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F1, Cina: Hamilton inarrestabile a Shanghai, Vettel 3°. Classifica e Risultati

F1, Cina: Hamilton inarrestabile a Shanghai, Vettel 3°. Classifica e Risultati

Un monologo firmato Lewis Hamilton. Così è riassumibile il GP di Cina del 2015, che vede il pilota inglese, mai messo davvero in difficoltà da nessuno durante i 56 giri di gara, dominare dalla prima all’ultima curva (percorsa in regime di Safety Car). Dietro il Campione del Mondo in carica si piazza il suo compagno di squadra Nico Rosberg, che si tiene dietro Sebastian Vettel, al terzo podio consecutivo su 3 gare nella sua nuova avventura in Ferrari. Buon 4° posto per Kimi Raikkonen, al termine di una gara solida ed efficace che in alcune fasi lo ha visto essere più veloce anche del proprio compagno di scuderia. Deludono Ricciardo, la Toro Rosso e, come quasi sempre accade, le McLaren-Honda. Ecco la cronaca completa.

Pronti, partenza, e la tanto temuta prima curva ad uncino passa indenne per tutto il gruppone delle F1, con Hamilton davanti a Rosberg e Vettel. Evidentemente stufo di vedere le proprie gare rovinate da contatti durante i primi giri, Kimi Raikkonen parte a razzo e in sole 4 curve si sbarazza di entrambe le Williams, andando a piazzarsi in quarta posizione, negli scarichi del suo compagno di squadra. Partenza invece disastrosa per Ricciardo, che forse a causa dell’attivazione del sistema antistallo passa sul traguardo al termine del primo giro addirittura in 16esima posizione, sopravanzato anche dal compagno di squadra che partiva 4 caselle dietro di lui in griglia. Nella bagarre concitata delle fasi iniziali, l’errore più grave lo commette Sainz, che finisce in testacoda in percorrenza di curva 1 e finisce così in ultima posizione. Lotta vera in casa Red Bull, con la rimonta di Ricciardo che viene resa più difficoltosa dalla resistenza strenua del compagno di squadra Kvyat, che nonostante un ordine di scuderia dovuto ad una strategia di gomme differente tira diverse staccate all’australiano, che però alla fine riesce a conquistare la 14esima piazza.

Nei primi giri le Mercedes fanno l’andatura, con Hamilton quasi a tiro DRS per Nico Rosberg, le Ferrari e le Williams inseguono staccate rispettivamente di circa 5 secondi e 11 secondi. Al 10° giro, il cambio della Force India VJM08 abbandona Nico Hulkenberg, costringendolo a parcheggiare la propria monoposto sull’erba di una via di fuga; all’11° giro, invece, si assiste al primo Pit Stop, quello di Nasr, che toglie le gomme Soft per mettere le Medium, seguito nella scelta da entrambe le Lotus. Gomme Medium che però in questa prima fase di gara non sembrano garantire un ritmo competitivo, mentre il degrado della gomma Soft è minore rispetto a quello previsto dai tecnici Pirelli, soprattutto sulle W06 Hybrid. Al 14° giro rientrano ai box Sebastian Vettel e Felipe Massa, con il tedesco che sceglie di montare nuovamente gomme Soft e rientra in pista con un ritmo da qualifica per cercare di avvicinarsi il più possibile a Rosberg, mentre il brasiliano opta per le Medium; poco prima che arrivi il cliff per la mescola morbida viene richiamato per il Pit Stop (al 15° giro) anche il leader della corsa Hamilton, che monta nuovamente gomma Soft, mentre alla 16esima tornata, dopo un degrado più evidente (visibile anche dai tempi), entrano in Pit Lane sia Rosberg che Raikkonen: anche per loro, copertura morbida.

