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Reportage: A scuola di pieghe con Next Gear

Reportage: A scuola di pieghe con Next Gear

Tra web e riviste di settore, il mondo del motociclismo pullula di scuole di guida sportiva che reclamizzano i propri corsi per neofiti alle prime armi, per chi cerca un primo approccio, sicuro e “protetto”, alla pista e per chi invece vuole migliorare le proprie abilità già acquisite. Curiosi di testare la validità di questi progetti, abbiamo chiesto a due ragazzi amici della nostra redazione, Matteo e Gianvito, entrambi motociclisti privi di esperienza “in pista” in sella ad una moto, di iscriversi ad uno di questi corsi.

Abbiamo così scelto quella più vicino a noi, la scuola di guida sportiva Next Gear, dei due insegnanti Umberto Polise ed Umberto Buonagurio, che ha sede al Motodromo di Castelletto di Branduzzo (PV) ma che svolge la propria attività didattica anche sul circuito di San Martino del Lago (CR). La scuola riserva corsi sia per neofiti sia per piloti con più esperti, senza però dimenticare anche la guida sicura urbana per coloro che fanno un grande uso della moto nella vita di tutti i giorni.

Briefing mattutino, alla cattedra Umberto Polise
Briefing mattutino, alla cattedra Umberto Polise

Essendo Matteo e Gianvito alla loro prima volta in mezzo ai cordoli, abbiamo optato per il Corso di Guida Sportiva Base previsto per la giornata di mercoledì 15 aprile, con la pista ad esclusivo utilizzo della scuola. Arrivati quindi al Motodromo, i nostri ragazzi hanno sistemato le loro moto – rispettivamente una Suzuki GSR 600 ed una Suzuki GSX-R 750 – all’interno del paddock e, baciati da un sole che inaugurava una splendida giornata di moto, hanno aspettato che tutti i corsisti fossero pronti ed intutati.

Con il paddock al completo, i tanti riders sono stati suddivisi in due diversi gruppi, quello dei corsisti e quello del “training”, ovvero per coloro che avevano già frequentato in passato il corso base e si erano prenotati un posto per una giornata di allenamento con la pista quasi deserta. Due gruppi, quindi, che si sono alternati la pista mezzora a testa, fino ad arrivare alle ore 16:00, momento nel quale la pista è stata aperta ad entrambi i gruppi per un’intensa ora di prove libere.

Ma la mattinata per i nostri due giovani inviati è iniziata con un’importante lezione teorica in aula, dove hanno potuto apprendere al meglio le nozioni di posizione in sella, punto di corda, traiettorie e tutti quei piccoli ma fondamentali elementi per la guida in pista che il neofita deve ancora fare suoi. Al termine della prima lezione teorica, ha fatto seguito quindi il fatidico e tanto atteso ingresso in pista: seguendo le traiettorie dell’istruttore Umberto Buonagurio, e scambiandosi ciclicamente la propria posizione, i ragazzi hanno iniziato ad approcciarsi alla guida sportiva e a fare progressivi passi avanti ad ogni turno, intermezzati dai consigli di Umberto che, circa a metà del tempo a disposizione, li portava fuori per correggere e segnalare immediatamento errori o per dispensare utili consigli. Giro dopo giro i ragazzi, estremamente fermi e “legnosi” nel primo turno a loro disponibile, hanno iniziato ad abbassare il proprio ritmo e le proprie moto, vivendo così le proprie prime vere pieghe.

"Ma non era facile prendere il punto di corda?" "Bha..."
“Ma non era facile prendere il punto di corda?” “Bha…”

Stanchi e affaticati, ma con un sorriso indelebile stampato sulla faccia, i ragazzi hanno chiuso questa fantastica giornata durante la quale hanno potuto imparare molto, sia per la guida in pista che su strada, con Gianvito che è riuscito, infine, a vincere anche il proprio trofeo personale: la tanto agognata saponetta graffiata da prima piega con ginocchio per terra, un vero e proprio “must” per ogni grande appassionato.

Abbiamo quindi raccolto le loro impressioni a caldo: ecco perciò i brevi racconti personali dei nostri riders.

MatteoPrima di raccontarvi com’è andata vorrei premettere che ho la patente A dallo scorso luglio e che quello a cui ho mirato è stato “soltanto” imparare bene cosa voglia dire guidare seguendo le giuste traiettorie ed imparare a conoscere a fondo la mia moto. Ad ogni modo, alle 8:30 arrivo in pista, con il cuore palpitante dall’agitazione, mi infilo la tuta e partiamo subito con la prima mezzora di briefing,  dove ci viene spiegato la colorazione ed il significato delle bandiere esposte in pista , il tipo di pneumatici ideali , la posizione esatta sulla moto ed altre nozioni fondamentali per la guida.

