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Reportage, Salone di Ginevra 2015: vi raccontiamo com’è stato

Reportage, Salone di Ginevra 2015: vi raccontiamo com'è stato

E’ uno di quei pellegrinaggi che, se sei un appassionato di motori, prima o poi nella vita vorrai fare. E’ un po’ come il Nordschleife, o SPA-Francorchamps: uno di quei luoghi in cui le automobili smettono di essere semplici “cose” e iniziano invece a trasmettere emozioni. Stiamo parlando dell’Autosalone di Ginevra, la più importante esposizione automobilistica d’Europa, tra le prime 5 di tutto il pianeta terra. Andarci, fatevelo dire, è un vero spettacolo.

La prima cosa che ci ha colpito è stata l’aria che si respira. E’ aria satura di passione: ragazzi, ragazze, donne, uomini, tutti insieme che fluiscono in un’unica marea umana che consuma di sguardi le carrozzerie tirate a lucido di alcune tra le auto più belle e veloci del pianeta. Per chi fa dei motori uno stile di vita, è inequivocabilmente aria di casa. Non sei più l’unico del gruppo a voler parlare di automobili: da ogni parte senti arrivare un commento (molto spesso in italiano, i turisti che arrivano dal Bel Paese sono davvero tanti) relativo a questa o quella macchina, a questo o a quel cerchione, a questo o quel motore. Tutti, indistintamente, si beano del loro essere attratti dalle auto, consapevoli di condividere un sentimento di ammirazione per ciò che per tanti “è solo un mezzo di locomozione”.

La seconda cosa che ci ha colpito, ovviamente, è stata l’esposizione vera e propria: noi siamo entrati dall'”Arena”, un padiglione confinante con il PalaExpo, che al proprio interno presentava una serie di punti vendita di marche che offrivano accessori per automobili, un po’ come accade anche per il MotorShow di Bologna. Così, tra un punto vendita di magliette da un lato, un rivenditore di gomme (e una Lamborghini Aventador) dall’altro, attraversiamo l’ordinatissimo e pulitissimo padiglione per salire le scale, ed entrare finalmente nel Salone di Ginevra vero e proprio. L’effetto è stupefacente, è un crescendo continuo: più si salgono le scale più si avverte la musica degli espositori, più si avverte il brusio ammirato della folla, più si vedono le luci ed i riflessi, fino a che non si arriva all’ultimo gradino e ci si getta in quell’orgia fantastica di carrozzerie e pneumatici.

A quel punto, il piccolo appassionato di automobili che è in ognuno di noi prende definitivamente il sopravvento, e ci lanciamo estasiati tra gli stand. Il benvenuto lo dà Infiniti, che per l’occasione ha addirittura riesumato la Red Bull RB9 con cui Sebastian Vettel ha conquistato il suo quarto titolo mondiale; Smart e Citroen riportano subito alla “normalità” con le loro utilitarie presentate in una quasi infinita variante di colori pastello; Mercedes impressiona invece per lo spiegamento di forze, avendo portato praticamente tutto il listino e muovendo ovviamente anche il reparto AMG, presente con due CLA 45 Shooting Brake e con la mastodontica GLE 63, usate come contorno per la vettura Campione del Mondo di F1, la W05 Hybrid dei record, che mostra orgogliosa al suo fianco il trofeo assegnato ai Costruttori dopo l’ultima gara ad Abu Dhabi. Ci lasciamo guidare dalla folla, ed è così che ci ritroviamo catapultati nel mondo BMW, attorniati da Serie1 e Serie2M, dalla M4, dalla M6 e dall’imponente X6M, che diradano poi per lasciare campo aperto alla Mini, con le sue nuove Cooper S sugli scudi ed una Countryman appollaiata su di un rialzo, a dominare lo stand.

Avanzando tra gli spazi espositivi riservati agli elaboratori (Brabus, Mansory, Hamann), che espongono un furore di led, scarichi cromati e Nm di coppia, scorgiamo una delle due F-Type portate dalla Jaguar, che approfitta della kermesse ginevrina anche per esporre la nuova ibrida XE. A sovrastare l’area c’è poi la nuova Land Rover Discovery Sport, attorniata da uno stuolo di Range Rover, che fronteggia la nuova Volvo XC60. Ed ecco che, all’improvviso, la marea umana che ci ha guidato fino a questo momento si arresta: non si va più avanti, c’è qualcosa che blocca il fluire di appassionati. Pazientiamo un po’ e subito capiamo cos’è: è l’Aston Martin Vulcan, quella che per noi è la regina dell’intero Autosalone. Una vettura assurda, con delle linee che dal vivo sono assolutamente mozzafiato, che riesce nella difficile impresa di far scomparire le altre auto che le fanno da contorno (una Vanquish e la nuova Vantage GT3, mica pizza e fichi).