Al 17° giro, dopo che tutti (tranne Sainz) hanno effettuato la propria prima sosta, finiscono in una bianca nuvola di fumo le velleità di Daniil Kvyat e della sua RB 11, abbandonati dal propulsore Renault. Mentre Verstappen infila in maniera pulita una Sauber dietro l’altra, entrambe le Ferrari cambiano passo ed iniziano ad avvicinarsi alle Mercedes, con Raikkonen che in questa fase è addirittura la vettura più veloce in pista e con i distacchi dal duo Mercedes che rimangono ridotti. Gara che diventa ancora più complicata per Carlos Sainz, che dopo l’errore iniziale perde ulteriore tempo a causa di un problema al cambio, che lo abbandona per diverse curve prima di riprendere a funzionare a seguito di un reset.

Questa è la classifica a metà gara: 1° Hamilton, 2° Rosberg, 3° Vettel, 4° Raikkonen, 5° Massa, 6° Bottas, 7° Maldonado, 8° Grosjean, 9° Verstappen, 10° Nasr, 11° Ericsson, 12° Ricciardo, 13° Button, 14° Alonso, 15° Perez, 16° Sainz, 17° Stevens e 18° Merhi. I ritirati, finora, sono Kvyat ed Hulkenberg.

Con il degrado che inizia a farsi sentire maggiormente sulle Ferrari e sulla Mercedes di Rosberg, Vettel viene richiamato ai box al 30° giro per montare gomme Medium e probabilmente per arrivare fino in fondo con questo set di coperture, che però non sembrano funzionare bene come le Soft. Lo imita al giro successivo Nico Rosberg, mentre Hamilton, con gomme Soft che hanno ormai 14 tornate di vita alle spalle, va addirittura a far segnare il giro più veloce in gara prima di essere richiamato per la propria sosta al 34° giro. Raikkonen è l’ultimo del quartetto di testa a rientrare ai box, e lo fa nel corso della 35esima tornata, per poi tornare in pista e mettere in mostra un buon ritmo, più rapido di circa mezzo secondo rispetto a quello del suo compagno di squadra. Dietro il gruppo di testa, continua la buona gara di Grosjean (mentre Maldonado rovina la propria finendo lungo all’ingresso della Pit Lane, per poi finire in testacoda qualche giro dopo) e l’ottima prestazione di Verstappen, che a suon di sorpassi è . Gara incolore, dopo la pessima partenza, per Ricciardo che soffre tantissimo nel superare la Sauber di Ericsson per la decima piazza, così come scialba è ancora una volta la prestazione delle McLaren-Honda, relegate fuori dalla zona punti con Button a precedere Alonso, che si mette in luce solamente quando Raikkonen lo incolpa di non lasciargli sufficientemente spazio in fase di doppiaggio.

Le Mercedes aumentano il gap che le separa dalle Ferrari portandolo fino a 18 secondi, mentre Vettel e Raikkonen sono impegnati nel doppiaggio (piuttosto difficoltoso a dir la verità) di Button e Maldonado, che danno vita ad una lotta all’arma bianca per il 13° posto. Dopo una serie di sorpassi e controsorpassi, alla staccata di curva 1 Button centra in pieno la Lotus E23 dell’incolpevole (almeno stavolta) Maldonado: entrambe le monoposto finiscono nell’ampia via di fuga asfaltata, con Button che riesce a riprendere autonomamente la gara (pur con qualche pezzo di carbonio in meno), mentre Maldonado è costretto al ritiro dopo pochi giri. Chi ci guadagna di più da questa situazione è Fernando Alonso, che senza fatica guadagna due posizioni in un colpo solo. Frattanto, quando mancano pochi giri alla fine, Raikkonen si porta a meno di due secondi di distacco dal proprio team mate, mentre le due W06 Hybrid sono ormai in gestione gara.

A soli 3 giri dal termine Verstappen, autore di una gara bellissima, viene appiedato dalla propria Toro Rosso STR10 proprio sul rettilineo davanti ai box. Entra la SC, a causa della posizione scomoda in cui si è fermata la monoposto, ed il gruppo si ricompatta. Ma i giri ormai sono finiti, e l’ultima tornata si compie in regime di Safety Car: il modo più tranquillo possibile, per Lewis Hamilton, per concludere la gara che gli consegna la seconda vittoria stagionale.

Ecco l’ordine di arrivo:

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