Al termine della lezione, è finalmente ora di entrare in pista per il primo turno e il cuore pompare adrenalina a mille. A varcare per primo l’ingresso del tracciato è stato l’istruttore, al quale hanno fatto seguito due allievi ed infine io. Siamo tutti in fila indiana così da poter seguire le traiettorie tracciateci immaginariamente  dall’istruttore, che dopo qualche giro ci fa sfilare uno ad uno dietro di lui. Ora tocca a me, riesco a seguire le traiettorie ma non mi sento sicuro sulla moto, ho come la sensazione di perdere subito aderenza senza capire il motivo: il risultato è un pessimo feelig ed una guida impacciata, legnosa.

E’ arrivato il momento di uscire e ad ognuno Umberto spiega gli errori commessi, dispensando quindi consigli: nel mio caso, infatti, si trattava di uscire maggiormente con il sedere dalla sella per poter accompagnare di più la moto e automaticamente avere una maggiore impronta del pneumatico a terra.

… Concetto afferrato…

Usciamo per la seconda sessione di pista e da subito eseguo le indicazioni dell’istruttore, avendo una sensazione diversa dal primo turno: finalmente mi sento a mio agio, sento mia la moto, con la quale mi trovo ora profondamente in sintonia, riesco a piegare di più in curva e ad uscire più veloce. Certamente non sono né Valentino Rossi né Marc Marquez, ma sono comunque gasatissimo, ad ogni giro cerco di capire sempre di più la pista e sembra che io riesca a farlo. Arriva perciò il momento di uscire dalla pista per andare a risposarsi con le gambe sotto un tavolo per la pausa pranzo, ma alle 13:30 circa siamo già tutti in aula per il secondo briefing, durante il quale ci vengono indicati su una cartina della pista gli errori da noi commessi.

Alle 14.30 torniamo in mezzo ai cordoli per la terza sessione e mi sento pronto ad affrontarla come non avrei mai pensato: giro dopo giro capisco di diventare sempre più veloce e preciso. riuscendo a vedere da solo quali siano le traiettorie giuste da seguire e quelle che invece sbagliavo prima a percorrere, riesco anche ad arrivare al mio limite, ma dopo circa un’ora sto accusando troppo ill caldo e la stanchezza. Decido, quindi, di riposarmi per scongiurare la possibilità di sbagliare troppo e magari fare del male a me o alla moto.

Si sono fatte quasi le 17 e decido che la mia giornata è finita perchè sono ormai sfinito, ma contentissimo della giornata e sopratutto dei miei risultati, girare in pista è bellissimo, lo consiglierei a chiunque, specialmente con istruttori bravi e qualificati come quelli della Next Gear: io di sicuro ci ritornerò!”

Matteo segue la traiettoria di Umberto
Matteo segue la traiettoria di Umberto

Gianvito: “Inizialmente, abbiamo iniziato la giornata con un briefing teorico dove ho apprendere importati concetti tecnici  riguardanti sia la moto, sia pista che il pilota ed i suoi comportamenti dinamici in sella. Ma a distrarmi c’era il rombo degli scarichi di chi, nella prima “Sessione Training” stava già dando tanto gas, alimentando in me una voglia matta di entrare in pista.

Giunto il mio momento, allaccio bene il casco, mi infilo i guanti alle mani e sono pronto per entrare, alle spalle del mio istruttore. All’inizio pensavo che girare in pista significasse fare un giro ma più veloce di quanto non si faccia in strada, ma nn credevo che ci si potesse spingere così tanto oltre.

Durante il primo turno abbiamo sostanzialmente cercato di ricalcare le stesse traiettorie mostrateci, arrivando allo stesso punto di corda dove andava a girare il nostro istruttore; ma alla pratica, non era per niente facile rispetto a quanto mi sembrava di aver capito in aula. Durante una breve uscita, Umberto mi ha spiegato che dovevo lasciare correre di più la moto, prendendo le traiettorie  più larghe di quanto non facessi prima. Provando passaggio dopo  passaggio, giro dopo giro,  ho finalmente preso più sicurezza e fiducia in me e nella moto, soprattutto quando Umberto continuava a ripetermi che la gomma non si sarebbe mai staccata.

Arrivata l’ultima ora della giornata, tutti ormai erano stanchi, ma io no… Avevo un obiettivo in testa, ovvero quello di tornare a casa con la saponetta grattata (imprescindibile velleità da motociclismo sportivo):  spingo e dò più gas possibile, fino a che non ho sentito quel suono celestiale, quel “crack” a lungo atteso, dopo il quale mi sono finalmente sentito pienamento appagato.

Quindi, com’è andata? Ora guardo la strada in maniera più responsabile e con occhi diversi! La giornata da neofita mi ha fatto crescere tantissimo; ma la prossima volta che tornerò in pista striscerò il ginocchio in ogni curva così da poter mettere le saponette sulla mensola come un sudato trofeo!”

Un miglioramento notevole per Gianvito e la sua GSX-R 750
Un miglioramento notevole per Gianvito e la sua GSX-R 750
Matteo a inizio e a fine giornata
Matteo a inizio e a fine giornata

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