Con il cuore infranto per il prematuro distacco da quell’opera d’arte che è la Vulcan, scorgiamo simboli a noi familiari: a poca distanza l’uno dall’altro ecco apparire il Tridente della Maserati, il Cavallino Rampante della Ferrari, il Biscione dell’Alfa Romeo e lo Scorpione della Abarth (con annessa Fiat). L’opulenza ostentata dello stand Maserati, dove GranCambio MC Stradali e GranTurismo si fondono con divanetti in pelle, è mitigata dalla giovanile sportività espressa dall’Alfa Romeo, che espone MiTo e Giulietta QV, a supporto di tre 4C (due Spider ed una Coupè) che attirano non pochi sguardi. Proseguiamo il nostro “Tour Italiano” e ci lasciamo conquistare dalle 3 creature della Abarth (una 595 Turismo, la 695 Biposto da 80000€ ed una 595 Competizione), prima di approdare allo stand Ferrari. E lì, con nostro stupore, il piccolo appassionato di cui vi parlavamo poco più sopra rimane leggermente deluso: la casa di Maranello porta infatti “solo” una FF, una California, due 488GTB, una F12 e la fallimentare F14-T. E la LaFerrari? Con nostro stupore non c’è. Non speravamo di vedere addirittura la FXX K, ma almeno l’ultima hypercar del Cavallino, in un evento dove tutte le sue avversarie, dalla P1 GTR alla 918 Spyder, passando per la sovracitata Vulcan, erano presenti, credevamo di trovarla.

Riprendiamo il nostro giro, e ci dirigiamo verso il grande ovale blu della Ford, presente a Ginevra con le nuovissime Focus RS, Mustang e GT, circondate da uno stuolo di ST (Fiesta e Focus) ed accompagnate anche da una monoposto di Formula Ford. Ecco poi arrivare il settore “jappo” dell’Autosalone, con Toyota, Honda e Nissan. Sono le ultime due a lasciare in noi il ricordo migliore, con la Honda che espone la nuova NSX, la MP4-30 che correrà in F1 nel 2015 e l’arrogantissima Civic Type-R da più di 300 cv, mentre la Nissan smuove tutto il reparto Nismo per ben figurare in Svizzera: GT-R, 370Z e Juke fanno da cornice alla NISMO GTR LMP1 che sarà impegnata nel FIA WEC quest’anno. Lambiamo solamente il coloratissimo stand Renault, superiamo in fretta una serie di Adam S e Corsa OPC che costellano lo spazio Opel, e saliamo una nuova rampa di scale, che ci catapulta nell’ultima zona dell’esposizione.

Appena terminati i gradini, ci rendiamo conto della potenza economica del gruppo VW: solo gli stand Audi, Volkswagen, Porsche, Skoda, Seat e Lamborghini avranno occupano infatti metà padiglione, in un tripudio clamoroso di auto esposte. A sorpresa la Volkswagen glissa sul proprio efficientissimo reparto WRC, andando invece a focalizzarsi di più sulla gamma in commercio; listino che è praticamente esposto per intero anche da Seat (che portava addirittura 3 Leon Cupra) e da Skoda. Ma anche Audi e Porsche non scherzano: la casa dei quattro anelli, oltre alla nuova R8, fa scendere in campo quasi tutta l’armata RS (S1, RS3, RS4, RS6 ed RS7), oltre ad esporre la R-18 e-Tron Quattro vincitrice della 24 Ore di Le Mans 2014; la casa di Stoccarda mette in mostra gli ultimi gioielli del reparto GT (Cayman GT4 e 911 GT3 RS), oltre all’hypercar 918 Spyder e ad una serie di vetture stradali “da tutti i giorni”, anche se non sappiamo quanto questa definizione si attagli, ad esempio, per una Cayenne GTS. Da urlo è lo stand Lamborghini: la Aventador è portata in un tutte le sue espressioni (Pirelli Edition e SuperVeloce), e la Huracan non demerita affatto accanto alla sorella maggiore.

A questo punto, dopo aver ammirato la leggerezza delle vetture Lotus (la Evora 400 è semplicemente fenomenale), la potenza esagerata della ultima Bugatti Veyron prodotta (la numero 450, chiamata appositamente “La Finale”), l’eleganza e le linee pulitissime della Pagani Huayra, ci soffermiamo sullo spazio della Koenigsegg, che dalla Svezia ha fatto arrivare una Agera, una Agera RS e soprattutto la nuova Regera da 1500 cv di potenza. Le linee dell’ultima hypercar svedese sono davvero accattivanti, e danno alla vettura un’aria aggressiva ma elegante al tempo stesso. Mentre abbiamo ancora negli occhi gli interni opulenti della Regera, arriva lo stand McLaren, che è forse uno dei più belli: sono 2 le 650S portate da Woking, unite ad una vecchia F1 LT ed alla sua erede (la bellissima 675LT), a fare da contorno alla P1 GTR. Ogni auto della casa inglese sembra un’opera d’arte (e chi vi scrive è un ferrarista fino al midollo), con la 675LT che mette seri dubbi sulla supremazia, anche estetica, della 488GTB, e con la P1 GTR che mette paura solamente a guardarla. Uno sguardo ai quattro scarichi cromati della nuova Corvette ZR1, sistemata poco distante e, per la prima volta da quando siamo entrati, diamo uno sguardo all’orologio.

Che segna le 18.00. Ci guardiamo negli occhi, un po’ delusi: abbiamo solamente il tempo di dare un’occhiata rapida a ritroso prima di guadagnare l’uscita, dato che il sabato e la domenica il PalaExpo chiude alle 19.00. Varchiamo le porte poco prima dell’orario di chiusura, e i nostri volti stanchi trasudano ancora la contentezza per aver visto tutto (o quasi, vero Ferrari?) il meglio che il mondo dell’automobile può offrire in questo periodo. Ci sentiamo dei bambini che sono appena usciti da un luna park, che si lasciano alle spalle il PalaExpo consapevoli che quello non è affatto un addio, ma un semplice arrivederci.

Au revoir, Gènève!

QUI TROVATE LA FOTOGALLERY DELLA NOSTRA GIORNATA ALL’AUTOSALONE DI GINEVRA:

 

 

 

 

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