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F1, trionfo della Ferrari a Sepang: Vettel schiaccia le Mercedes!

F1, trionfo della Ferrari a Sepang: Vettel schiaccia le Mercedes!

E’ successo. Si parlava di una Ferrari rivitalizzata, di un Vettel in palla, di un Raikkonen ritrovato. Si parlava dei segni di una rimonta Rossa sulle Frecce d’Argento. Solo, nessuno si aspettava che avvenisse così in fretta, già al secondo GP della stagione. Sul tracciato malese di Sepang, Sebastian Vettel va a vincere con la Ferrari SF15-T. Va a vincere meritatamente, senza che i suoi diretti avversari incorrano in problemi tecnici, con una dimostrazione di concretezza e velocità impensabile soli 12 mesi fa per una vettura di Maranello. Dietro di lui si piazzano le W06 Hybrid di Lewis Hamilton e Nico Rosberg, a precedere l’altra Rossa, quella di Kimi Raikkonen, autore anche lui di una rimonta pazzesca dal fondo dello schieramento. Ecco com’è andata.

Alla partenza, le tanto temute prime curve del GP di Malesia scorrono via senza contatti: rimangono invariate le prime 4 posizioni, con Hamilton che precede Vettel, Rosberg e Ricciardo; partono bene Massa, Hulkenberg e Grosjean, mentre Raikkonen, soprattutto per evitare contatti, rimane imbottigliato in mezzo al gruppo, che risucchia anche Bottas, che transiterà al termine del primo giro addirittura 14°. Continua la sfortuna nei primi giri di Maldonado, che incappa in una foratura proprio durante il primo giro, così come accade al finlandese della Ferrari: Raikkonen infatti, toccato da Nasr proprio all’ultima curva, è costretto a compiere un giro intero con la gomma posteriore sinistra (ancora!) afflosciata, che lo relega in ultima posizione. Passano 3 giri e l’altra Sauber, quella di Ericsson, rimette parzialmente le cose a posto: finendo nella ghiaia in curva 1, e costringendo i commissari a far intervenire una gru, il fuoripista del pilota svedese causa l’ingresso della Safety Car, che permette a Raikkonen di ricucire lo strappo con la coda del gruppo.

Safety Car e tutti (o quasi) ai box: entrambe le W06 Hybrid rientrano per montare mescole Hard (stravolgendo la loro strategia), così come le Williams e le McLaren. Rimangono fuori invece altri piloti, come Vettel, Hulkenberg, Sainz. Al rientro ai box della SC è bagarre nel gruppo, distante circa 9 secondi dal leader Sebastian Vettel, con Hamilton, Rosberg e Ricciardo che si fanno largo nel gruppo a suon di sorpassi, mentre Raikkonen pian piano risale la china verso la zona punti, prima di rientrare ai box per la sua seconda sosta per evitare di incappare nel traffico del trenino che lotta dalla quinta alla undicesima posizione.

Dopo 15 giri questa è la classifica: 1° Vettel, 2° Hamilton, 3° Rosberg, 4° Hulkenberg, 5° Massa, 6° Grosjean, 7° Bottas, 8° Ricciardo, 9° Verstappen, 10° Kvyat, 11° Alonso (che per qualche giro si era addirittura trovato in zona punti), 12° Perez, 13° Button, 14° Nasr, 15° Maldonado, 16° Sainz, 17° Raikkonen e 18° Merhi, con Ericsson unico ritiratoStevens che non è riuscito a prender parte al GP. Ricomincia la danza dei Pit Stop, soprattutto per quei piloti che non hanno cambiato gomme durante la neutralizzazione per la SC: rientra anche Vettel, che monta gomme Medium e che perde la testa della corsa in favore di Lewis Hamilton, che si porta dietro il compagno di squadra Nico Rosberg. Ricciardo intanto convive con un consumo elevato delle proprie coperture e (forse) con dei problemi di gestione dei freni, mentre Raikkonen entra di prepotenza in zona punti arrivando a prendere Bottas, che si trova in 5° posizione. Ritiro per Alonso, intanto, al 22° giro per problemi tecnici, mentre gravitava attorno alla 13esima posizione.

