre, visto che la ACR disattiva completamente l’elettronica ed è pronta a divorare praticamente qualsiasi cosa gli si pari davanti.

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Dunque, avevate giusto intenzione di comprare una Viper ed ora vi siete innamorati di questa nuova ACR? Non dovete far altro che attendere la fine del 2015, quando saranno effettuate le prime consegne.

 

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