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#TestRide: KTM RC 390 ABS 2015, votata al divertimento.

#TestRide: KTM RC 390 ABS 2015, votata al divertimento.

In occasione di uno degli Orange Days di KTM, abbiamo avuto il piacere di provare su strada la RC 390 ABS, una piccola sportivetta che, a discapito dei “pregiudizi” iniziali, ci ha piacevolmente stupiti.

Prima, però, di raccontarvi le sensazioni provate alla guida, ve la presentiamo sotto il profilo tecnico: supportata dal collaudatissimo telaio a traliccio della Duke 390 (che in questo caso presenta un canotto di sterzo più chiuso di 1,5 gradi), la RC monta un motore da 375cc, monocilindrico bialbero a quattro valvole con raffreddato a liquido, che eroga 44 CV a 9.500 giri, sviluppando una coppia massima di 35 Nm a 7.250 giri.

La forcella anteriore, prodotta dal marchio White Power di proprietà della stessa KTM, è a steli rovesciati da 43mm non regolabili, mentre al posteriore si può intervenire solo sul precarico della molla del “mono”. E’ firmato dalla Bybre (proprietà della Brembo) il reparto freni, che prevede – insieme all’ABS di serie- all’anteriore un disco da 300mm unito ad una pinza radiale a quattro pistoncini, e al posteriore un più piccolo disco da 230mm ed una pinza a doppio pistoncino.

I materiali sono in generale di buona qualità e le finiture pregevoli; la sella è morbida, pensata per un uso stradale intenso, così come l’imbottitura del sellino – integrato in quello del pilota – regala tanto comfort al passeggero. Estremamente chiara la strumentazione digitale, che prevede tra l’altro il contamarce ed il contagiri digitale, viene segnalata poi la velocità media ed i consumi, così da poter tenere tutto sotto controllo.

Clamorosamente bocciato, però, il gruppo ottico, che ricalca il “muso” delle più blasonate maxi enduro: una soluzione di desing che affossa il look da sportiva pura, facendo storcere il naso a chiunque la guardi dal davanti e che potrebbe decisamente frenare nell’acquisto i più esigenti in fatto di estetica. Ma chiudiamo qui la presentazione statica della moto e passiamo a vedere come va questa RC 390.

Appena saliti in sella, infatti, ci si accorge subito di quale sia la reale natura di questa moto. La RC 390 rappresenta il miglior compromesso tra sportività e comfort d’utilizzo: i semimanubri sono infatti moderatamente alzati così da non affaticare i polsi e la schiena, ma la piccola KTM è decisamente affilata e puntata in avanti, come le vere sportive.

Giriamo quindi le chiavi nel riquadro ed accendiamo il motore, che ci regala dallo scarico centrale a scomparsa il tipico brontolio cattivo da monocilindrico; inseriamo la “prima” e si parte, in direzione di una sequenza di belle curve dove poter capire al meglio il comportamento della moto.

Ciò che stupisce fin dai primi metri è l’incredibile leggerezza e maneggevolezza della RC 390: è sufficiente, infatti, spostare leggermente il proprio corpo per sentire subito la moto scendere in piega da sola e ad una velocità disarmante. Per chi è abituato a guidare moto da almeno 170 Kg è una esperienza che lascia sbalorditi, e forse anche un po’ titubanti, perchè la sensazione è quella che manchi l’appoggio, ma possiamo assicurarvi che abituarsi è una questione di minuti: giusto il tempo di prendere confidenza con l’assetto un po’ morbido delle sospensioni e con le conseguenti reazioni della moto, e vi ritrovetere a correre da una curva e l’altra come bambinoni felici.

Arrivati, infatti, alla serie di bei curvoni, iniziamo a spingere un po’ di più, per vedere cosa la RC 390 ci consenta di fare. Prendiamo i freni in mano e scaliamo velocemente due marce: la risposta, in rilascio di frizione, è un tantino brusca e ci fa intendere che la RC predilige una guida più pulita e lineare; ma, infischiandocene allegramente delle lamentele della moto, ci buttiamo in curva: la risposta è fantastica, perchè la RC è precisa, veloce, affilata e riprende subito a spingere appena apriamo il gas. La guida è da vera sportiva, con il vantaggio che gli errori di inesperienza vengono perdonati, senza dover ogni volta estrarre jolly vari dalla manica.

