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SBK, Carlos Checa: “Il Mondiale si giocherà tra…”

SBK, Carlos Checa: "Il Mondiale si giocherà tra..."

Carlos Checa, pilota di lungo corso ed Campione del Mondo Superbike nel 2011, ha raccontato a WorldSBK.com le sue impressioni riguardo alla stagione 2015, ai nuovi arrivi spagnoli, nonché descritto la sua vita da ‘ex pilota professionista’.

“Non ci sono mai stati così tanti piloti spagnoli e tutto ad un tratto eccoli arrivare, ed in gran numero. Ovviamente credo che Dorna abbia fatto il possibile per aumentarne la presenza, per far crescere la popolarità del campionato in Spagna. Le gare d’altronde sono molto belle e combattute e mi fa piacere che continuino ad essere così. Se c’è un pilota spagnolo in lotta per il titolo questo non può che accrescere l’interesse per la competizione.”

Checa non è ovviamente sorpreso dal rendimento di Rea, a suo dire “uno dei piloti più forti in griglia. Sicuramente ora tiene una moto che lo può mettere in condizioni di vincere il titolo, visto che la Honda aveva le sue limitazioni”. La sorpresa vera, per lo spagnolo, è stato invece il livello di Aprilia, decisamente elevato “nonostante i cambi regolamentari che, sulla carta, avrebbero dovuto penalizzarla. Non so se il rivale principale di Rea sarà Haslam o Sykes, quest’ultimo è sicuramente un avversario ostico quando trova il set-up giusto della moto”.

Con Ducati ancora alla ricerca della giusta competitività e “limitata pesantamente dall’infortunio di Giugliano”, Checa afferma che con lo sbarco in territorio europeo del Mondiale Superbike “lo scenario non cambierà eccessivamente, visto che Kawasaki sa come si vince un titolo e Rea ha fame di vittorie ed ha una moto che si adatta benissimo al suo stile di guida. Il titolo si deciderà tra lui, Haslam e Sykes”.

Visto il ritorno di Bayliss per i primi due round della stagione, l’associazione è inevitabile con il 42enne catalano, che ha risposto in questo modo, ridendo: “Te lo dico tra quattro anni. L’ho detto chiaro e tondo quando mi sono ritirato che sarebbe stata una decisione definitiva. Ero cosciente che era una scelta senza ritorno e mantengo questa idea. Mi diverto ancora con questo campionato, ma da un altro punto di vista”.

Chiudere con il motociclismo professionistico non significa smettere di fare sport, anche se Checa è sicuro che l’immagine che appare della sua vita da fuori è quantomeno esagerata. “La gente pensa che io passi tutto il tempo a fare arrampicata in montagna a buttarmi con il paracadute. È chiaro che non posto foto di me leggendo o portando a spasso il cane, in quanto non credo sia una cosa molto emozionante. La verità è che non ho piani, riprogrammo la vita ogni mese e settimana in base a ciò che desidero fare, sempre con spirito sportivo e tanta curiosità. È evidente che non mi piace stare fermo, ma allo stesso tempo non voglio impegnarmi con nulla di serio” ha concluso. 

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