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MotoGP, Valentino Rossi: “Non ero veloce e mi sono accontentato”

MotoGP, Valentino Rossi: "Non ero veloce e mi sono accontentato"

Per la prima volta in questo Mondiale 2015, Jorge Lorenzo è riuscito ad essere nettamente il più veloce tra i piloti in griglia, ma soprattutto dei piloti Yamaha, trionfando in un week-end perfetto dove, invece, il suo compagno di squadra Valentino Rossi ha faticato per tutto il tempo.

Accarezzando il sogno di una rimonta sulla RC213V di Marquez, per poi aprire la battaglia per il secondo gradino del podio, la realtà ha voluto invece che Valentino non avesse abbastanza velocità per riprendere lo spagnolo: il Campione di Tavullia ha così deciso di accontentarsi di preziosissimi punti in ottica Campionato e, soprattutto, per il traguardo dei 200 podi in carriera. Certo, però, che rimane un po’ di amaro in bocca per un Gran Premio che poteva offrirgli molto di più.

Domani, però, i motori si accenderanno di nuovo per due giornate di test sulla pista andalusa, ma prima di questo, vi lasciamo con un’intervista post gara – edita da Gpone.com – al Leader della Classifica iridata.

Ti aspettavi qualcosa di più?

Ho perso troppo tempo a inizio gara, quando mi sono trovato dietro a Pol Espargarò. Era più lento di me ma ci ho messo troppo tempo a superarlo e Marquez ha preso vantaggio”.

Sembrava potessi riprenderlo.

A un certo momento ci ho creduto anch’io, quando il serbatoio ha incominciato a svuotarsi ho iniziato a guidare bene, mi sono anche divertito. Negli ultimi giri non avevo più fiducia nella gomma anteriore, lo sterzo tendeva a chiudersi, avrei dovuto prendere troppi rischi e ho preferito non farlo”.

Marquez era infortunato.

Bisognerebbe capire quanto fastidio gli abbia dato il dito infortunato, ma ha 21 anni e alla fine in gara, fra antidolorifici e adrenalina, soffri sempre meno”.

Cosa hai detto a Marquez nel parco chiuso?

L’ho ringraziato, perché averlo davanti ha reso la mia gara più facile. Se fossi stato da solo mi sarei annoiato (ride)”.

A cosa sono dovuti i problemi di questo fine settimana?

Abbiamo avuto sempre qualcosa che non andava, siamo riusciti a lavorare bene e a migliorare, anche nel warm up. Sapevo che Lorenzo sarebbe stato più veloce, ma credevo di potere lottare con Marc. In questo weekend abbiamo dovuto sempre incorrere, abbiamo perso tempo nel venerdì e non ho mai avuto un setting perfetto. Anche con le gomme ho avuto qualche problema, mi sarebbe piaciuto correre con la mescola più dura, come lo scorso anno, ma non offriva grip”.

Lorenzo invece ha dominato.

A Jerez Jorge è sempre stato forte, ma questo è stato uno dei fine settimana migliori della sua carriera. È riuscito a guidare meglio di me. Però posso anche essere contento, perché fare 3° quando si è in difficoltà è un buon risultato. Però bisogna migliorare, già a partire dai test di domani”.

Di solito questa è una pista in cui vai forte, la tua prestazione è un campanello di allarme?

Non lo è, Jerez mi piace ma la situazione può cambiare molto da un anno all’altro e perfino da un weekend all’altro”.

Hai pensato al campionato?

Non è ancora il momento, siamo solo alla quarta gara, c’è ancora tempo, almeno fino a Brno. Fino a quel momento bisogna solo pensare ad andare il più veloce possibile e portare punti a casa”.

Lorenzo ha dichiarato che è la stagione di più alto livello in cui ha corso, sei d’accordo?

“Difficile dirlo, sicuramente è molto alto. A farmelo pensare sono diversi aspetti: la competitività dei piloti, la sofisticazione elettronica, le prestazioni delle gomme”.

Torniamo al 200° podio, dove tieni tutti i trofei?

Un po’ sparsi, alcuni a casa mia, altri in quella di mia madre, altri in quella di Graziano. Quando sono rientrato in Yamaha non ero sicuro di potere vincere ancora e mi dicevo che mi sarebbe piaciuto arrivare a 200 podi prima di finire la carriera. Ci sono riuscito in anticipo. Meglio, così possiamo sperare in altri”.

Umberto Moioli

Sono nato a Monza il 9 gennaio 1993, ed ho iniziato a frequentare il paddock fin dalla più tenera età grazie a mio padre, ex pilota e team manager. Amo le corse, scrivere, e guidare tutto ciò che è scomodo, rumoroso e soprattutto veloce. Sono appassionato di roba Old-School e ho una visione parecchio romantica delle Corse.

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