Per quanto, però, la cavalleria a disposizione non sia nulla di eccezionale, la RC 390 spinge bene fino a poco più di 7500 giri (dopo i quali si viene colti da un improvviso vuoto di potenza) e, snocciolando le marce una dopo l’altra, si arriva velocemente ai 140 Km/h. La protezione aerodinamica offerta dal piccolo cupolino è più che sufficiente, soprattutto per avere un vantaggio in termini di Top Speed sulla “gemella diversa” Duke 390, ed il complesso sella-serbatoio è abbastanza lungo da permettere ai piloti di media statura di sdraiarsi completamente così da offrire la minor resistenza possibile all’aria.

Dopo essersi lanciati, infatti, sulla superstrada, ci si accorge di quanto pregevole sia il cambio, la cui precisione accompagna ogni innesto. Una nota negativa, invece, è rappresentata dalla leva-frizione: per chi, infatti, è abituato a ricevere una risposta immediata dalla leva, dovrà fare i conti con una frizione che attacca quasi a fine corsa e che costringe a rivedere l’aggressività delle scalate in curva ed il relativo rilascio. Discorso analogo per quanto riguarda la pompa del freno anteriore: a differenza di come avviene sulle sportive “più grandi”, sulla RC 390 bisogna intervenire con forza sulla leva del freno se si desidera ottenere una significativa decelerazione.

Segnaliamo, inoltre, un altro piccolo difetto che, tuttavia, ci ha dato estremamente fastidio per più di una volta: la RC 390 monta, infatti, delle pedane pieghevoli che in causa di caduta dovrebbero salvarsi, facendo così risparmiare al malcapitato un paio di centinaia di euro per il pezzo di ricambio. Fin qui tutto bene, se non fosse però che la molla del meccanismo sia veramente tanto morbida, con la conseguenza che un paio di volte, in fase di cambio di direzione nel misto, ci siamo ritrovati con la pedana sollevata – perchè “incastrata” nel tacchetto della scarpa – che ci ha regalato una bruttissima sensazione.

La domanda, quindi, che sorge spontanea è: vale la pena di comprarla? E soprattutto, a chi è rivolta questa moto?

Ebbene sì, la KTM RC 390 è una moto validissima che dovrebbe essere presa in considerazione da chiunque stia cercando qualcosa di divertente e poco impegnativo, sia a livello di costi che a livello di guida. La RC 390 è infatti una vera sportiva “in miniatura” che rende facilissima la vita al neofita che vuole imparare a piegare come i “grandi”, con i vantaggi dell’essere però una moto da tutti i giorni che nel week-end chiede al proprio pilota di essere spremuta fino all’ultima goccia di benzina presente nel serbatoio.

Ma la RC 390 non è soltanto una moto da “principianti”: questa piccola carenata è pensata anche ai piloti più esperti che vogliano divertirsi come matti, provando anche ad alzare un poco l’asticella delle proprie abilità, perchè in caso di errore Lei vi asseconderà sempre.

SCHEDA TECNICA E PREZZO:

Motore

  • Numero cilindri: 1
  • Disposizione cilindri: Verticale
  • Cilindrata: 373cc
  • Tipologia motore: 4T
  • Numero valvole per cilindro: 4
  • Potenza kW 32,0
  • Potenza cv 44
  • Potenza giri/minuti: 9500 giri
  • Coppia kgm 0,0
  • Coppia: 35 Nm
  • Coppia giri/min: 7.250 giri
  • Normativa anti-inquinamento

Trasmissione

  • Tipo cambio: Meccanico
  • Marce: 6

Dimensioni

  • Lunghezza: n.d.
  • Larghezza: n.d.
  • Altezza minima sella: 820mm
  • Passo: 1340mm
  • Massa a secco: 147,00 kg
  • Capacità serbatoio: 10l
  • Pneumatici: A – 110/70 17 pollici P – 150/60 17 pollici

Impianto frenante

  • Freni anteriori: Disco con ABS
  • Freni posteriori: Disco con ABS
    Prezzo franco concessionario:  5.760
    Prezzo chiavi in mano:  5.960 €

FOTO:

 

Umberto Moioli

Sono nato a Monza il 9 gennaio 1993, ed ho iniziato a frequentare il paddock fin dalla più tenera età grazie a mio padre, ex pilota e team manager. Amo le corse, scrivere, e guidare tutto ciò che è scomodo, rumoroso e soprattutto veloce. Sono appassionato di roba Old-School e ho una visione parecchio romantica delle Corse.

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