MotoGP news 

MotoGP, Iannone: “Faremo felici i tifosi!”

MotoGP, Iannone: "Faremo felici i tifosi!"

Tra i tanti piloti che scalpitano per il GP di Jerez ci sono certamente i due alfieri del team di Borgo Panigale, ancora alla ricerca di una vittoria che è lì, davanti a loro, più volte sfiorata ma che non è stata ancora raggiunta. La spagna, invece, potrebbe finalmente consegnare il primo grande successo del nuovo progetto targato Dall’Igna, la Desmosedici GP15, che stando alle parole di Andrea Iannone, non è che al principio del suo reale potenziale.

Ma è proprio Andrea Iannone che sul circuito andaluso andrà in cerca di rivalsa, dopo aver perso il terzo gradino del podio proprio all’ultima curva del GP d’Argentina, stoccato e sbeffeggiato dal pilota inglese Cal Crutchlow che, passata la linea del traguardo in sella alla sua RC213V, si è lasciato andare in un paio di epici e liberatori “gesti dell’ombrello”.

Qui di seguito vi riportiamo, quindi, un’intervista edita da moto.it al pilota di Vasto. Buona lettura.

Sei tornato in Italia dopo la lunga trasferta oltreoceano che ti ha visto grande protagonista: come stai vivendo questo momento?

«Non nascondo che mi sento ancora frastornato, che ancora non ho metabolizzato del tutto quanto fatto nelle prime gare del campionato. Senz’altro ho vissuto momenti speciali e di grandissima emozione, ma siamo ancora all’inizio di una stagione lunga e faticosa, che i risultati finora ottenuti ci spingono ad affrontare consapevoli di poter essere protagonisti».

Ti aspettavi un inizio così esaltante?

«Dentro di me sapevo da tempo che con Ducati saremmo stati veloci e costanti. Un primo segnale importante era venuto proprio all’ultima gara del 2014, con quei giri in testa a Valencia, davanti a tutti. E poi ci sono stati i risultati dei test invernali, a segnalare che la moto c’era e c’erano anche i piloti».

Ecco, la moto: cos’è cambiato nella GP15, quale sua caratteristica ti piace di più?

«La moto che guido oggi è completamente diversa rispetto alla GP14.2 e sono cambiati così tanti dettagli, piccoli e grandi, che ci vorrebbe una giornata intera per descriverli. Per me conta il risultato: quella che ho tra le mani è una moto soprattutto agile, che non impone una guida fisica e muscolare. Lo sforzo minore per tenerla sempre nella traiettoria migliore si traduce in fluidità, scorrimento, feeling. E così arrivano anche i risultati».

Risultati tanto importanti che oggi tu e Dovi rappresentate la coppia meglio assortita. Dopo i podi, manca la ciliegina della prima vittoria: arriverà? E te la senti di azzardare un pronostico?

«Chi mi conosce sa che non mi sbilancio mai e non conviene mai azzardarsi in previsioni su come andrà una gara. Dalle prime prove alle cronometrate del sabato fino alla bandiera a scacchi della domenica può cambiare tutto ed ogni certezza può crollare. Anche l’ultima gara lo ha dimostrato: Marc sembrava avviato a dominare, poi abbiamo visto che si trattava di un’illusione. Sono sicuro che se sapremo continuare a lavorare come fatto finora, non mancheranno occasioni per far felici i tifosi della Ducati. A maggio ci saranno tre gare davvero affascinanti: Jerez de la Frontera, Le Mans e poi il Mugello. Ci teniamo moltissimo a non deludere gli appassionati spagnoli e francesi e regalare al nostro pubblico una prestazione memorabile».

Umberto Moioli

Sono nato a Monza il 9 gennaio 1993, ed ho iniziato a frequentare il paddock fin dalla più tenera età grazie a mio padre, ex pilota e team manager. Amo le corse, scrivere, e guidare tutto ciò che è scomodo, rumoroso e soprattutto veloce. Sono appassionato di roba Old-School e ho una visione parecchio romantica delle Corse.

Related posts

Leave a Comment