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MX1, Villopoto: “Gli europei finirebbero in ambulanza nel Supercross”

MX1, Villopoto: "Gli europei finirebbero in ambulanza nel Supercross"

In una recente intervista del giornalista Americano Eric Johnson, pubblicata sul web da Alpinestars e ripresa dal alcuni siti italiani, l’idolo statunitense della Kawasaki Ryan Villopoto avrebbe dichiarato apertamente che i piloti europei, del mondiale MXGP, si troverebbero in condizioni di grossa difficoltà a terminare una gara del Supercross americano; asserendo, inoltre, che alcuni piloti sicuramente finirebbero diretti su un’ambulanza prima del termine di una singola Manche.

Una dichiarazione forte, che ha suscitato grande sgomento ed indignazione da parte della stampa e dei tifosi Europei; anche se, per onor di cronaca, è giusto sottolineare che la frase incriminata è stata estrapolata da un contesto di paragone, in cui si confrontavano le difficoltà riscontrate nel suo debutto negativo in Qatar ad un eventuale prima gara di un europeo a digiuno di esperienze a stelle e strisce.

Il tono schietto dell’intervista non aiuta di certo Ryan a farsi degli amici qua in Europa, ma certo è che tutto si evince tranne che la mancanza di rispetto nei confronti dei suoi contendenti al Titolo. Anzi, a più riprese l’americano ha tentato di smorzare le provocazioni del giornalista, intento a fare pressione su quello che è il pesiero comune tra gli appassionati, cioè che Villopoto avrebbe sottovalutato il Mondiale Motocross.

Messo alle strette, però, Villopoto si è lasciato sfuggire un ulteriore, schiettissimo commento circa le dichirazioni tendenziose mosse da alcuni piloti nell’indomani del GP di Thailandia, ovvero che la pista sarebbe stata disegnata secondo i canoni del Supercross, così da favorire il beniamino della Monster Energy. A questa ennesima provocazione, infatti, Ryan ha risposto dicendo che la pista assomigliava, a parer suo, molto più ad una nota pista amatoriale del Tennesee (Loretta’s Lynn, ndr).

Il clima di pressione nei confronti dell’americano negli ultimi mesi è stato alto ed ogni sua parola soppesata e sovrastimata sia dalla stampa “amica” che da quella europea. I media si stanno, infatti, prodigando affinchè si arrivi non soltanto ad un più duro dualismo con Tony Cairoli, ma anche ad un vero e proprio scontro culturale tra quello che è il Motocross a stelle e strisce ed il movimento nel resto del mondo.

Questo in parte fa bene al Motocross, perchè attira l’attenzione della massa e non più soltanto degli appassionati di nicchia, ma allo stesso tempo mina la purezza di questa disciplina a causa di un “giornalismo” bieco e scandalistico, degno delle riviste di gossip da spiaggia.

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