Vettel, dopo la sosta, ricuce con una velocità impressionante il gap con le Mercedes, andando a superare in fretta Nico Rosberg (che non oppone addirittura resistenza!) e andando a caccia di Lewis Hamilton, alle prese con un degrado evidente delle coperture Hard. Al 24° giro, Vettel si riprende la leadership sorpassando il driver inglese, che subito dopo entra ai box per montare gomme Medium. Pochi giri dopo rientra anche Nico Rosberg, che opta per le Pirelli Hard e che viene superato da Kimi Raikkonen, che entra in zona podio dopo aver fagocitato entrambe le Williams. Intanto contatto tra Kvyat e Hulkenberg in curva 2, con il pilota russo che finisce in testacoda, perde posizioni, ma riesce a ripartire senza problemi.

Dopo 30 giri, la classifica è la seguente: 1° Vettel, 2° Hamilton, 3° Raikkonen, 4° Rosberg, 5° Massa, 6° Verstappen, 7° Sainz, 8° Bottas, 9° Ricciardo, 10° Kvyat, 11° Hulkenberg, 12° Perez, 13° Grosjean, 14° Nasr, 15° Button, 16° Maldonado, 17° Merhi, con Alonso e Ericsson ritirati. Continua intanto la bagarre in fondo al gruppo, con Perez e Grosjean che si toccano e la Lotus che finisce in testacoda nella via di fuga, riuscendo però a rientrare in pista autonomamente. Finiti entrambi sotto investigazione, i piloti Force India incappano in 10 secondi di penalità per avere causato le collisioni negli incidenti che li hanno visti coinvolti.

Al 35° giro rientra di nuovo ai box Kimi Raikkonen, che monta gomme Hard, con le quali dovrebbe arrivare a concludere la gara. Al 37° giro pit stop anche per il leader della corsa Vettel, che monta gomme Hard e rientra in seconda posizione, tra le W06 Hybrid di Hamilton e Rosberg. Hamilton rientra il giro successivo, modificando la strategia d’attacco che aveva: l’inglese infatti, avrebbe dovuto montare gomme Medium nella parte finale della gara per attaccare Vettel, che si sarebbe invece trovato con gomme Hard usurate; il degrado eccessivo delle coperture, tuttavia, costringe il muretto Mercedes ad optare per le coperture Hard anche per l’inglese (che in radio si stupisce infatti per la scelta effettuata dal proprio team). Nuova sosta per Nico Rosberg, nel corso del 41° giro, che monta gomme Medium e rientra in pista per una parte finale di gara all’inseguimento delle prime posizioni. Nel frattempo, si registra il ritiro dell’unica MP4-30 rimasta in pista, quella di Jenson Button, preceduta da un eloquente team radio (“Ho perso potenza”).

Al 45° giro, questa è la classifica: 1° Vettel, 2° Hamilton, 3° Rosberg, 4° Raikkonen, 5° Massa, 6° Bottas, 7° Sainz, 8° Verstappen, 9° Ricciardo, 10° Kvyat, 11° Grosjean, 12° Maldonado, 13° Perez, 14° Nasr, 15° Hulkenberg e 16° Merhi. A 11 giri dalla fine, sono 11 anche i secondi che separano la SF15-T del tedesco e la W06 Hybrid dell’inglese, entrambi su gomme Hard, montate peraltro con un solo giro di differenza. I km scorrono, e si registra anche il ritiro dello sfortunato Maldonado, costretto a parcheggiare la sua E23 ai box a causa di problemi tecnici. Nel frattempo, continua la rimonta di Rosberg, che con mescola Medium (e dunque più performante) si riporta a 7 secondi di distanza dal proprio compagno di squadra, ma l’effetto “benefico” della mescola più performante finisce in fretta ed è costretto ad accodarsi. Intanto, Bottas riesce a sopravanzare Massa, ottenendo la quinta posizione.

La gara scorre tranquilla fino alla fine, e Sebastian Vettel va a meritatamente a vincere il GP di Malesia, riportando la Ferrari sul gradino più alto del podio dopo 676 lunghissimi giorni. E su quel podio, l’inno tedesco seguito dall’inno di Mameli, che non suonavano insieme dal GP di Cina del 2006, non può non rievocare ricordi più che piacevoli per i tifosi ferraristi…

Vettel

Questa la classifica finale:

classifica GP Sepang F1

 

 

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